Mix

In breve, i 40 i nuovi murales realizzati per la Cittadella degli Archivi di Milano, l’installazione della Bottega Veneta su un tratto della Grande Muraglia cinese e l’archivio online gratuito dell’artista concettuale Giulio Paolini.

da articoli di AA.VV.

Immagini:
Gianluca Ragni, Il Museo Marino Marini, 1973
L’installazione di Bottega Veneta sulla Grande Muraglia cinese
© Giulio Paolini, Dopo Tutto, 2021.


Street art e rigenerazione urbana. A Milano il progetto Muri d’artista

Immagini:
Andrea Crespi, Giorgio Strehler, 1921-1997
Omar Hassan, La prima illuminazione elettrica del Comune di Milano, 1877
WARO, La rissa futurista in Galleria Vittorio Emanuele, 1910

di Desirée Maida
12 gennaio 2022

Street art e rigenerazione urbana. A Milano il progetto “Muri d’artista

Alla Cittadella degli Archivi, dove si conservano di tutti i documenti del Comune di Milano, in zona Niguarda/Bicocca, prende vita il progetto di street art Muri d’artista, un’iniziativa nata nel 2015 che ha come fine la riqualificazione urbana dell’area attraverso la creatività contemporanea, con oltre 60 artisti coinvolti finora.
Nel 2018, inoltre, il duo artistico Vedovamazzei ha realizzato per la Cittadella l’opera pubblica permanente La città che sale. Omaggio e Boccioni, una installazione al neon di 7 metri di lunghezza posta sulla parte più alta della torre degli archivi che rappresenta la firma di Umberto Boccioni.

Immagine: Vedova Mazzei, La città che sale. Omaggio a Boccioni. Foto: Cosimo Filippini.

“il ‘dentro’ e il ‘fuori’ devono coincidere: ciò che vedo all’esterno, il primo impatto, quello fondamentale con la città e i suoi passanti, deve rappresentare, o dare un segnale importante, di ciò che l’edificio racchiude”, “Milano in Italia è stata la città delle Avanguardie – il Futurismo è nato qui – del design, della borghesia e della nobiltà che hanno sempre appoggiato grandi artisti e pensatori; la città delle grandi idee e dei suoi sviluppi; la città del collezionismo e delle grandi manifestazioni culturali. E Milano lo è ancora”.

Francesco Martelli, direttore, e Rossella Farinotti, curatrice. 

Muri d’artista 2021, a cura di Isorropia Homegallery, ha visto la realizzazione di 40 murales, per un totale di 1.500 mq, lungo il lato sud della Cittadella sul parco di via Racconigi, tutti ispirati alla storia di Milano custodita negli archivi. Sono dieci gli artisti chiamati in questa edizione, cui è stato chiesto di riflettere e di reinterpretare personaggi, luoghi ed episodi più o meno noti della storia della città.
Ma le trasformazioni proseguono anche all’interno: il Comune di Milano ha annunciato un investimento di oltre 17 milioni per un nuovo sofisticato impianto di archiviazione, grazie al quale la Cittadella diventerà il centro archivistico più grande d’Europa nel suo genere.


È comparso un enorme schermo digitale di Bottega Veneta sulla Grande Muraglia cinese

di Giulia Giaume
12 gennaio 2022

La Cina festeggia in grande il Capodanno. Alle celebrazioni per il 2022 si è unita anche la maison di lusso Bottega Veneta, con una installazione su un tratto della Grande Muraglia: qui, con toni verdi su arancione e viceversa, compaiono il nome del marchio a caratteri cubitali, un mandarino portafortuna e l’augurio di un “Felice Anno Nuovo” (新春快乐).
A questo intervento – tutto in palette con i colori che hanno caratterizzato l’ultima campagna pubblicitaria del marchio, incluso il classico “verde Bottega” dalle tonalità lime – si accompagna un più ampio impegno dell’azienda del gruppo Kering (lo stesso di Gucci e Ysl) nel sostenere il restauro e la manutenzione del “Passo Shanhai”, la roccaforte più ad Est della Muraglia storicamente nota come il “primo passo sotto i cieli”.

Bottega Veneta è da sempre vicina al mondo dell’arte (avevamo parlato, per esempio, delle mostre organizzate durante la direzione creativa di Tomas Maier). Con la nuova direzione di Matthieu Blazy, la connessione tra moda e arte nel marchio è rimasta molto solida, complice il l’appartenenza al gruppo Kering, il cui presidente è un mega collezionista con tanto di celebri musei e centri d’arte a Venezia e a Parigi.


Tutto online e gratuito l’archivio del grande artista italiano Giulio Paolini

Immagine: Giulio Paolini, Dopo Tutto (2021) © Giulio Paolini. Courtesy Fondazione Giulio e Anna Paolini & Tucci Russo Studio per l’Arte Contemporanea. Photo © Mattia Santini, Modena

di Giorgia Basili
15 gennaio 2022

Le opere di Giulio Paolini, uno dei maggiori artisti italiani contemporanei, sono ora accessibili sul sito dell’omonima fondazione. Un catalogo ragionato con schede scientifiche, didascalie complete, e tutti i dati e le informazioni bibliografiche. Si tratta di un’occasione rara se pensiamo che, solitamente, il catalogo ragionato di un artista è formato da migliaia di pagine, costosissime sia per chi lo produce, sia per chi intende studiarlo. 
Viene presentata una collezione di 67 opere, donate dai coniugi fondatori, Giulio Paolini e Anna Piva (1931-2021), nel 2004 e nel 2012: dal suo primo quadro, Disegno geometrico del 1960, spiegato in un video da Fabio Belloni, fino agli anni Duemila. 

Il design del sito rispetta la logica, l’essenzialità e l’incisività dell’artista. Ci troviamo in una sorta di white cube, di fronte a un bivio con due potenziali percorsi: “Giulio Paolini” e “Fondazione Anna e Giulio Paolini”; il secondo è una porta “ricavata” dal retro di una tela. Cliccando su quest’ultima, alla voce “La collezione della Fondazione”, incontriamo la lettura critica di alcuni importanti Storici dell’Arte e docenti come l’approfondimento dell’opera “E” del 1963 di Claudio Zambianchi (Università di Roma La Sapienza), o l’analisi di “Teresa nella parte di Giovanna d’Arco in prigione (tavola ottica)” del 1969 a cura di Laura Iamurri (Roma Tre), e ancora delle video-lezioni a cura di Denis Viva, Giuliano Sergio e Fabio Belloni.  
Il catalogo ragionato è suddiviso in “Quadri, sculture, installazioni”, “Opere su carta”, “Edizioni grafiche”.
È possibile inoltre ammirare le scenografie ideate da Paolini dal Bruto II di Alfieri (Teatro Stabile di Torino, 1969) fino alle scene pensate per il Parsifal di Richard Wagner nel 2007. 

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5 risposte a "Mix"

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