Ragguardevole

Alcune parole hanno una naturale forza letteraria. Prodotte da una comunità per usi normali, sono veri e propri mattoni poetici con cui possiamo costruire le case quotidiane dei discorsi che abitiamo.

‘Ragguardevole’ nasce da un verbo ragguardare. Assomiglia a ‘riguardare’, e in effetti hanno delle porzioni di significato che si sovrappongono — in particolare nell’alveo del ‘guardare con attenzione’.
Infatti questo era il significato principale del ragguardare.
Il suffisso -evole trasforma la base di un verbo nella qualità di una certa attitudine, e il ragguardevole ne esce come chi o ciò che non può che essere ragguardato.

Ora, se leggiamo i significati di ‘ragguardevole’, vediamo che innanzitutto (ma forse in un senso un po’ recessivo, specie se applicato direttamente a persone) è il degno di particolare considerazione e stima. Forse in modo un po’ antiquato si può parlare delle persone ragguardevoli che sono intervenute in sostegno di una certa causa, dell’artista ragguardevole che abbiamo conosciuto durante il piccolo festival di paese; più correntemente possiamo notare che ci sono dei giudizi ragguardevoli sulla questione, o della ragguardevole biblioteca della nonna, con tomi scelti e rari.

Un uso del genere ci indica il passaggio e la continuità verso il secondo ramo di significati: la notevole entità, il cospicuo — senza dubbio il più battuto, oggi. Infatti, specie quando lo si vuole fare col tatto e la levità offerta da termini discretamente ricercati, senza sbilanciarsi con qualificazioni più rumorose, è un termine che riferiamo volentieri ai numeri, che consistano in denari, partecipanti, dati statistici. Così parliamo normalmente di finanziamenti con cifre ragguardevoli, di una quantità ragguardevole di biglietti venduti, di un aumento ragguardevole nel consumo di gelato.

Il ragguardare, dicevamo, è il guardare con attenzione. Il ragguardevole non ci viene presentato in maniera prosaica: il filone di concetti che scaturisce dalla sua qualità ci viene presentato come ciò che attira l’attenzione, lo sguardo.
Ci passano accanto centinaia di persone di cui nemmeno cogliamo i connotati, ma quando appare la persona notevole, notabile, viene naturalmente ragguardata: la stima, la considerazione di cui gode genera un campo che attira in modo ineluttabile.

Uno scaffale di libri può lasciarci indifferenti — al supermercato, all’autogrill — ma lo scaffale in cui en passant con lo sguardo registriamo dei libri antichi o bizzarri, o le opere complete di qualche grande che amiamo, così come la parete incombente con ballatoio e diecimila dorsi in vista, ci fanno voltare la testa, ci tirano il guinzaglio. La lista di percentuali ci scorre davanti agli occhi noiosamente, ma l’attenzione precipita sulla percentuale ragguardevole, la piazza ci circonda, ma è la facciata ragguardevole che ci attira, e le cifrette vanno e vengono in ordinaria disattenzione, mentre la cifra ragguardevole ci fa soffermare con un ‘ah però’.

Ragguardevole
Degno di considerazione, di stima; cospicuo, ingente.
Derivato del desueto verbo [ragguardare], col suffisso aggettivale [-evole].

da unaparolaalgiorno.it

27 risposte a "Ragguardevole"

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