Oggi. Anniversario del genocidio armeno

Il memoriale del Metz Yeghern

Quest’anno l’anniversario del genocidio armeno cade in un momento in cui il mio Paese vive le conseguenze tragiche di una guerra di aggressione, con migliaia di perdite umane, feriti, dispersi, profughi.

di Pietro Kuciukian, Console onorario della Repubblica di Armenia in Italia 
da Gariwo

Immagine: il memoriale del Metz Yegher

Come console onorario della Repubblica di Armenia voglio esprimere la gratitudine mia e del mio popolo a Gariwo, la foresta dei giusti di tutto il mondo e ai suoi sostenitori per essere stati vicini agli armeni nei giorni della guerra di aggressione scatenata dallo Stato azero affiancato dalla Turchia, ma soprattutto perché la realtà di Gariwo da più di vent’anni custodisce e rilancia attraverso la ricerca dei Giusti e dei testimoni di verità la storia tragica del mio popolo, vittima nel 1915 di un genocidio sino ad oggi negato dalla Turchia. Più di un milione di vittime e tra queste migliaia di bambini. Ogni genocidio rivela un così grande disprezzo per la vita umana fino a giungere ad estinguerla nel suo nascere, ed è proprio questo disprezzo che spinge i Giusti ad agire, a salvare e a difendere vite uniche e irripetibili che sarebbero perdute per sempre.

L’estensione e l’universalizzazione del concetto di Giusto è la grande conquista di Gariwo. Fa cadere le barriere tra i popoli, li accomuna nel riconoscimento reciproco, dà forza alla prevenzione del male. Le azioni dei Giusti sono un appello rivolto all’umanità, perché il genocidio è un crimine contro l’umanità intera.
Lottare per la vita, per la verità e per la pace tentando di migliorare il mondo, si può fare anche con il gesto di piantare un albero per un giornalista turco di origine armena, Hrant Dink, ucciso a Istanbul nel 2007 perché cercava di costruire il dialogo tra armeni e turchi, per un capo tribù curdo yazida, Hammo Sero che nel 1915 ha salvato migliaia di armeni sulle montagne del Sinjar, per uno scrittore azero, Akram Aylisli, che ha avuto il coraggio di denunciare ciò che avvenne più di 100 anni fa. Gariwo ricercando le figure dei Giusti ha dato un grande impulso alla conoscenza del genocidio armeno nelle scuole, nelle università, nelle istituzioni, indicando la strada per vincere il negazionismo.

Dove la speranza di un futuro diverso dal passato? Nella diffusione del racconto dei salvatori, dei testimoni di verità e di chi resiste al male. In Armenia, a Yerevan, sulla “Collina delle rondini” che custodisce il Memoriale e il Museo del genocidio, il Muro della memoria dei Giusti e gli alberi di una parte del Giardino stanno ad indicare alle nuove generazioni gli esempi di coraggio civile e di resistenza di fronte al male. Anche nella seconda città dell’Armenia, Gyumri, è stato posto il primo cippo dedicato a Hrant Dink nel Giardino dei Giusti dell’umanità. Il valore della memoria sta nella narrazione dell’universale dolore che nasce dal male inflitto, male che le azioni dei giusti del mondo hanno tentato e tentano di contrastare e di prevenire, in ogni genocidio, e in ogni realtà di persecuzione, ieri come oggi.

In occasione di questo 24 aprile in cui non posso distogliere lo sguardo dalla sofferenza del mio popolo, sento di poter trarre nuove energie dalla Giornata dei Giusti celebrata ogni anno al Giardino del Monte Stella e in tanti altri luoghi in Italia e nel mondo. Altre figure di Giusti per gli armeni e per altri popoli saranno onorate dandoci motivo di speranza.

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