Cultura Pop: i gargoyle nascosti nell’architettura gotica

Orridi e affascinanti, i gargoyle apparvero nell’architettura europea del XIII secolo.

da un articolo di Laetitia Barbier
Atlas Obscura, 21 dicembre 2018

Immagine: Alieno. Chapelle de Bethlehem. FLICKR/VEBESTS.

Inizialmente, queste creature che sporgevano dai parapetti dei tetti erano progetti di ingegneria idraulica per proteggere le mura degli edifici dall’acqua piovana.

In seguito diventarono figure grottesche, elementi ornamentali con una carica simbolica specifica. Con i loro ghigni demoniaci e le forme antropomorfe, gargoyle e grotesque vennero usati per rappresentare il concetto del bene e del male in un’epoca in cui gran parte della popolazione era analfabeta. Oltre alla loro funzione morale, i gargoyle avevano anche un valore “apotropaico”: si credeva infatti che le loro smorfie potessero distogliere lo sguardo del maligno dagli spazi sacri.

Questo tipo di architettura ritornò in auge nei secoli XVIII e XIX in Inghilterra e negli Stati Uniti. Naturalmente, i garoyle diventarono il segno distintivo del gusto dell’architettura neogotica. Tuttavia, dopo secoli di incuria che avevano sfigurato le legioni di statue che ancora proteggevano in silenzio gli antichi monumenti, un gran numero di essi cadevano a pezzi.
Per rimediare a questa situazione, furono avviati alcuni programmi di restauro, e nei secoli XX e XXI ad alcuni scultori fu chiesto di sostituire molti dei gargoyle andati distrutti: in alcuni casi, copiarono meticolosamente le forme medievali del passato, in altri fu realizzata un’altra visione di ciò che i gargoyle potevano diventare.

Molte di queste opere sono sfortunatamente situate in alto sulle facciate, difficili da vedere, ma un paio di binocoli possono essere di aiuto.


Darth Vader, National Cathedral. Courtesy Jay Hall Carpenter.

Negli anni Ottanta del secolo scorso, la Washington National Cathedral divenne uno dei primi esperimenti della reinterpretazione del gargoyle.
Il più famoso è il Darth Vader gargoyle, presentato e vincitore di un concorso per ragazzi organizzato dal National Geographic da un tredicenne del Nebraska, che immaginò il cattivo di Star Wars come l’incarnazione moderna del male supremo.

Robot, National Cathedral. Walter S. Arnold, scultore.


Astronauta, Cattedrale di Salamanca. ROQUIC/WIKIMEDIA COMMONS/CC BY 3.0

Come rappresentazioni della nostra vita attuale, non è raro che gli scultori integrino, qua e là, immagini del presente. Il misterioso astronauta non è un’anticipazione medievale dei viaggi spaziali, come qualcuno sostiene: è stato creato nel 1992 sulla facciata della Cattedrale di Salamanca, in Spagna, nel corso di un’opera di restauro.


Grendizer, Chapelle de Bethlehem. FLICKR/VEBESTS.

Un’altra operazione di restauro iconoclasta è stata realizzata in Francia, a poca distanza da Nantes, in una delle maggiori città storiche della Bretagna. Nel 1993, a Saint Jean-Boisseau, la cappella medievale di Bethlehem fu rinnovata e fu deciso di sostituire tutti i pinnacoli, pur mantenendone il tradizionale simbolismo. Lo scultore Jean-Louis Boistel propose di rimpiazzare gli archetipi tradizionali con altri più moderni, tratti dalla cultura pop.

Gizmo, Chapelle de Bethlehem. FLICKR/VEBESTS.

Così il robot anime‘ (*) Grendizer divenne l’immagine della virtù di un moderno cavaliere, Gizmo il modello della nostra intima bontà, mentre i suoi alter ego, i Gremlins, la parte cattiva. Tuttavia, la scelta più coraggiosa di Boistel potrebbe essere la rappresentazione del “Leviatano”, figura dell’estremo caos, raffigurata da un alieno ispirato a Giger [il creatore di mostri, resi tridimensionali insieme all’italiano Carlo Rambaldi per il film Alien di Ridley Scott, 1979].
Inizialmente, il lavoro non incontrò il favore degli abitanti, ma grande fu l’entusiasmo dei giovani.

Gremlin, Chapelle de Bethlehem. FLICKR/VEBESTS.


Così come l’architettura sacra Cristiana era una sorta di libro storico di immagini, che raccontava il modo di vivere nel Medioevo, lo stesso vale per l’aggiunta di motivi moderni ai nuovi mostri che così riattivano la funzione tradizionale dell’architettura gotica.


(*) Il termine anime, dall’abbreviazione di animēshon (アニメーション, traslitterazione giapponese della parola inglese animation, lett. “animazione”) è un neologismo con cui in Giappone, a partire dalla fine degli anni Settanta del XX secolo, si indicano l’animazione e i film d’animazione (giapponesi e non), fino ad allora chiamati dōga eiga (lett. “film animato”) o manga eiga (lett. “film di fumetti”), mentre in Occidente viene comunemente utilizzato per indicare le opere di animazione di produzione giapponese, comprese quelle precedenti l’esordio del lemma stesso.

da Wikipedia


Anche la Cattedrale di Saint Jean a Lione, già celebre per il suo incredibile orologio astronomico, ora mostra un’altra meraviglia. Nel corso dei lavori di restauro, lo scultore Emmanuel Fourchet creò un gargoyle somigliante al suo caposquadra, Ahmed Benzizine, in nome della loro amicizia e come ringraziamento per l’accurato lavoro svolto. Ahmed è un esperto di ristrutturazioni storiche e ha passato oltre trent’anni della sua vita a restaurare le strutture religiose francesi. Ed è anche musulmano.

I tradizionalisti condannarono aspramente l’evento, parlando di blasfemia, mentre l’Arcivescovo lo accolse come un gesto significativo, sottolineando anche il fatto che la reazione estrema fosse dovuta all’incomprensione della storia e della cultura di cui era portatrice la cattedrale stessa, e ricordando. Gli elementi ornamentali all’esterno della cattedrale, che intendevano rappresentare il mondo profano nella sua complessità, ora sono in grado di fare lo stesso nel presente.

Articolo originale e completo

Il Mistero dei Gargoyle

[…] I gargoyle si ritrovano un po’ dappertutto, dall’Asia alla Grecia, dall’Inghilterra agli Stati Uniti; si tratta di una delle simbologie sacre più interessanti e affascinanti poiché il loro valore intrinseco è legato a un mistero che continua da oltre quattromila anni e collega le civiltà classiche a quelle moderne, senza soluzione di continuità.
Un mistero che fece sudare le proverbiali sette camicie all’architetto Violett-le-Duc, incaricato nel 1841 di restaurare la cattedrale di Notre Dame, a Parigi: decine di gargoyle furono completamente rimossi e costruiti ex novo, molti furono ridisegnati secondo il genio artistico dell’architetto che si era faticosamente calato nell’universo mitico dell’uomo medievale e nel suo cammino sacro, proteso verso un paradiso celeste e allo stesso tempo catturato e legato all’elemento terreno dai demoni di un inferno sempre vicino.

[…] Secondo l’Encyclopaedia Britannica, il vocabolo gargoyle deriva direttamente dal latino gurgulium, (esofago o anche gola), termine onomatopeico che fa riferimento al gorgoglìo dell’acqua che passa attraverso un doccione. Quest’ultimo venne in seguito francesizzato in gargouille con il medesimo significato e da qui all’odierno gargoyle il passo è breve.

Secondo la definizione classica, un gargoyle è semplicemente un doccione, un sistema di scarico per l’acqua che si protende da un tetto o un cornicione con lo scopo di allontanare l’acqua dai muri la cui malta (e in parte la pietra) verrebbe altrimenti irrimediabilmente erosa.
I primi gargoyles non erano necessariamente scolpiti; si trattava di semplici accorgimenti architettonici, come scassi su travi di legno che fuoriuscivano dal tetto o tubi di varia foggia in ceramica.
A partire dal X-XI sec. si cominciò a diffondere in Europa l’utilizzo di pietra per il doccione, principalmente marmo e pietra calcarea, che presentava l’indubbio vantaggio di poter essere scolpita e quindi adattata artisticamente all’architettura di base; si ha notizia anche di gargoyle di piombo che furono utilizzati per lo più nel XV sec., mentre i doccioni di terracotta, in uso in tutto il medioevo, non sono giunti fino a noi, consumati dalle ingiurie del tempo.

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