“La sanità e gli enormi problemi strutturali. Il Pnrr? Un pannicello caldo”

Andrea Crisanti, capolista al Senato per il Pd nella circoscrizione Europa, spiega come andrebbe cambiato il nostro sistema sanitario nazionale e quali saranno i suoi primi atti se sarà eletto.

da un’intervista di Cinzia Sciuto
MicroMega, 12 settembre 2022

Microbiologo dell’università di Padova, nonché una delle voci scientifiche più autorevoli durante la pandemia, è capolista al Senato per il Pd nella circoscrizione Europa. Come mai la scelta di lasciare i laboratori e gli ospedali per entrare in politica?

In realtà il mio interesse per la politica, in particolare per tutte quelle iniziative che hanno l’obiettivo di diminuire le differenze sociali e distribuire uguali opportunità, non è nuovo. Negli anni dell’università ero iscritto alla Fgci di Berlinguer e da alcuni anni sono iscritto al circolo Pd di Londra. Certo l’impegno politico diretto è una novità. Ho alle spalle una carriera scientifica che mi ha dato importanti soddisfazioni, la più grande delle quali è vedere che i progetti che ho iniziato sono talmente solidi che possono andare avanti anche senza di me. Sono quindi pronto per una nuova sfida.


A tre anni dall’inizio della diffusione del Sars-COV2, anche se la pandemia non è ancora finita, che bilancio fa della sua gestione finora?

Io penso che se non avessimo avuto il vaccino non ne saremmo venuti fuori e non so quantificare i danni in termini vite perse e di danni sociale che avremmo avuto. Sono stati fatti errori gravissimi soprattutto all’inizio, non si è capita la portata del problema e non è stato fatto quello che si sarebbe dovuto fare. L’Italia era totalmente impreparata. Ma il rimpianto più grande è che siamo arrivati completamente impreparati anche alla seconda ondata, nonostante sapessimo esattamente quello che dovevamo fare.


La gestione della pandemia ha portato al collasso uno dei sistemi sanitari che sembrava un modello di efficienza, quello lombardo. Perché è accaduto?

Il nodo è il rapporto con la sanità privata, che in Italia è regolato dal regime delle convenzioni, che offre una straordinaria opportunità di guadagno agli enti privati che di fatto sfruttano l’inefficienza del sistema sanitario nazionale, quando non sono essi stessi a provocarla.

Il sistema sanitario si basa su 3 pilastri: il trattamento degli acuti, il trattamento dei cronici e la prevenzione. In genere i tagli vengono fatti sulla prevenzione, sulla quale i privati non fanno pressoché nulla perché i guadagni della prevenzione si vedono a lungo termine e quindi non sono interessati per i privati che guardano al breve-medio termine. Ma non fanno neanche trattamento dei cronici perché occupa spazi e non rende abbastanza. Fanno dunque solo un trattamento degli acuti. Inoltre hanno anche pochissimi posti in rianimazione e quasi mai i pronto soccorso, sempre per la ragione di cui sopra: non rendono. Il loro modello è molto semplice: io ti opero al cuore e prendo un sacco di quattrini per l’operazione. Poi, se ti serve la rianimazione ti mando all’ospedale pubblico. Ora voi capite che se, come in Lombardia, il 45% della sanità funziona così, di fronte a un evento come la pandemia che aveva bisogno di posti in rianimazione, pronto soccorso, medici di base ecc., il problema diventa gigantesco e si manifesta in tutta la sua portata, portando al collasso il sistema.


Oltre al rapporto con il privato, quali sono i principali problemi del nostro sistema sanitario nazionale?

Il nostro sistema ha dei problemi di gestione e dei problemi strutturali.
Il principale problema di gestione è che il sistema sanitario è controllato in modo capillare da un ente, la Regione, che ha il potere di emanare direttive, di legiferare, che ha il controllo totale sulle nomine dei dirigenti, fino a intervenire in alcuni casi anche nell’assunzione di semplici operatori sanitari. Lo stesso ente distribuisce le risorse, secondo criteri che sono imperscrutabili, e in più nomina anche i controllori. Un mostro del genere non esiste altrove nel mondo. È indispensabile recidere in maniera netta questo cordone ombelicale che lega la politica regionale alla gestione quotidiana, capillare, granulare della sanità.

Continua qui.

2 risposte a "“La sanità e gli enormi problemi strutturali. Il Pnrr? Un pannicello caldo”"

Add yours

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Crea un sito web o un blog su WordPress.com

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: