Pop Pérignon

Non tutti sanno che Andy Warhol aveva una certa passione per il Dom Pérignon. E che alcuni suoi amici, nel 1981, volevano comprarne 2000 bottiglie da aprire per il Capodanno del 2000. Il padre della Pop Art contribuì alla causa.

da Finestre sull’Arte
31 dicembre 2021

Immagine: Andy Warhol, Committee 2000 Champagne Glasses (1982; polaroid unica, 10,8 x 8,6 cm)

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Nei suoi Diari, Andy Warhol menziona due volte il celebre champagne Dom Pérignon.
La prima è nel resoconto di una serata, il 23 agosto 1977, in casa di Diahnne Abbott, attrice particolarmente in auge alla metà degli anni Settanta e che dal 1976 al 1988 fu sposata con Robert De Niro.
La seconda volta è l’8 marzo del 1981: l’artista si trovava a Monaco di Baviera, e racconta di “quelli del ‘2.000’… un club di venti tizi che si sono messi assieme per comprare 2.000 bottiglie di Dom Pérignon che metteranno in una stanza sigillata fino all’anno 2000, poi le apriranno e le berranno, e quindi continuano a fare battute su chi ci sarà e chi non ci sarà… ”.

È nota la passione che Andy Warhol aveva per il Dom Pérignon, una delle bevande che andavano per la maggiore allo Studio 54 di New York, la leggendaria discoteca (oggi un teatro) frequentata dal jet set internazionale, una delle prime a introdurre la selezione all’ingresso sulla base dell’aspetto dei clienti.
In questo e in altri luoghi frequentati da Andy Warhol scorrevano litri di Dom Pérignon.

Andy Warhol, Committee 2000 (1982; grafite su carta)

Marchio storico dello champagne, è oggi proprietà della Moët & Chandon e viene prodotto a Épernay, cittadina di venticinquemila abitanti situata nella regione della Champagne-Ardenne, e la tradizione vuole che il nome derivi da quello del monaco Pierre Pérignon (Sainte-Menehould, 1639 – Hautvillers, 1715), che secondo la leggenda sarebbe l’inventore dello champagne stesso: nei terreni della sua abbazia c’erano infatti vigne di cui si occupava personalmente, forse al punto d’aver scoperto il metodo di produzione del celebre vino spumante, il metodo champenois.

Il Dom Pérignon, realizzato con vitigni Chardonnay e Pinot Noir di cui vengono selezionati soltanto i frutti migliori, è uno degli champagne più pregiati al mondo, e ci vogliono almeno otto anni prima che una bottiglia venga messa in commercio: tanto è lungo infatti il processo di elaborazione per consentire al vino di raggiungere il perfetto equilibrio. I prezzi delle bottiglie variano dai prodotti più economici, che si aggirano attorno ai duecento euro, fino a quelli più raffinati che arrivano a costarne qualche migliaio.

Andy Warhol, Committee 2000 (1982; stampa a colori firmata a matita, esemplare 993/2000)

Andy Warhol ha lasciato opere che testimoniano la sua passione di Andy Warhol per il Dom Pérignon e rimandano alla storia dei “duemila” del 1981. In quel periodo infatti l’artista statunitense creò una serie di stampe intitolata Committee 2000 i cui protagonisti sono alcuni calici, alcuni pieni e altri sdraiati. La più nota di queste stampe, che omaggia la bizzarra idea dei suoi amici che volevano comperare duemila bottiglie di Dom Pérignon, è realizzata con colori accesi: blu cobalto, porpora, giallo limone, tutti molto saturati e disposti su contorni esagerati e sovrapposti per dare all’osservatore il senso del movimento (ma anche l’impressione di come vede chi ha… sdraiato un po’ troppi bicchieri di Dom Pérignon). Una stampa che trasmette inoltre il senso degli eccessi e delle atmosfere glamour dello Studio 54 e degli altri locali che Andy Warhol e i suoi amici frequentavano.

Si conservano anche alcune Polaroid del 1982, intitolate anch’esse Committee 2000, in cui si vedono i calici disposti nello stesso modo in cui li vediamo nelle stampe, e con gli stessi lustrini, sul tavolo, che compaiono nelle serigrafie.

Andy Warhol, Committee 2000 Champagne Glasses (1982; polaroid uniche, 10,8 x 8,6 cm)

L’idea alla base delle fotografie e delle stampe Committee 2000, si legge nel catalogo di un’asta di Christie’s del 2013 dove sono passate due di queste polaroid (vendute a 8.125 dollari), era quella di “raccogliere fondi per il Committee 2000”, descritto da Andy Warhol come il famoso club di venti persone che volevano acquistare le duemila bottiglie di Dom Pérignon. E dato il costo di ciascuna bottiglia, si capisce bene come l’impresa fosse decisamente impegnativa. Insomma: arte per una buona causa!

Il Dom Pérignon Vintage 2002, Andy Warhol Tribute Collection

Ad ogni modo, il marchio Dom Pérignon, conoscendo la passione di Andy Warhol per il suo champagne, ha pensato di omaggiare l’artista nel 2010, con un’edizione da collezione delle sue bottiglie Vintage 2002, realizzate con il vitigno prodotto dalle uve raccolte otto anni prima (secondo gli esperti, peraltro, quella del 2002 è stata una delle migliori annate da quando il Dom Pérignon viene prodotto, ovvero dal 1936). La maison ha così creato una Andy Warhol Tribute Collection in edizione limitata rivisitando le classiche etichette a forma di scudo svizzero con i colori tipici delle stampe di Andy Warhol (sei le tonalità: blu, rosso, lilla, viola, verde smeraldo e giallo). Le bottiglie venivano vendute singolarmente oppure in confezioni multiple, e ancora oggi sono oggetti da collezione che si trovano, non senza fare fatica, alle aste o in alcuni negozi specializzati (il costo di una bottiglia di Vintage 2002 Andy Warhol si aggira attorno ai 700 euro). E secondo gli esperti, quella a tema Andy Warhol è forse la più pregiata delle edizioni limitate della maison francese. Che dal 2010 ha cominciato a collaborare regolarmente con gli artisti per la creazione di bottiglie a tiratura limitata.

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