Le vacanze di Stendhal

La diligenza parte alle 7 da Milano diretta verso l’Alta Brianza. È il 25 agosto 1818. A bordo ci sono due amici, Giuseppe Vismara e Henri-Marie Beyle. Sin dalla partenza Beyle tiene un diario.

brani tratti da un articolo
di Marco Belpoliti
Doppiozero, 5 agosto 2013

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Non era

Non era la mia giornata. Né la mia settimana. Né il mio mese. Né il mio anno. Né la mia vita. Accidenti.

Charles Bukowski, da Pulp.

Si sentiva molto giovane

di Virginia Woolf

Si sentiva molto giovane; e al tempo stesso indicibilmente vecchia. Affondava come una lama nelle cose; e al tempo stesso ne rimaneva fuori, osservava. Aveva l’impressione costante di essere lontana, lontanissima, in mare aperto, e sola. Sempre aveva l’impressione che vivere, anche solo un giorno, fosse molto, molto pericoloso. Non che si sentisse particolarmente intelligente, o straordinaria. L’unico talento che aveva era di riconoscere la gente come d’istinto.

Virginia Woolf, “La signora Dalloway”

Immagine:
Penguin Essentials: Mrs Dalloway.
Artwork by Leanne Shamton

Per non contraddirsi

Nella mia vita non mi sono mai contraddetto per la semplice ragione che su qualsiasi cosa ho sempre avuto due opinioni: la mia e il suo contrario.

Mario Soldati, che morì oggi, 21 anni fa.
via L’Undici

Mrs Dalloway

di Virginia Woolf

Gli occhi della gente, il loro andamento lento, faticoso, il chiasso e il frastuono, le carrozze, le automobili, i tram, i furgoni, gli uomini-sandwich che vanno avanti e indietro col loro passo strascicato e ondeggiante, le bande e gli organetti; il trionfo e il tripudio e il canto stranamente acuto di un aereo, ecco ciò che amava: la vita, Londra, quell’attimo di giugno.

da Mrs Dalloway, 1925, trad. Nadia Fusini per Mondadori col titolo La signora Dalloway.

Immagine: Virginia Woolf, Londra 1939. Foto: Gisèle Freund.

Pregiudizi

(Un gran numero di persone pensa di pensare, mentre sta semplicemente riorganizzando i propri pregiudizi.)


via Philosophy Matters

Il buco e la ciambella

Osip le ha insegnato che ciò che di prezioso c’è in una ciambella è il buco, non la ciambella. Perché la ciambella si può inghiottire, ma il buco rimarrà.

Elisabetta Rasy, La scienza degli adii

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