L’albero contro-verso di Venezia

Pesa 9 tonnellate ed è alto 10 m. l’albero di Natale di Venezia che ha fatto scandalo: ecco l’installazione digitale di Fabrizio Plessi, che lascia tutti… perplessi.

di Magda Michalska
Daily Art MAGAZINE, 22 dicembre 2020

Immagine: Fabrizio Plessi, Albero digitale, Piazza San Marco, Venezia, dal sito dell’artista.

A Venezia, il 2020 è dell’ottantenne Fabrizio Plessi. Il Museo Ca’ Pesaro ha programmato una grande retrospettiva dedicata all’artista.
Dopo aver studiato all’Accademia di Belle Arti, è rimasto molto legato alla città.
Iniziò con la pittura, poi scoprì la video-art negli anni ’60, diventandone uno dei pionieri in Italia.
Fin quasi dall’inizio della sua carriera, le maggiori ispirazioni di Plessi sono state, in particolare, la natura e l’acqua. A partire dagli anni ’80 ha esplorato il rapporto tra uomo e ambiente. Ha spesso creato installazioni e sculture da legno e pietra affiancati con la tecnologia e materiale industriale, e la sua ricerca è evidente nell’Albero di Natale del 2020.

Fin quasi dall’inizio della sua carriera, le maggiori ispirazioni di Plessi sono state, in particolare, la natura e l’acqua. A partire dagli anni ’80 ha esplorato il rapporto tra uomo e ambiente. Ha spesso creato installazioni e sculture da legno e pietra affiancati con la tecnologia e materiale industriale, e la sua ricerca è evidente nell’Albero di Natale del 2020.


Un altro esempio è l’opera creata appositamente per il Museo Correr, sempre in Piazza San Marco, di fronte alla Basilica. Lo scorso settembre, residenti e pochi visitatori hanno potuto vedere “cascate d’oro” che scorrevano lungo le finestre del museo come ruscelli di luce liquida dorata. Accompagnata dall’eco musicale composto da Michael Nyman, in molti hanno considerato l’opera una sinfonia che glorificava l’Età dell’oro di Venezia con i suoi scintillanti mosaici bizantini e i riflessi di luce sull’acqua dei canali.


Il controverso Albero di Natale è una videoinstallazione che fa parte del progetto “Età dell’oro“. A tutti quelli che lo hanno definito ‘un mucchio di scarti di metallo che distruggono lo spirito del Natale nella città”, Plessi ha risposto:

“È giusto che ognuno esprima il proprio pensiero e davvero non mi sorprende che la gente preferisca un albero tradizionale. Tuttavia, credo che in questo anno buio abbiamo bisogno di qualcosa di più di questo. Abbiamo bisogno di una ‘nuova luce’ a Venezia e di un messaggio di tolleranza nel mondo. Il mio albero vuole essere contro gli stereotipi del Natale e io l’ho creato in nome della tolleranza e della coesistenza nel mondo, giacché è composto da 80 raggi di luce diretti in altrettante direzioni diverse: questo sottolinea l’intreccio delle culture che è sempre stato caratteristico di Venezia.”


Articolo originale

Sito dell’artista

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