Falsa “scelta individuale”

Meno persone si vaccinano, più il virus circola e più è probabile che muti. Più muta, più è probabile che prima o poi colpisca anche i vaccinati, vanificandone la scelta. Chiamatela come volete, ma la decisione di non vaccinarvi non è una “scelta individuale”: è tutto fuorché “individuale”.

dalla bacheca Facebook
di Alessandro Capriccioli
18 e 19 luglio 2021

Vediamo di capirci, perché questi un po’ ci sono ma un po’ ci fanno pure: cioè un po’ non capiscono e un po’ fanno finta di non capire.

Abbiamo detto, lo diciamo ormai da un anno, che i vaccini non proteggono contro il virus al 100%. Questo significa che su 100 persone vaccinate ce ne sono un certo numero, diciamo dieci o quindici, a cui malgrado il vaccino potrà capitare di infettarsi, sia pure con sintomi molto più lievi rispetto alla norma.

Ora, supponiamo che in un determinato paese – che chiameremo per comodità “paese x” – TUTTE le persone siano vaccinate: in ragione della circostanza che abbiamo appena ricordato, cioè della copertura non totale offerta dai vaccini, potrà succedere che una quota di quelle persone si infetti ugualmente.

Ebbene, se a questo punto arrivasse qualche genio e dicesse “nel ‘paese x’ tutti i contagiati sono vaccinati, quindi i vaccini non funzionano, anzi, questa è la prova che il virus si propaga soprattutto nei posti in cui vengono fatti i vaccini”, direbbe evidentemente una fregnaccia: perché in una situazione del genere il fatto che tutti i positivi siano vaccinati dipenderebbe dalla circostanza che i non vaccinati non ci sono più, e dunque non possono essere contagiati semplicemente perché non esistono.

Quindi è del tutto normale, dal punto di vista numerico, che nei paesi in cui la campagna vaccinale è più avanti si riscontri una quota maggiore di positivi tra i vaccinati rispetto a quelli in cui la campagna vaccinale è più indietro: è questo non c’entra nulla con l’utilità dei vaccini, perché si ricollega esclusivamente alla mera evidenza statistica per cui i vaccinati sono percentualmente di più, evidenza che sarebbe perfettamente comprensibile perfino a un bambino delle scuole elementari.

Morale della favola: smettete di usare i numeri di Israele come prova del fatto che i vaccini non servono. Perché quei numeri provano solo che non avete capito niente. O che continuate a far finta di non capire.

14 risposte a "Falsa “scelta individuale”"

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  1. ringrazio Alessandro Gianesini per la risposta che almeno cerca di essere pertinente; gli altri sono vaneggiamenti, e ricordo a chi sembra non saperlo che i blog dovrebbero essere delle sedi di discussioni libere e aperte e non offensive e che fare domande è non solo lecito, ma dovrebbe essere anzi apprezzato, tra persone civili che riescono a rispettar4si anche se hanno idee diverse.
    schematizzo la mia riposta per capoversi:
    1. l’immunità di gregge è facile da raggiungere per virus stabili, non per i coronavirus, che sono virus molto diversi dagli altri, circa mille volte più grandi e sostanzialmente instabili. con loro è quasi impossibile, perché continuano a mutare. non sono io a dirlo, ovviamente, ma gli esperti non asserviti; basta documentarsi. hai mai sentito che il virus del vaiolo o del morbillo mutasse? con loro il gioco è facile, anche se il virus del morbillo sta dando comunque del filo da torcere lo stesso.
    2. i vaccinati sono meno esposti alle forme più gravi della malattia, vero, ma non tutti; una percentuale non trascurabile si ammala e perfino muore anche se vaccinata. cosa che non succede con altri vaccini. inoltre il vaccino riduce ma non ferma la circolazione del virus: motivo supplementare per ritenere che la vaccinazione non riesca comunque a raggiungere l’immunità di gregge, neppure se tutti si vaccinassero.
    3. la risposta sulla impossibilità o non volontà di vaccinare miliardi di esseri umani dei paesi poveri e dunque di bloccare la circolazione del virus per via vaccinale è chiaramente inconsistente: 200 milioni di vaccini regalati al terzo Mondo non possono cambiare la situazione complessiva.
    4. sono speranze; si possono contrapporre i timori contrari: aggiungo che per i bambini è documentato che il rischio rappresentato dal vaccino è maggiore di quello rappresentato per loro dal virus: e allora che facciamo? li vacciniamo, facendogli correre dei rischi, per il bene degli anziani? e senza vaccinare i bambini si può raggiungere l’immunità di gregge?
    5. l’esempio di Israele è chiarificatore perché vi era una discrepanza forte tra i dati sull’efficacia vaccinale contro la variante Delta tra Israele e il Regnoi Unito, che la dichiarava più alta; ma si è capito che questo dipende dal fatto che la campagna vaccinale di Israele è di cerca tre mesi precedente quella inglese: questo dimostra che l’efficacia dei vaccini attuali contro la variante Delta diminuisce abbastanza rapidamente, ed è un bel problema.
    naturalmente niente impedisce di sperare che arrivino dei vaccini più efficaci (o meglio ancora delle cure migliori: ce ne sono, ma sono incentivate poco); quando arriveranno ne riparleremo, laicamente e senza posizioni preconcette.

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  2. Spero che altri la leggano. Non siamo certo noi, poveri cittadini qualsiasi, a poter fornire i dossier (documentazione e pure pertinente). Io mi fido, e a ragion veduta, del tizio che ha scritto i post da me pubblicati, altrimenti non li avrei pubblicati, no? Così come mi fido di quelli che si occupano dei lupi. Ma vabbè, Ale, sul blog meglio mettere solo foto, frasette ecc. ecc.

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  3. Beh, sulle risposte documentate non posso fare io il lavoro al posto suo, visto che lui ha lasciato ad altri il lavoro di documentazione da fare…

    Comunque nessun problema: se leggerà, bene; se non leggerà, amen… Io ho dato la risposta comunque, a uso e consumo di tutti quelli che vorranno leggerla e commentarla.

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  4. Grazie Ale, meglio di così non si poteva dire, ma dubito che il/la tipo/a ormai possa leggere il tuo commento. Ho manovrato per escludere l’utente, ma siccome sono imbranata, magari non ci sono riuscita e la tua clamorosa risposta è ad esso/a visibile ❤

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  5. Ci sono numerose malattine considerate debellate per via dell’imminità di gregge (basta documentarsi) e quindi dire che l’immunità di gregge non è fattibile è una tua personale teoria non supportata da prove documentali.

    Il fatto che attualmente le vaccinazioni non siano distribuite ai paesi più poveri è relativa, nel senso che si stanno valutando esportazioni dei vaccini proprio per allargare lo “scudo vaccinale” ed è intresse dei paesi più ricchi (a meno di teorie del complotto) che questa sicurezza sia il più ampia possibile, per garantire una stabilità che si è venuta a incrinare fortemente nel periodo dei vari lockdown.

    Le varianti esistono ed esisteranno sempre, ma è altrettanto vero che, dati alla mano, i vaccinati sono meno predisposti ai sintomi più gravi della malattia, il che era il vero problema, tanto che in Italia si sta valutando di formulare la variazione dei colori delle regioni non in base ai contagiati, ma a quello dell’occupazione dei letti in reparto e/o terapia intensiva.

    I vaccini sono ancora sperimentali (necessariamente), ma questo non escude che un giorno il loro grado di sicurezza possa ulteriormente aumentare e quindi coprire le fasce attualmente ancora non coperte dal vaccino (e che comunque sono meno soggette ai sintomi più gravi della malattia e al ricovero ospedaliero); ricordo inoltre che la vaccinazione è sempre stata somministrata in età infantile e scolare, perciò, una volta raggiunta la sicurezza (o l’evidenza scientifica del beneficio) anche i minori e i bambini potrebbero essere vaccinati.

    Basare le proprie ipotesi solo sui numeri forniti da Israele è limitante, visto che orami circolano statistiche ben più ampie e che fanno riferimento anche ad altre aree geografiche.

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  6. Dunque: non mi hai voluto dire chi sei, ma ti permetti di parlare della “fine dei miei giorni”(miii, un portajella!).
    Pensa ai tuoi, grazie.
    E ora ho capito perché la tua risposta (che peraltro chiedeva “documentata e pertinente risposta”), era così impasticciata: tu il post non lo hai neanche letto, perché, infatti, hai giusto nominato Israele (paese che tra l’altro mi piace molto).
    Vabbè, salutam’a soreta

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  7. Se non so chi sei non posso rispondere. Ma temo che non potrei lo stesso. Non sono né un politico (come il mio amico Alessandro, politico da poco tempo e per forza – e per fortuna mia alle prossime elezioni – ) né un medico.
    Se a quello che ha scritto Alessandro rispondi come hai risposto, beh, direi che hai un atteggiamento ostile.
    Ovviamente, la mia posizione è chiara: ho “sposato” quella di Alessandro.

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  8. qualche obiezione al fatto che sul pianeta siamo sette miliardi e mezzo e che, se anche tutto un miliardo di ricchi occidentali si vaccinasse, questo cambierebbe di pochissimo la circolazione del virus sulla Terra?

    qualche obiezione al fatto che, se i vaccini non proteggono dalle infezioni al 100%, ma a meno (al 70%, in Israele, perché si è verificato che perde efficacia col tempo), il virus continua a circolare anche dove ci si vaccina, anche se con portata ridotta, ma la cosiddetta immunità di gregge è impossibile? (per non parlare del fatto che per raggiungere percentuali alte si devono vaccinare anche i bambini, per i quali il vaccino rappresenta un rischio più grande del virus?).

    qualche obiezione al fatto che nell’esempio impossibile di un paese vaccinato al 100%, dove il virus circola di nuovo, magari in qualche nuova variante che riduce di molto l’efficacia del vaccino, si possa dire che il vaccino funziona male, oppure, nell’ipotesi non ancora realizzata, ma pur sempre possibile, che possa anche aggirarla del tutto, si dica che la strategia vaccinale come arma fondamentale per contrastare il virus è una ciofeca?

    favorevole all’idea di fare un richiamo vaccinale ogni sei mesi di qui alla fine dei tuoi giorni?

    grazie per un’eventuale, documentata e pertinente risposta.

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  9. C’è molta strumentalizzazione sul discorso vaccini. Purtroppo.
    Eppure è semplice. Se mi vaccino non mi ammalo in modo grave e non vado in ospedale.
    Lo faccio per me è per gli altri.
    Cosa c’è di così complicato?

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