chi – key

Francesca
faminore1.0@gmail.com

Immagine Header: Zhang Xu, Four-poem calligraphy copybook



Gli articoli pubblicati sul blog sono spesso da me tradotti e/o editati.
Altrettanto spesso sono molto sintetizzati per evitare il long form, poco adatto ai blog, ma ci sono sempre i link che permettono di risalire alla fonte originale (salvo sviste da parte mia).
In alcuni post, il “Continua a leggere” serve per permettere di aprire l’articolo e visualizzare meglio le immagini e le scritte (volendo).
Chiunque desideri segnalarmi eventuali scorrettezze o inesattezze, o altro, lo può fare scrivendomi all’indirizzo e-mail indicato sopra.


I commenti non sono attivati.

La scelta è sicuramente opinabile ma intenzionale e dovuta a limiti tutti miei.
Tuttavia desidero spiegarne i motivi, che mi sono stati chiesti da varie persone:

– richiedono tempo per essere letti e seguiti con la giusta cura e attenzione (uso lo smatphone in modo assai poco smart e per comunicazioni personali, ma non sono neanche sempre al pc o sul blog);
– richiedono risposte, possibilmente tempestive (e a volte articolate), che non vorrei dare solo per correttezza o limitandomi a un “grazie” o a un “like”;
– le risposte, a loro volta, richiedono una certa diplomazia che, insieme ad altre “doti”, non è il mio forte;
– non vorrei che i post generassero discussioni, magari polemiche, con gli amici blogger, tra loro o perfino con degli emeriti sconosciuti; l’ho visto succedere in altri blog, ma anche qui, e mi sono parse situazioni delicate e/o spiacevoli;
– infine, tutto sommato i miei post si prestano poco ai commenti e comunque, nel periodo in cui erano attivati, erano poco commentati.


… era una signora di temperamento focoso e risoluto, dimodoché, spesse volte, faceva levare a un tratto le ancore e si slanciava in alto mare, senza informarsi del tempo che faceva.
– Fedor Dostoevskij, L’idiota

Prendi tua figlia, portala a Siracusa, siediti sui gradoni del teatro greco e insegnale lo splendore della disubbidienza. È rischioso ma è più rischioso non farlo mai.
– Sofocle, Antigone

Vivere tra la gente è sentirsi foglia sbattuta. Viene il bisogno di isolarsi, di sfuggire al determinismo di tutte quelle palle da biliardo.
– Cesare Pavese, Il mestiere di vivere

Il forse è la parola più bella del vocabolario italiano, perché apre delle possibilità, non certezze. Perché non cerca la fine, ma va verso l’infinito.
– Giacomo Leopardi

Così nel mio parlar voglio esser aspro…
– Dante Alighieri, Rime

Minimizzo le mie qualità e metto in risalto i miei difetti. Eppure c’è lo stesso qualcuno a cui interesso: ne faccio tesoro e mi chiedo: ‘Che cosa avrò sbagliato?’
– Andy Warhol 

***

Temo che nella vita ci siano momenti nei quali anche Schubert non ha più nulla da dirci. Bisogna dire però che sono i peggiori.

Henry James, Ritratto di signora

***

Franz Schubert
Fantasia in fa minore per pianoforte a 4 mani, D. 940 (Op. 103)

Allegro molto moderato
Largo
Allegro vivace
Finale (Tempo I)

Sviatoslav Richter (primo)
Benjamin Britten (secondo)

Registrazione dal vivo del 22 giugno 1965 (Aldeburgh, Jubilee Hall)

La propensione di Schubert per la Fantasia intesa in senso romantico come poesia dell’immaginario, naturale espressione della libertà creatrice, trova ulteriore conferma nella Fantasia in fa minore per pianoforte a quattro mani op. 103 D940, risalente agli ultimi mesi di vita, nel 1828, e pubblicata postuma da Diabelli nel 1829…

Dal punto di vista della struttura, la Fantasia in fa minore presenta una sequenza di quattro movimenti collegati, con una particolare distribuzione del gioco delle tonalità: il primo e l’ultimo in fa minore, ovvero l’Allegro molto moderato e il suo doppio, il Finale. (Tempo I ), una scelta che tra l’altro garantiva a Schubert con il ritorno «ciclico» del materiale tematico una conseguente omogeneità e unità d’insieme. I due movimenti centrali, cioè il Largo e l’Allegro vivace (che fa da Scherzo), erano invece ambientati in fa diesis minore. Sull’uso o sulla scelta di questi particolari colori tonali immediato è l’accostamento, almeno in termini di affinità e di continuità con Winterreise, in particolare con Gefrorne Tränen (Libro I, n.3) e Wasserflut (Libro I, n. 6), rispettivamente in fa minore e fa diesis minore, o ancora con i Quattro improvvisi D935, in cui il fa minore apre e chiude la serie e comunica una temperie assai originale di instabilità e irrequietezza.

Continua sul sito flaminioonline.it

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