Effetto Framing

James Fallows, illustre giornalista americano di 72 anni, a lungo uno degli autori più importanti del magazine Atlantic, ha descritto il modo in cui le notizie vengono collocate in contesti che ne forzano l’interpretazione, ingannando i lettori.

da un articolo di James Fallows
F, Breaking the News, 3 febbraio 2022

James Fallows, oltre ad aver scritto per The Atlantic (oggi uno dei siti di approfondimento e news più importanti e riusciti), anche per molte altre testate e per due anni ha fatto anche lo speechwriter del presidente Jimmy Carter. Da qualche mese ha una newsletter su Substack, in cui questa settimana ha descritto alcuni meccanismi con cui fatti e notizie non falsi o infondati vengono messi in contesti che ne forzano l’interpretazione (framing the news), ingannando i lettori. Uno di questi, riconoscibile anche in molta produzione giornalistica e saggistica italiana, è “stanno cercando di fregarvi” o “di prendersi ciò che è vostro”. Traducendo i suoi esempi nelle consuetudini giornalistiche italiane, può essere “la casta“, “il gender”, “i clandestini”, “l’Europa”, ma anche “la sinistra”.
Fallows spiega che “un pubblico spaventato è un pubblico fedele“, e questo tipo di narrazione dei fatti – che li confeziona suggerendo pericoli diretti esplicitamente al lettore, o spettatore – è un successo in termini commerciali, ma tossico per la convivenza civile, e attecchisce di più presso i pubblici più anziani. Da noi, è facile vederlo dispiegato nelle titolazioni che privilegiano l’indicazione di nemici, responsabili e capri espiatori rispetto alla descrizione degli eventi e fatti in questione.

dall’introduzione su “Charlie”, Il Post, 6 febbraio 2022.


Sull’utilità della parola framing.

Come altre parole dell’attuale vocabolario inglese, framing può avere significati opposti, ma l’accezione che mi interessa è riferita al senso retorico e logico dell’inquadratura di un argomento, della sua cornice, che a sua volta riguarda le supposizioni, l’enfasi e la struttura che sostiene le idee che si vogliono esporre. L’ossatura di un edificio non mostra inizialmente tutti i dettagli dell’opera finita, ma se è storta o instabile, non potrà reggere la struttura.

Pensando ai media, e a come e se riescono ad affrontare le sfide di questo momento, sostengo che il framing delle storie e della copertura è ciò di cui dovremmo parlare — più che di “bias” o “equilibrio” o persino di raffinatezze come il “cerchiobottismo” o alle “polarizzazioni”.

Framing non è proprio un concetto nuovo nel mondo dei dibattiti sui media. Già nel 1998, il Pew Research Center aveva completato uno studio intitolato “Framing the News.” Jay Rosen, della New York University, a guida del progetto, scrive spesso sulle cornici dell’informazione sul suo sito Pressthink. Ma non è l’unico ad essersi occupato di questo tema [1].

Ecco alcuni framing comuni:

1. Fox News: ‘Ti vogliono imbrogliare’.

Roger Ailes ha scoperto, perfino prima di Donald Trump, che un pubblico scontento sarebbe stato leale e vigile, quindi la maggior parte delle narrazioni su Fox si riduce a qualcuno sta cercando di fregarti, e probabilmente lo sta facendo con ipocrisia ingannevole.
Potrebbe essere “la carovana” [spostamento di persone dall’America centrale verso il confine meridionale degli U.S.A., descritto come un’invasione che i democratici non facevano abbastanza per fermare, NdT], o “la squadra” [movimento progressista, NdT]; Antifa [movimento radicale di sinistra, antifascista, NdT], o i sostenitore della Critical Race Theory [esame dell’impatto del razzismo sistemico sulla società americana, che però per i conservatori è l’ultimo spauracchio usato per spaventare le persone e propagare l’idea che bambini siano “indottrinati” da insegnanti di sinistra, NdT]; i saccheggiatori nelle città o i cinesi, o ancora Hillary Clinton, o la convinzione che il crimine in generale sia in aumento, mentre la paura cresce (grazie, soprattutto, al contributo delle notizie diffuse dalle TV locali e da Fox).
Potrebbe essere qualunque cosa, ma sono loro, ti stanno imbrogliando e tramano contro di te. E contro la gente come noi. È una triste ma vera realtà che man mano che le persone diventano più anziane, più sono esposte a queste minacce e visioni del mondo. Il pubblico di Fox, nel corso degli anni, è molto invecchiato. L’analisi di Ailes, ora assorbita in diverse forme dagli spettacoli su Fox, è stata un successo in termini commerciali, ma tossica per la vita civile.
Per me non si tratta di cercare il “bias”, ma la cornice (frame).

2. Organi di stampa mainstream: quello che più conta, in ogni cosa, è la politica.

Di fronte a notizie sugli immigrati che affogano in mare, nel vano e tragico tentativo di raggiungere l’America, le persone possono avere una gamma di reazioni.
Ecco come il titolista del New York Times, e i redattori responsabili della versione stampata, hanno pensato di inquadrare la notizia [L’aumento dei migranti via mare desta la preoccupazione di Biden, NdT]:

Nella versione online, la testata ha poi pensato di cambiare il titolo, così: “A Surge at Sea: Migrants Seek Entry to the U.S. Aboard Flimsy Boats” [Crescono i viaggi per mare: i migranti cercano di sbarcare negli U.S.A. a bordo di barche fatiscenti].
Il punto è l’impulso iniziale, ciò che contava della notizia, cioè: cosa significa per la politica, e per “come se la cava Biden” [2]

Una volta che inizi a notare questo framing, lo vedrai ovunque. È il passaggio da qualcosa che è successo a cosa significa per le elezioni di medio termine, o per l’approvazione del presidente in carica. Sono implicazioni politiche importanti, ma solitamente non quelle che interessano di più, almeno alla maggior parte della gente.

[…]

3. Ovunque: quello che funziona è sospetto, o noioso.

Per definizione, le news riguardano fatti insoliti. I 100.000 voli che decollano in sicurezza e ogni giorno atterrano ovunque nel mondo non fanno notizia. Quello che si schianta o ha dei problemi invece sì, ma questo è ragionevole e va bene.
Il problema nasce quando un framing è ingiustificatamente cupo e destinato a fallire. Non tutto funziona, e la stampa dovrebbe stare attenta a questi sbagli.
Ma meritano attenzione anche le cose che funzionano. È l’unico modo per capire cosa è proporzionato e completo, che poi è fondamentale per la stampa.

Qualche esempio:

1. In America, nel corso dell’ultimo anno, si è verificata una crescita del lavoro senza precedenti. Certo, ci sono stati altri problemi, come l’inflazione, ma la notizia in sé, che è una parte importante dello scenario complessivo, è stata sottovalutata, per dirla con un eufemismo.
2. Tamponi Covid gratuiti per posta — perché no? Di fronte a una vasta area di ritardo nel tamponamento, all’inettitudine del governo (siti legati alla salute) e… il tutto gestito da UPS! (lo dico con affetto, perché in passato ho consegnato lettere e pacchi). E infatti ha funzionato ampiamente, facendo retrocedere le notizie sul Covid nelle pagine interne dei giornali; per non parlare dei telegiornali. Intanto, dieci milioni di tamponi venivano consegnati in tutto il Paese.
Ma non dimentichiamo che recentemente un’analisi del New York Times su Biden e il Covid titolava “La lotta di Biden alla pandemia: i passi indietro del primo anno”. “Entro la fine dell’anno, di fronte al fuoco di fila delle critiche, Biden ha promesso 500 milioni di tamponi gratuiti per tutti gli americani, seguiti da altri 500 dopo una settimana. I primi test stanno arrivando ma il grosso probabilmente non arriverà se non dopo che l’esperto dell’amministrazione annuncerà che Omicron avrà raggiunto il picco…”.
3. 5G e gli aerei: se all’inizio è stata fatta molta confusione, ora le cose si sono chiarite e la notizia è scomparsa dagli organi di stampa.
4. Il telescopio spaziale Webb: sarebbe potuto finire in un disastro, e invece è stato un successo storico fenomenale, come riferito nelle pagine interne delle maggiori testate, tra le quali il Washington Post e il Times.
Se la navicella che trasportava il telescopio fosse esplosa sulla rampa di lancio il giorno di Natale, o se gli elaborati preparativi necessari per il suo dispiegamento fossero andati male anche in piccoli particolari, ancora ne staremmo parlando: una metafora in più di quanto oggi le cose vadano in pezzi.

È giusto che l’informazione enfatizzi ciò che va storto, ma diventa un problema se lo fa solo con ciò che va male.

***

A mo’ di promemoria, invece di parlare di “bias,” per favore, cercate il framing:

  • che fa sentire la gente arrabbiata o vittima
  • che riduce ogni cosa alle ramificazioni della propria parte politica
  • che normalizza comportamenti che non sono normali
  • che presenta una visione sproporzionata di ciò che funziona e di ciò che non funziona

[1] Tra coloro che hanno trattato questo tema, Eric BoehlertMargaret SullivanDan FroomkinJennifer RubinJudd LegumJackie CalmesGreg Sargent, e molti altri.

[2] Ho insistito su questo molte volte: penso che il New York Times nel complesso sia la migliore testata giornalistica del mondo. Ambizione, creatività ed eccellenza dell’informazione in innumerevoli campi superano ogni altra organizzazione. Parlo di questioni globali, clima, tecnologia, sicurezza informatica, economia, finanza, arti, libri, medicina e salute. Un approccio innovativo all’aspetto grafico, le sezioni dedicate ai bambini, puzzle, giochi e tante altre cose.
Tuttavia, c’è quel framing della politica nazionale che è diverso, come dimostra il titolo “Worry for Biden”. Non si vedono cose del genere nella maggior parte degli altri argomenti nella maggior parte del giornale.


Qui un aggiornamento dell’11 febbraio 2022.

Il post è la continuazione del precedente, sul valore delle “cornici” delle news, cioè sul significato che giornalisti ed editori danno tacitamente, a volte inconsapevolmente, a una storia, e sul perché questo può fare una grossa differenza rispetto a espressioni più chiare dell’orientamento di parte.
È facile per questi professionisti, o per gli ospiti dei talk-show, attenersi alle esigenze formali di “equilibrio”, citando sia i Repubblicani che i Democratici: più difficile è riconoscere lo squilibrio presente in numerose decisioni.
Non intendo rispiegare il concetto, ma portare alcuni esempi di importanti, inconsapevoli, con le conseguenti costruzioni delle storie, o “frames”.

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6 risposte a "Effetto Framing"

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  1. Divide et Impera (il dialetto romano io lo conosco direttamente alle radici: mecojoni!) è sempre stato un must e da quando i media hanno acquistatato il potere che forse nemmeno il potere (politico) è in grado di controllare, allora è stato un facile riuscire a fare il lavoro (sporco? non vorrei sbilanciarmi, ma credo sia un termine adatto) di tenere a bada le masse (spesso non-pensanti-con-la-propria-testa).
    Inoltre, teniamo ben presente una cosa: fidelizzare il cliente (poiché vendere giornali/spazi pubblicitari per gli ascolti alti) è necessario, quindi a che pro smorzare gli animi ed essere più equilibrati?

    Detto ciò, ricordo anche una elemento importante: se tu indichi la Luna, saranno parecchi a guardare il dito puntato, più del satellite terrestre, perciò spesso e volentieri il miglior modo di nascondere la verità è metterla in bella vista. Chi vuoi che se ne accorga? Non saranno così scemi da farsi sgamare così, no? E invece…

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