Le Home Page stanno strette

Da quando l’uso di Internet si è spostato prevalentemente sugli smarphone, lo schermo piccolo consente quasi solo lo “scroll” verticale dei post: ecco come il New York Times ha introdotto quello orizzontale, chiamato Bursts.

“Charlie”, Il Post
30 gennaio 2022

Un tempo erano la cosa più vista e visibile dei siti di news, e anche il loro modo principale di mostrarsi e di promuovere se stessi e i propri contenuti. Da quando l’uso di internet si è spostato in grandissima prevalenza sugli smartphone (dove oggi quasi tutti i giornali online registrano tra il 65% e l’85% delle visite), le opportunità di disporre i contenuti in modi più vari e attraenti si sono molto ridotte: lo schermo è piccolo, l’abitudine d’uso è governata quasi soltanto dallo “scroll”. Il risultato è che alle home page su desktop si sono sostituite quelle su mobile, come spazio più frequentato e familiare, che nella quasi totalità aderiscono con variazioni limitate al formato della “timeline”: una serie di “post” disposti in successione verticale, più o meno identici tra loro oppure con poche alternative formali.
Nel tentativo di diversificare e darsi identità più originali e riconoscibili, senza rischiare di diminuire l’attrattiva dei contenuti o la loro quantità, i diversi giornali fanno piccoli esperimenti con la visualizzazione delle loro pagine web su mobile, o delle loro pagine sulle app. Al New York Times hanno raccontato una disposizione dei contenuti che è stata introdotta da alcuni mesi: sfrutta uno “scroll” orizzontale, alternato a quello consueto, e lo hanno chiamato Bursts.


da un articolo di Callie Holtermann
The New York Times, 20 gennaio 2022

I lettori del Times avranno forse già notato le storie chiamate “bursts” [che potrebbero essere variamente tradotti: staremo a vedere, ma probabilmente non accadrà NdT], spesso inserite tra le notizie e gli articoli. Il formato è semplice: una storia presenta da 4 a 7 slide, ciascuna di 50 parole di testo e un elemento multimediale (immagine, video o audio). Per leggerla bisogna scorrere a sinistra.
Bursts permette ai lettori di leggere una storia dal punto di vista privilegiato di chi la scrive e apporta un cambiamento mirato per gli schermi più piccoli, eliminando lo scroll verticale a favore di quello orizzontale.

Il formato è nato da un esperimento del 2018, i primi burst sono stati pubblicati nel 2020 e possono essere nella app del Times o incorporati in altri articoli.
Alcuni burst mettono in evidenza la competenza del giornalista su temi scottanti, altri sono più leggeri. Sono scritti in un tono più colloquiale per essere più invitanti.
Un burst è più breve e agile del tipico articolo del Times, ma molti completano articoli più lunghi, presentando notizie che possono poi essere approfondite.

“Anche quando si tratta di argomenti seri, vogliamo lo stesso che il lettore si senta guidato da un amico, non da una voce istituzionale senza volto che gli fa una conferenza”, ha dichiarato Hamilton Boardman, responsabile di Newsroom Product, che lavora alla strategia di programmazione digitale e sviluppa strumenti per gli editori.
Hilary Moss, responsabile editoriale dei burst, raccomanda alla redazione l’uso di foto, data e luogo e dichiarazioni in prima persona, poiché ritiene sia utile ad affermare, con i lettori, le competenze e il ruolo del giornalista della testata.

L’aspetto multimediale dei burst permette ai giornalisti di mostrare l’ambiente in cui si trovano. Aina J. Khan, redattrice internazionale, ha accompagnato i lettori in una visita a Londra e a Brick Lane, una via del quartiere bengalese ad est della città, dove è in atto un progetto di gentrification (“borghesizzazione”, “gentrificazione”).
Hilary Moss ha detto che l’esperienza di scorrere tra i burst è pensata proprio somigliare al modo in cui i lettori consumano le news sui social media: il team di Newsroom Product, infatti, nello sviluppare i burst si è ispirato ai thread di Twitter nei quali i giornalisti scrivono di getto gli articoli.
Come i feed social, i burst si sono dimostrati vincenti: in media, tre lettori su cinque arrivano alla fine.
Ma diversamente dal panorama non regolato dell’informazione sui social, i burst devono attenersi agli stessi standard di qualsiasi altra cosa venga pubblicata dal Times.

16 risposte a "Le Home Page stanno strette"

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    1. Io continuo a cambiare gli occhiali da presbite, ma per il pc (e i vecchi libri scritti in caratteri piccolissimi). Comunque non posso mandare un messaggio senza occhiali, soprattutto da quando lo schermo del cellulare è touch

      Piace a 1 persona

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