Germania: Elvis e Marx dirigono il traffico

L’Ampelmännchen di Berlino Est, il “piccolo omino del semaforo”, col cappello e l’andatura spedita, fu creato nel 1961 da Karl Peglau (1927-2009). Ma col tempo ha ispirato una nuova generazione di simboli.

da un articolo di Laura Kiniry
Atlas Obscura, 24 agosto 2021

Immagine: Beata Zawrzel/NurPhoto via Getty Images.

Il disegno originale dell’Ampelmännchen di Peglau entrò in funzione subito dopo la costruzione del Muro di Berlino e alla fine della Guerra Fredda, i tedeschi vi erano così affezionati che quando il paese riunificato iniziò a uniformare i segnali dei semafori, venne comunque mantenuto fino al 1996.

Col passare degli anni, è diventato il simbolo della “Ostalgie” (nostalgia della Germania Est). Ora, a 60 anni, l’omino è fonte di ispirazione per una nuova generazione di simboli, progettati non solo per la sicurezza dei pedoni, ma anche come attrazione turistica.

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Frank Rumpenhorst/Picture Alliance via Getty Images

Nello stato dell’Assia, a Bad Nauheim e Friedberg, i semafori raffigurano la sagoma di Elvis Presley. In Sassonia, a Zwickau, Dresda e Lipsia, figure femminili con le trecce presidiano gli incroci.

Schellhorn/ullstein bild via Getty Images

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Spesso sembra che un omino tiri l’altro. Sul lungofiume di Trier, nel sud-ovest della Germania dove si trova la regione del vino della Mosella, sui semafori campeggia la figura di Karl Marx, disegnato da Johannes Kolz in occasione del bicentenario della nascita del suo cittadino più famoso. Per la città, è stato un modo di far scendere Marx dal piedistallo e renderlo più vicino agli abitanti.

Courtesy of Trier City Administration

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