Mariano Fortuny: un genio a Venezia

Mariano Fortuny y Madrazo era nato a Granada nel 1871. Tuttavia è considerato un veneziano naturalizzato, avendo trascorso la maggior parte della sua vita nella città alla quale ha dedicato il suo talento e il suo genio artistico.

di Magda Michalska
Daily Art Magazine, 28 maggio 2021

Mariano Fortuny y Madrazo, Piazza San Marco vista da Punto della Dogana, primi del ‘900. Museo Fortuny, Venezia.

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Mariano Fortuny y Madrazo, vista di un canale di Venezia da una gondola, primi del ‘900, Museo Fortuny, Venezia.


Dopo la morte precoce del padre, Mariano si trasferì con la famiglia a Parigi, dove studiò le “belle arti” e, più tardi, a Venezia. Aveva appena compiuto 18 anni e in breve tempo entrò nell’alta società veneziana. Frequentava circoli intellettuali e artistici, stringendo amicizia col poeta Gabriele D’Annunzio, l’attrice Eleonora Duse, lo scrittore Hugo von Hofmannsthal, la Duchessa Luisa Casati, il pittore Giovanni Boldini e perfino col principe Fritz Hohenlohe-Waldenburg. In quel periodo conobbe anche la sua futura moglie Henriette Negrin, parigina, che divenne la sua modella, musa e collaboratrice.

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Mariano Fortuny y Madrazo, serie wagneriana: Parsifal, 1896, Museo Fortuny, Venezia.


Affascinato da Richard Wagner, decise di andare a Bayreuth, un soggiorno che influì sul suo interesse per la scenografia e le tecniche della luce. Proprio come Wagner, intendeva unire la musica alle sceneggiature teatrali. Nel 1900 realizzò le scenografie e i costumi per la prima di Tristano e Isotta che si tenne alla Scala di Milano, mentre allo stesso tempo lavorava al progetto innovativo “Dome” per l’illuminazione, che avrebbe permesso di evitare luci dirette sul palcoscenico e di renderle più diffuse. Grazie al sostegno finanziario della Duchessa Bearn, che aveva un teatro privato, riuscì a installare il suo impianto nel 1906. Il progetto, che permetteva la proiezione di cieli e nuvole sopra il palcoscenico, rappresentò un punto di svolta e fu adottato da diversi teatri tedeschi.

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Abito Delphos e vestaglia di seta stampata indossati da una modella, ca. 1920,
fotografia di Mariano Fortuny y Madrazo. Pinterest.


Ma Mariano si stava già cimentando nel campo della moda. Cominciò disegnando stoffe e tessuti stampati insieme alla futura moglie Henriette. Fu il vestito di seta, Delphos, disegnato insieme nel 1907 che li rese famosi nel mondo. Perfino nella Recherche di Marcel Proust sono presenti i vestiti di Fortuny. Il successo dei suoi modelli fu così grande che nel 1919 aprì una fabbrica alla Giudecca, dove iniziò a lavorare su un nuovo materiale: il cotone.

La famiglia viveva nel Palazzo Pesaro degli Orfei, oggi il Museo Fortuny, dove Mariano poteva isolarsi nella sua biblioteca privata per dipingere, creare allestimenti teatrali, occuparsi di fotografia e fashion design.
Dopo la morte di Mariano nel 1949, il suo palazzo fu donato alla città di Venezia che nel 1975 lo trasformò in un museo dove si può ammirare un’eclettica raccolta di vari oggetti accumulati da Mariano, i suoi quadri e modelli, e la sua collezione di arte italiana del XX secolo.

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Vista della Galleria di Mariano Fortuny, Museo Fortuny, Venezia.

4 risposte a "Mariano Fortuny: un genio a Venezia"

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