L’influenza di QAnon e delle sue mitologie fai-da-te

Le teorie del complotto avranno sempre seguito perché fanno sentire intelligenti, importanti e parte di una comunità.

liberamente tratto e tradotto
da un articolo di Mike Rothschild
LITERARY HUB, 22 agosto 2022

Immagine: Literary Hub

Una piccola folla si raccolse a Dallas in Dealey Plaza un giorno di novembre del 2021, piena di entusiasmo e animata da una conoscenza segreta, nel luogo solenne dove John F. Kennedy era stato assassinato circa 60 anni prima: ovviamente non indossavano mascherine, viste come un bavaglio per stupidi, ma qualche cravatta rossa, una pletora di cartelli e magliette fatte in casa e la certezza che tutto il mondo stesse per cambiare.
In quel centinaio di persone c’erano soprattutto anziani e per lo più donne. Cantavano canzoni pop della loro giovinezza, spesso sovrapposte alle interminabili dirette streaming trasmesse su Telegram e Zoom. Gridavano numeri e slogan apparentemente a caso – codici dal significato nascosto che solo loro capivano – e irridevano la “gente normale” che non era interessata al bel mondo nuovo che stava per rivelarsi.

Soprattutto, aspettavano. Aspettavano JFK Jr. che, secondo la loro mitologia fai-da-te, non era morto in un incidente aereo al largo di Martha’s Vineyard nel 1999. Era vivo e aspettava il momento giusto per tornare alla vita pubblica, addirittura insieme ad altri “morti” celebri scomparsi per varie ragioni, tra i quali Michael Jackson e Prince. La profezia sul ritorno di JFK Jr. non era stata formulata da Q [un individuo o un gruppo, che affermava di lavorare per il governo con accesso a documenti e operazioni segreti e comunicava attraverso frequenti “Q drops” – letteralmente “gocce” – indizi criptici e frammentari], ma da uno dei suoi numerosi accoliti.

Immagini: agendadigitale.eu e futurimagazine.it

La persona che persuase i partecipanti a protestare in Dealey Plaza era un impresario del settore demolizioni nell’area di Seattle, con una storia di anti-semitismo e una capacità di decodificare il futuro mediante numeri a caso, paradossalmente usando una versione semplificata del linguaggio alfanumerico ebraico conosciuto come Gemetria, per creare una vasta mitologia di eventi e segreti nascosti. Come molti concetti base del mondo del complottismo, la fonte è reale ma manipolata e abusata in modo stravagante e pseudostorico, ed è ciò che è accaduto con questi Trumpisti di mezz’età che cantavano “Beat It” sotto la pioggia, in attesa che ritornassero quei morti che potevano rendere l’America grande di nuovo.

Autodefinendosi “Negative48” – il “48” è considerato il valore dato dalla Gematria alle lettere della parola “male” – Michael Protzman era solo un altro seguace di Q con qualche migliaio di followers su Telegram, esperto di teorie complottiste secondarie, che teneva conferenze al suo piccolo gruppo di adepti sulle malvagità dei “leader ebrei”, promuoveva film anti-semiti e raccomandava l’acquisto di valuta vietnamita di nessun valore in vista del guadagno che sarebbe derivato dalla sua rivalutazione. Nel giro di pochi mesi, intorno al personaggio Negative48 di Protzman sorse una mitologia completamente nuova da una combinazione di Gematria, Q drops e pie illusioni.

La pioggia continuava a cadere e John F. Kennedy Jr. non arrivava, ma proprio come gli appartenenti a Q avevano fatto per anni, il gruppo Negative48 restava. Passarono lì il giorno del Ringraziamento, mentre Protzman cominciava perfino a controllare i movimenti dei seguaci, dicendo loro quando uscire, dove guardare e cosa mangiare. Arrivò il Natale, e poi la primavera. Per continuare, si attivarono attraverso decine di crowd-founding. In generale, furono ignorati dalle autorità locali che non potevano far nulla a meno che non venissero commessi atti illegali.

Ted S. Warren/AP Photo, via politico.com

Nell’era post-Trump, il movimento QAnon prese due diverse strade: una attirò la maggior parte dei seguaci e pochi seguirono la seconda, ma entrambe sono cruciali per capire perché questo movimento proseguì molto a lungo.

Un percorso era basato su dottrine fondamentali e mainstream di Q: Q non era più il club “cool” e segreto dove si doveva usare un gergo per avere la possibilità di entrare a farne parte: era ormai solo una tradizione. La debole coalizione dei seguaci di Q devoti al principio MAGA (Make America Great Again) con i cospirazionisti più progressisti della pandemia divenne un fronte unito nel 2021. Nelle riunioni dei consigli di amministrazione scolastici, nelle sessioni dei consigli cittadini, nelle proteste, nelle conferenze sulla “libertà sanitaria” e in segmenti dei maggiori media di destra, si raccontava sempre la stessa storia, che anche i seguaci più distratti non avevano problemi a capire.

L’altro percorso era su posizioni monto più estremiste, quelle che anche i sostenitori di Trump seguivano volentieri, ed è quello di Michael Protzman e dei suoi devoti cultori di Negative48, insieme con altri promotori di Q, ancora più razzisti e anti-semiti. Qui, le “gocce” erano ancora vangelo e i commenti erano ancora decodificati per via di tutti i loro segreti, che erano molti. In codici numerici, Trump e JFK Jr. parlavano con Prince ed Elvis, letti sanitari quantici e NESARA*, avrebbero assicurato salute e prosperità per tutti, e Trump era ancora il presidente di un “leale” governo militare.

*NESARA [acronimo di National Economic Security and Recovery Act, è un insieme di riforme economiche proposte negli anni 1990 da H. F. Barnard al governo degli Stati Uniti, che non furono mai presentate al Congresso ma diventarono oggetto di una teoria del complotto]


Michael Protzman, via ilfattoquotidiano.it

Azione localeAction = Impatto nazionale.

Michael Flynn (Ap), via ilSole24Ore

Era lo slogan coniato dall’eroe di QAnon, il Generale Michael Flynn, che organizzava una quantità di raduni con nomi come “Risveglio dell’America” e “il ritorno di Dio e della patria”. A questi eventi, che spesso vendevano biglietti VIP per migliaia di dollari, venivano nomi semi-noti ospitavano discorsi incendiari di vari estremisti che parlavano insieme a Flynn di argomenti tipici delle loro teorie: l’illegalità del governo, gli organi di stampa indipendenti che non erano stati “censurati” da quelli mainstream e le teorie di medicina alternativa sulla soppressione delle cure per il COVID da parte del governo. Ogni tanto c’era anche qualche politico repubblicano, ma erano comunque tutti bravi a togliere denaro dalle tasche dei seguaci.
I discorsi sconclusionati e apocalittici di Flynn erano diretti a quella che lui chiamava “azione diretta” con un “impatto nazionale“.

Mossi dal desiderio dei sostenitori di Q di riprendersi l’America da coloro che vedevano come orde di vaccinatori transgender e senza Dio, i seguaci iniziarono a dare spettacolo di sé nelle riunioni dei consigli di amministrazione scolastici e in quelle del consiglio cittadino: usando il tempo riservato ai commenti, diffondevano le teorie complottiste e minacciavano azioni legali senza alcuna base. E nella maggior parte dei casi non avevano nemmeno i loro figli nelle scuole locali.
Lo sconfinamento di Q nelle politiche locali fu il suo maggiore fattore di crescita nell’era post-Trump.

In estate e autunno del 2021, “l’azione locale” cominciò a diffondere il panico sulla “ideologia woke” (stare svegli) e sulla Teoria della Critica della Razza, parlando di bambini obbligati all’inoculazione del vaccino, della pandemia prolungata per favorire i mandati del Dott. Fauci e dell’uso della mascherina per facilitare i trafficanti di sesso nella ricerca di bambini. Alcuni seguaci di Flynn portarono il suo messaggio ancora più avanti, concorrendo per posizioni statali, locali e di partito.
Prosperava anche l’industria dell’elezione rubata e delle truffe che la circondavano, durata fin dopo le ultime elezioni, anche quando lo stesso Trump ammise di averle perse.
Molti tra loro, che avevano appoggiato QAnon sui social media, ambivano a posizioni chiave nei cosiddetti “swing states”, cercando di impadronirsi del potere per capovolgere i risultati delle elezioni.
E decine di candidati che avevano pubblicamente appoggiato parti della mitologia Q vinsero le elezioni o riuscirono perfino a mettere le mani sui meccanismi che gestivano le elezioni.
Perfino i big di QAnon parteciparono, apparentemente stanchi di annunciare utopie, ma la copertura nazionale dei seguaci di QAnon e delle teorie del complotto si trovavano a sfidare candidati dalle idee espressamente anti-complottiste. Molte organizzazioni elettorali progressiste, formatesi dopo la vittoria di Trump nel 2016, isolavano i candidati di QAnon e promettevano di reclutarne tra i liberali da impegnare contro di loro. Molti politici allineati con Q non sono comunque stati presi sul serio.

Mentre il mondo entrava nel terzo anno di pandemia, molti americani hanno reagito ai continui disordini finendo per perdere la testa. Incidenti provocati da passeggeri indisciplinati e aggressivi sugli aerei a proposito delle mascherine erano molto diffusi. I lavoratori delle strutture vaccinali erano aggrediti anche fisicamente e chiamati assassini dai negazionisti del COVID; stessa sorte per gli insegnanti obbligati a far rispettare le regole sulle mascherine.

La follia che si diffondeva in America non era completamente ed esplicitamente legata a QAnon, ma non era possibile negare che il caos violento si era diffuso nella vita quotidiana delle persone stufe del COVID, nell’odio contro Biden, nel timore delle comunità conservatrici verso la “cancel culture”. Non c’era neanche più bisogno di nuove “gocce” di Q, di decodificare altre minacce o di fabbricare altre T-shirt. Gli “anti-” erano stati sguinzagliati e avevano fame.

In particolare, il residuo di Q riguardava tutto il disagio dei repubblicani nei confronti del COVID. Mentre la variante omicron mostrava picchi altissimi in tutto il mondo nell’inverno del 2021, i sostenitori di QAnon erano, per quanto riguarda i vaccini, i più visibili, attraverso bugie e teorie del complotto mirate a dissuadere la gente dall’inoculazione delle dosi e dei booster.
Attraverso innumerevoli post su Telegram e decine di eventi sulla loro “libera sanità”, il messaggio era chiaro e allo stesso tempo totalmente contraddetto dai risultati disponibili: credevano che la pandemia fosse finita e consideravano ogni obbligo relativo a vaccini o mascherine come parte di meccanismi di controllo totalitari che finivano per uccidere le persone.
Solo occasionalmente la realtà si faceva vedere – come quando un’ondata di personalità di destra dei media e convinti negazionisti morirono di COVID, tra i quali la leggenda della cospirazione e sostenitore di QAnon Robert David Steele.

Ci furono dei post virali di una serie chiamata “Devolution”, secondo i quali Trump stava gestendo il paese segretamente attraverso un governo militare mentre Joe Biden camminava barcollando in una finta Casa Bianca. Esaminando decine di post, video, podcast e messaggi Telegram quasi incomprensibili, il materiale ne usciva come una rassicurante storia di fantasia che garantiva al suo creatore, un impiegato scolastico del North Dakota, migliaia di dollari al mese sotto forma di sottoscrizioni da parte di sostenitori che aspettavano di vedere cosa sarebbe successo dopo. I dettagli sono tanti, seppur vaghi e senza senso, ma il succo era sempre lo stesso: i bravi ragazzi colpiranno, e le persone speciali saranno ricompensate per ciò in cui credevano.

Questo è ciò che ha tenuto in vita la mitologia di Q anche quando il personaggio ha perso importanza, perché le teorie del complotto hanno sempre puntato a far sentire speciali. Quando si conoscono i segreti che “loro” non vogliono conoscere, si sa cosa è successo in occasione di un evento storico, si sa che Fauci, Biden e Gates e tutti gli altri benefattori liberal sono in realtà fautori di genocidi, si sa che Q e gli altri sono patrioti e gli esperti sanno poco.

Q, in questo, è uguale a ogni altra teoria del complotto, e qualsiasi cosa possa assorbire o sostituire Q sarà la stessa cosa. Le teorie del complotto si diffonderanno sempre, perché fanno sentire intelligenti, importanti e parte di una comunità. Questo è il senso di comunità che ha spinto i seguaci a Dallas, molto tempo dopo.


Mike Rothschild è giornalista, autore e il maggiore esperto nella teoria del complotto QAnon, in continuo cambiamento. Sul sito the Daily Dot, esplora le intersezioni tra la cultura di Internet e la politica, attraverso la lente di queste teorie e si occupa anche dei settori più estremisti. Per queste ragioni è stato intervistato da molte testate prestigiose (The New York Times, The Washington Post, CNN, Yahoo, The Daily Beast, CBS, The San Francisco Chronicle, Rolling Stone, Snopes, NBC News, Vice, Politico, ecc.) e invitato a parlare, anche in podcast e alla radio.


Approfondimenti su Internazionale qui e qui

2 risposte a "L’influenza di QAnon e delle sue mitologie fai-da-te"

Add yours

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Crea un sito web o un blog su WordPress.com

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: