Taiwan: spazzatura sulle note di Beethoven

Al passaggio di un camion che suona “Per Elisa”, i residenti scendono in strada per gettare i rifiuti: e il sistema funziona.

da Il Post, 11 febbraio 2022

La melodia del brano “Per Elisa di Ludwig van Beethoven è conosciuta un po’ in tutto il mondo, ma a Taiwan è popolare soprattutto perché indica un momento ben preciso: quello in cui si deve gettare la spazzatura. Sia nella capitale Taipei che nel resto dell’isola – a est della Cina meridionale – la raccolta dei rifiuti viene infatti anticipata da questo brano, suonato da un camion giallo che si sposta per le strade delle città e di tanto in tanto si ferma per permettere alle persone di depositare i sacchi dell’immondizia. Per alcuni, l’arrivo del camion è anche un momento di socialità e un’occasione per chiacchierare coi vicini di casa.
Come ha raccontato un recente articolo il New York Times, per qualche minuto cinque giorni su sette il passaggio dei camion gialli trasforma le strade in luoghi di ritrovo per i residenti.
Ci sono le storie di coppie che si sono fidanzate dopo essersi incontrate mentre buttavano la spazzatura, con “Per Elisa” in sottofondo, e quelle di politici che hanno seguito il camion giallo per fare campagna elettorale, ma non solo. Nel periodo della pandemia da coronavirus, infatti, il momento dedicato a buttar via la spazzatura è stato anche uno dei pochi in cui si poteva fare una breve chiacchierata.

Secondo alcuni esperti di sicurezza ambientale e residenti intervistati dal New York Times, quello adottato a Taiwan è un buon sistema, che aiuta a tenere le città più pulite. È molto diverso da quello in vigore nei paesi europei, dove nella maggior parte dei casi i cassonetti per la raccolta dei rifiuti vengono disposti fuori dalle abitazioni alcune ore prima del passaggio dei mezzi, nei giorni e negli orari indicati dalle aziende che se ne occupano in ciascun comune, oppure rimangono fissi in strada, e vengono svuotati regolarmente.
Il sistema fa parte di un piano decennale orientato a garantire un ambiente pulito e civile: nelle parole di Nate Maynard, ricercatore ambientale che vive a Taipei e conduce un podcast sugli sprechi e sul recupero della spazzatura, obbliga in particolare ad «affrontare il tema della produzione individuale di rifiuti».

Fino agli anni Novanta le strade di Taipei avevano seri problemi di rifiuti e le discariche esistenti erano piene o quasi al limite, con situazioni che avevano valso a Taiwan il soprannome di “isola dei rifiuti”. A quel punto le autorità locali decisero da un lato di investire sulle infrastrutture, e dall’altro di sensibilizzare la popolazione. In particolare, si decise che i residenti dovessero pagare per la quantità di rifiuti prodotti, che dovevano essere gettati in appositi sacchi blu distribuiti dal governo locale; al contempo la maggior parte dei cestini pubblici venne rimossa per evitare lo scarico illegale di rifiuti, una pratica che veniva punita con multe molto salate.
Grazie a queste attività e alla raccolta “a mano” della spazzatura, negli ultimi anni Taiwan è diventato uno dei paesi più virtuosi del mondo per quanto riguarda il riciclo dei rifiuti. Secondo le autorità locali, il fatto che ognuno debba consegnare la propria spazzatura direttamente agli operatori ha rafforzato il senso di responsabilità nei confronti dei rifiuti prodotti, e con questo sistema si rafforza anche il senso di comunità tra vicini.

Oltre a “Per Elisa”, c’è anche un’altra melodia che viene utilizzata per segnalare l’arrivo dei camion gialli della spazzatura: “La preghiera di una vergine” della compositrice polacca Tekla Bądarzewska-Baranowska. Non si sa esattamente come e perché siano stati scelti questi due brani, e tra le altre cose c’è anche chi si lamenta che la musica sia troppo alta o del fatto che si debbano gestire i propri impegni in base all’orario in cui bisogna gettare i rifiuti.
A ogni modo, quello di usare un brano musicale o una canzone per convincere le persone a fare qualcosa sembra essere un sistema piuttosto diffuso nei paesi dell’Asia orientale. Per esempio, in Cina la canzone “Going Home” del sassofonista americano Kenneth Bruce Gorelick, noto come Kenny G, viene usata da anni nelle scuole, nei centri commerciali, nelle stazioni ferroviarie e nelle palestre per segnalare l’imminente orario di chiusura. … tutti i cinesi sanno che quando viene messa questa canzone è ora di chiudere e andare a casa, così come tutti i taiwanesi sanno che quando sentono “Per Elisa” o “La preghiera di una vergine” è ora di buttare la spazzatura.

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19 risposte a "Taiwan: spazzatura sulle note di Beethoven"

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  1. Povero Beethoven… Può darsi che questo sistema responsabilizzi il singolo, ma se non sono in casa quando passa il camion cosa faccio? La tengo in casa fino al giorno dopo (ammesso che passi tutti i giorni)? E il weekend?

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