In America si discute sulla letalità del Covid

In attesa del terzo inverno pandemico, alcuni scienziati dicono che ora il coronavirus è meno rischioso dell’influenza, mentre prima stimavano che fosse dieci volte più pericoloso. Ma altri non sono d’accordo.

da un articolo di Rob Stein
NPR, 16 settembre 2022

Immagine: Ted Shaffrey/AP. Una farmacia di New York City offre vaccini per Covid-19 e influenza.

“Ci siamo domandati tutti quando il Covid sarebbe diventato simile all’influenza”, dice Monica Gandhi, specializzata in malattie infettive all’Università della California, San Francisco. “E io direi che ci siamo”.
Gandhi e altri ricercatori sostengono che la maggior parte delle persone sono oggi sufficientemente immunizzate – sia grazie ai vaccini, sia per aver contratto la malattia, o entrambe le cose – per essere protette da forme gravi di Covid. Anche perché, aggiunge Gandhi, la variante omicron sembra avere effetti più lievi. Quindi, a meno che non emergano varianti più virulente, la minaccia del virus è diminuita considerevolmente. Questo significa che possono condurre la loro vita normalmente, come nei periodi di influenza endemica.

via rifday.it

Tuttavia, su questo argomento ci sono molte opinioni divergenti e più scettiche.
Per esempio, Anthony Fauci, il consigliere medico della Casa Bianca e Direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases, sostiene che è un azzardo fare paragoni. E aggiunge che il Covid sta ancora uccidendo centinaia di persone ogni giorno, il che significa che con questo ritmo ci saranno altri 125.000 morti in un anno. In America ci sono già state 1 milione di vittime ed è stata la terza causa di morte nel 2021.
Una brutta influenza stagionale provoca circa 50.000 morti.
Sempre secondo Fauci, il Covid è un problema di sanità pubblica molto più grave, soprattutto per le persone più anziane, il gruppo che presenta il maggior rischio di decesso per l’infezione.

via Philosophy Matters

Il dibattito riguarda anche i motivi dei decessi. Gandhi e altri ricercatori affermano che il tasso giornaliero di mortalità è sovrastimato perché molti decessi non sono in realtà da attribuire al Covid: alcuni, morti per altre cause, sono risultate positive anche al coronavirus.
“Attualmente stiamo costantemente osservando che più del 70% delle ospedalizzazioni per Covid fanno parte di quella categoria”, dice Shira Doron, specializzata in malattie infettive al Tufts Medical Center e docente alla Tufts University School of Medicine.
Se i decessi fossero classificati più accuratamente, il tasso di mortalità risulterebbe simile a quello dell’influenza stagionale, aggiunge.
In un nuovo rapporto dei Centers for Disease Control and Prevention, i ricercatori hanno cercato di distinguere le ospedalizzazioni imputabili “primariamente al Covid-19”, e hanno osservato che il tasso di mortalità di omicron è calato significativamente rispetto alla fase delta.

Fauci però ribatte che è difficile distinguere tra morti avvenute “a causa del” Covid e quelle “con” Covid. È stato riscontrato che la malattia coinvolge molti sistemi del corpo.
“Qual è la differenza tra una persona colpita da una lieve insufficienza cardiaca, viene ricoverata in ospedale, contrae il Covid e poi muore di grave insufficienza cardiaca?”, chiede. “È un caso “con” Covid o “a causa del” Covid? Il Covid ha certamente contribuito ad aggravare le condizioni del paziente.

Un altro motivo che secondo molti esperti potrebbe indurre ad osservare un calo nel tasso di mortalità per Covid è rappresentato dal fatto che, a quanto sembra, molti casi di infezione ora non vengono registrati per via dei tamponi fai-da-te.

Ma la variante omicron è così contagiosa che a livello di popolazione pone maggiori rischi rispetto all’influenza e può ancora causare un gran numero di morti.
E la mortalità per ogni malattia varia a seconda dell’età e altri fattori demografici. In ogni caso, il Covid resta una pericolosa minaccia per gli anziani e le persone fragili.
Il pericolo è particolarmente alto per chi non ha ricevuto il vaccino, la dose booster o non è stato curato in modo appropriato: con il Covid che ancora si sta diffondendo, restano vulnerabili all’esposizione da contatti sociali.
È invece raro che muoiano i più giovani e le persone sane, anche se possono essere molto malate.

Altri ricercatori sostengono ancora che il Covid resti molto più rischioso dell’influenza.
“Non c’è mai stato un esempio in cui il Covid-19 fosse più blando dell’influenza”, dichiara Ziyad Al-Aly della Washington University, St. Louis, che ha condotto ricerche comparative tra Covid e influenza.

Altri esperti sono in attesa di un maggior numero di dati che dimostri una chiara tendenza al calo dei tassi di mortalità.
Molti indicano anche che il Covid può aumentare il rischio di problemi di salute nel lungo termine, come il cosiddetto “long COVID”. Fauci, per esempio, sostiene che ne potrebbero soffrire anche persone che hanno avuto sintomi moderati, e che questo non accade con l’influenza, quindi si tratta di due cose diverse.

Ma Gandhi non è d’accordo. Gran parte delle stime sul “long Covid” si basano su persone che hanno contratto la malattia in modo grave all’inizio della pandemia, spiega. E se si tiene conto di questo, il rischio di problemi di salute nel lungo termine potrebbe non essere più alto con il Covid rispetto ad altre infezioni virali come l’influenza.

Infine, alcuni esperti temono che l’influenza stagionale di quest’anno potrebbe essere perfino più grave della ripresa del Covid. Dopo stagioni influenzali molto deboli o assenti durante la pandemia, l’influenza è stata particolarmente dura in Australia quest’anno, e ciò che succede nell’emisfero meridionale solitamente serve per le previsioni negli altri continenti, America inclusa.

2 risposte a "In America si discute sulla letalità del Covid"

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