Franco Battiato: il concerto di Baghdad

Nel 1992 Franco Battiato, in una delle sue frequenti sortite in Medio Oriente, tiene un concerto in Iraq, di supporto alla campagna “Un ponte per Baghdad”.

dal reportage di Laura Guazzone
Il Manifesto, 23 maggio 2021

… non è un episodio isolato nel percorso di questo musicista, non è una cattedrale nel deserto. Anche se di deserto la carovana di Battiato ne ha dovuto attraversare tanto, morale e materiale, per giungere via terra da Amman alla capitale irachena isolata dall’embargo internazionale.

Sanremo e l’accompagnamento di violini, così simile a quello delle canzoni popolari arabe contemporanee, risuonava da un capo all’altro della Tunisia, facendo del brano in cui si parla dell’oasi tunisina un successo che dura ancora. Di sicuro il concerto che Franco Battiato ha tenuto venerdì scorso nel Teatro Nazionale Baghdad, accompagnato dai Virtuosi Italiani e dalla Irali concerto, prodotto con Videomusic che lo trasmetterà integralmente la notte del 24 dicembre, fa da battistrada al lancio di una campagna di aiuto all’infanzia irachena sostenuta dall’Unicef italiana.

La carovana di Battiato ha anche portato alla Croce Rossa irachena medicinali altrimenti introvabili per un valore di 50 milioni e facilitato l’opera della campagna italiana Un ponte per Baghdad…
Tuttavia, il significato culturale dell’opera di Battiato va ben aldilà dei pur importanti gesti di solidarietà verso un popolo martoriato dalle infinite guerre imposte dal regime e dalle strumentalizzazioni occidentali di quello stesso regime, prima baluardo contro la minaccia iraniana e oggi ostracizzato ma di fatto tenuto in vita per timore che dalla liberazione politica dell’Iraq possano nascere sviluppi democratici imbarazzanti per i preziosi alleati regionali.
Le contaminazioni orientali della musica di Battiato, che nel concerto di Baghdad si sono spinte a mescolare gli organici delle due orchestre, a cantare in arabo L’ombra delle luce e a reinterpretare una canzone popolare irachena, Fog an-Nakhi (Sopra la palma), svolgono una vera funzione di comunicazione interculturale.

Ancora più importante è la comunicazione tentata verso Oriente, di cui il concerto di Baghdad è stato forse solo il primo passo. E’ difficile sottovalutare l’importanza della penetrazione nel mondo arabo di voci che portino un’immagine diversa dell’Occidente. Un europeo che scelga una preghiera (**) per aprire il proprio concerto, come ha fatto Battiato a Baghdad cantando l’Ombra della luce, può scuotere il muro che gli integralisti erigono ogni giorno tra l’Occidente materialista e l’Oriente spirituale.
Un occidentale che canti i sentimenti umani più universali – amore, rimpianto, senso del tempo – attraverso i lieder di Brahms come con Mesopotamia, una canzone che parla di Sumeri e del mistico Isacco di Ninive, può spingere al dialogo, a ripensare gli schieramenti. E il pubblico del Teatro Nazionale di Baghdad, piccoli funzionari di governo e intellettuali, ha ascoltato con emozione vera Battiato cogliendo forse messaggi che, nel profondo, erano molto più rivoluzionari di quelli che il vice-primo ministro cristiano Tariq Aziz, guardato a vista da un nugolo di guardie del corpo, poteva immaginare. Forse ci sarà un’altra occasione, forse l’opera su Gilgamesh, il mitico eroe mesopotamico, che Battiato ha messo in scena quest’anno al Teatro dell’Opera di Roma, sarà rappresentata al festival annuale di Babilonia. Intanto, un primo ponte verso la gente di Baghdad è stato ricostruito.


Difendimi dalle forze contrarie
La notte, nel sonno, quando non sono cosciente
Quando il mio percorso si fa incerto
E non abbandonarmi mai
Non mi abbandonare mai

Riportami nelle zone più alte
In uno dei tuoi regni di quiete
E’ tempo di lasciare questo ciclo di vite
E non abbandonarmi mai
Non mi abbandonare mai

Perché le gioie del più profondo affetto
O dei più lievi aneliti del cuore
Sono solo l’ombra della luce

Ricordami come sono infelice
Lontano dalle tue leggi
Come non sprecare il tempo che mi rimane
E non abbandonarmi mai
Non mi abbandonare mai

Perché la pace che ho sentito in certi monasteri
O la vibrante intesa di tutti i sensi in festa
Sono solo l’ombra della luce

Credits
Writer(s): Franco Battiato
Lyrics powered by http://www.musixmatch.com

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