The Ledge: finale ‘sospeso’

Nel nuovo thriller The Ledge, l’attrice Brittany Ashworth deve scalare una cima per sfuggire a un gruppo di assassini. Alla fine, si trovano a un punto morto tra due cenge.

da un articolo di Delaney Miller
Climbing, 17 febbraio 2022

Video da moviesandmania.com

The Ledge
Director: Howard J. Ford
Paramount Home Entertainment

“Non la permetterà che lei lasci questa montagna da viva”, dice l’attore Nathan Welsh, uno dei protagonisti del film. 

The Ledge gira intorno a una versione fittizia del Monte Antelao, la montagna più alta delle Dolomiti [raga, è roba nostra! E in realtà è la seconda, dopo la Marmolada, NdFA m.]. La trama segue il classico genere horror di Into the Woods: due ragazze conoscono un gruppo di ragazzi intorno al fuoco acceso di un campo. Uno di loro si rivelerà un assassino.

Sophie (interpretata da Anaïs Parello) viene brutalmente uccisa dopo una caccia nei boschi. Kelly, che è andata a dormire, si sveglia al suono delle grida. Si precipita fuori dal letto, perlustra la zona e arriva sulla scena giusto in tempo per assistere allo spargimento di sangue. Per gli uomini, questo è un grosso intoppo: Kelly ha fotografato tutto. L’inseguimento che segue continua fuori dai boschi e su per il Monte Antelao.

Kelly deve salire verso la cima per arrivare prima degli uomini, in solitaria. Ma gli uomini, che hanno le attrezzature, prendono la via accanto, quella più facile. Dopo averla sconfitta sulla cengia principale, Kelly resta intrappolata sette metri più in basso, incapace di continuare o di scendere. Fortunatamente, c’è una tenda abbandonata proprio lì, a sua disposizione, lungo la cengia sufficientemente spaziosa per accovacciarvisi (O.K., ma come mai è proprio sotto una grossa cengia vera? Bella domanda, ma continuiamo).

La maggior parte delle inquadrature sono tratte dal sito Rotten Tomatoes

The Ledge, se non si cerca il pelo nell’uovo, è un gran film. Accanto a vie fin troppo facili, se si osserva bene si noterà che la stessa pendenza appare in tre diversi punti della via, o che quando Kelly inizia l’ascesa indossa le scarpe da trekking mentre poi, casualmente, ha le scarpe da scalata, e poi di nuovo le prime. C’è un dispiego di rapidi appigli supersicuri, interessanti tecniche di abbassamento, non c’è quasi nessun gancio nei punti di sicurezza, anche quando la via è aperta, e così via.

Tuttavia, tra tutti i thriller sulle arrampicate, non è così male. Infatti, Ashworth è stata lodata per un buon uso della tecnica. “Vivo a Londra”, ha dichiarato a Climbing per telefono. “Ci sono tante grandi pareti da scalare qui [sic!] e l’arrampicata è una delle cose che mi ha subito motivata per il film.”
Ashworth dice che suo fratello e i suoi amici sono scalatori e di essersi allenata nelle palestre locali, ma di essere stata a Harrison’s Rocks [sic!] [brevi palestre di roccia, East Sussex, NdT] e a Chamonix. 
La sua esperienza come scalatrice si nota. Ashworth ha fatto un ottimo lavoro usando le punte dei piedi, tenendo dritte le braccia, avvicinandosi alla parete per riposare (anche se alcune posizioni, quando la camera zuma all’indietro, sono decisamente improbabili) e il personaggio che disegna è cazzutamente coraggioso, il che è fantastico.

Un altro aspetto che il film ha colto nel modo giusto è il consiglio dato a Kelly dal suo ultimo fidanzato: “Sali con la tua mente, non con i tuoi muscoli”, affrontando un aspetto tecnico delle scalate che è spesso sottovalutato dai registi di Hollywood.

Detto ciò, un campo di roccia vera è stato girato, e il resto è stato filmato sul set. Il grosso del film si gioca tra le due cenge, con gli assassini sulla sporgenza più ampia e Ashworth rannicchiata su quella più stretta accanto alla sporgenza artificiale (si pensi alla “Thank God Ledge” di Half Dome, Yosemite). Le riprese vertiginose, le armi del delitto e la battaglia con la cinepresa contribuiscono a rendere emozionante l’azione.

Thank God Ledge

Durante il film ci sono anche delle riprese di prestazioni atletiche notevoli, come quando Kelly ricorda i suoi inizi in questo sport, che ha imparato dall’ex fidanzato. La sua morte, come si verrà a sapere, è il motivo che ha condotto Kelly al Monte Antelao.
Le riprese interne sono state girate in una nuova palestra di Belgrado, Sektor44. “Abbiamo passato un bel po’ di tempo lì lavorando sulla “dyno-move” finale [una mossa dinamica (fatta saltando) in direzione di un appiglio fuori portata, divertente da provare sul muro, spaventosa da tentare per primi; fonte: planetmountain.com, NdT]”, ha dichiarato Ashworth.
Igor Milosavljevic, un allenatore della palestra, ha offerto la sua consulenza per le scene di arrampicata e allo staff, Ashworth compresa. “Igor diceva cose tipo ‘Hai solo bisogno di muovere le anche così’ e all’improvviso diventava veramente facile
“Puoi pensare [a una mossa da arrampicata] chiedendoti: ‘perché non ce la faccio, perché non riesco a fare quella mossa?’, ma in realtà è tutto molto più cerebrale di così”, ha spiegato Ashworth. “È così tecnico, e lui mi ha insegnato tantissime tecniche”.

“Riuscire a interpretare un personaggio come quello di Kelly era proprio un sogno, davvero”.
“Penso di aver imparato molto su me stessa, sui limiti fino ai quali puoi spingerti, su quanto di ciò che vuoi conquistare è ostacolato dalla paura e dal senso che hai dei tuoi propri limiti. E che in realtà quello che puoi fare va molto più lontano”

The Ledge è stato girato in piena pandemia, il che ha posto alcune difficoltà molto particolari. I membri della troupe dovevano fare la quarantena dopo i viaggi. “Ed è un film indipendente ambizioso nella serie di acrobazie e nella trama. Sapendo che la comunità degli ascensionisti avrebbe potuto vederlo, si sentiva il peso di una grande responsabilità”.
A proposito, peccherei di trascuratezza se non avvertissi che c’è una scena incredibilmente cruda, e mi tocca da vicino, perché è un incidente che ho visto prima in una palestra. Quando Kelly inizia la sua ascesa, uno degli uomini la insegue da vicino.

Attenzione: segue SPOILER.

SPOILER!!!

La raggiunge e lei riesce a liberarsi schiacciandogli una mano col piede. Lui crolla e si rompe una gamba nell’impatto. Una frattura esposta, e il film non lascia alcun dettaglio sanguinolento all’immaginazione. Sinceramente, ho dovuto chiudere gli occhi.

Nel complesso, The Ledge è un gran film di montagna e, date le difficoltà per la cinepresa, è una versione moderna, meno grandiosa di Cliffhanger, con una protagonista femminile. 
Ancora qualche sua parola:

15 risposte a "The Ledge: finale ‘sospeso’"

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          1. Pure qua, al mercato rionale, si trova buono! Ottimo sui crostini… (ma se apriamo il capitolo sui crostini non finiamo più).
            Ora invece vado a gustarmi, dopo un paio d’anni, una bella, e spero pure buona, fondue bourguignonne. Buona cena!

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        1. Dimenticavo: l’unico sport estremo che faccio è la pennica. Una volta un malcapitato “animatore” di una spiaggia andava in giro per gli ombrelloni a raggranellare adesioni per un torneo di qualcosa (briscola, bocce, non ricordo…) e io gli dissi che al massimo avrei partecipato a un torneo di pennica e da quel giorno mi ha rubato la battuta…
          Per il resto, in mancanza di meglio, mi offro come portiere al bigliardino, ho giocato qualche volta a biliardo (e mi piaceva molto, ma non si trovavano facilmente posti non malfamati) e a ping pong, facendo schizzare le palline ogni due secondi a chilometri di distanza.
          Mi piace, ma nessuno ha voglia di starmi dietro perché sono lenta di comprendonio e dimentico sempre le regole, qualche gioco di carte, tipo Machiavelli e Whist, oppure Sputo, ma quest’ultimo non credo che tu lo conosca.
          E me la cavo coi giochi di parole, da nomi cose città a Scarabeo. Il resto dei giochi da tavolo li mando in caciara perché detesto la competizione (tipo Risiko) quindi nessuno ci vuole giocare con me.
          Finito il mio lungo CV.

          Piace a 1 persona

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