Il design come politica

La mostra di Formafantasma al Centro Pecci di Prato, ispirata al legno: un materiale “vivo” che stimola la riflessione critica ma che deve essere utilizzato con attenzione.

di Tommaso Bovo
Artribune, 31 maggio 2021

Tutte le immagini: Ela Bialkowska (OKNOstudio), 2021

Il design è spesso associato alla produzione di oggetti e alla ricerca della bella forma, ma a questa idea si sono da tempo affiancate visioni più allargate sulla disciplina. Lo Studio Formafantasma è tra i più importanti esponenti di un design riflessivo, un modo di intendere il progetto che non ha solo lo scopo primario di realizzare prodotti, ma quello di costruire ragionamenti attorno al mondo della produzione.

Fino al 24 ottobre, è possibile visitare la mostra Cambio: originariamente ospitata dalla Serpentine Gallery di Londra e curata da Hans Ulrich Obrist e Rebecca Lewin, la mostra si rinnova negli spazi del Centro Pecci con la curatrice Cristiana Parrella. Il tema di ricerca scelto è il legno, una materia prima ampiamente utilizzata dall’industria che ha la caratteristica di essere un materiale vivo.
Il titolo del progetto, Cambio, è il nome dello strato protettivo che si trova fra la corteccia e la parte interna della pianta, ma è chiaro anche l’obiettivo di dichiarare un bisogno di cambiamento, un “cambio” di rotta nei confronti dei temi ambientali. Nella mostra non vengono presentati oggetti dello Studio Formafantasma: lo scopo non è raccontare una collezione, semmai analizzare il materiale legno in relazione al suo utilizzo.

[…]
Lo Studio Formafantasma – in collaborazione con diversi istituti botanici come l’Economic Botany Collection dei Kew Gardens, il Victoria and Albert Museum e l’Erbario Tropicale del Dipartimento di Biologia dell’Università di Firenze – ha utilizzato un unico albero sradicato dalla tempesta Vaia che nel 2018 ha colpito il Nord Italia. Una riflessione sul rispetto del legno e la necessità di un suo utilizzo attento.
Molte le interviste con professionisti, ricercatori o pensatori come il filosofo Emanuele Coccia, che con una voce fuori campo conclude la mostra nella videoinstallazione finale.

Il lavoro dello studio Formafantasma ripropone con forza la figura del designer critico, un professionista in grado di stimolare riflessioni sul mondo della produzione: non solo un tecnico capace di progettare, ma una persona a cui è richiesto di dire la sua, di schierarsi, di porsi in modo critico sui temi della contemporaneità. La mostra Cambio è un esempio di come il design sia oggi un potente strumento di analisi e forse uno dei sistemi più efficaci di fare politica.

6 risposte a "Il design come politica"

Add yours

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Create a website or blog at WordPress.com

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: