Luci di Natale tra i monumenti di Roma

Anche quest’anno la capitale propone il programma di interventi natalizi, intercalati tra i capolavori del centro storico: un dialogo ben riuscito o no? [Fa Minore dice sì]

da un articolo di Artribune
24 dicembre 2020

Immagine: video mapping Visioni di Natale su Palazzo Senatorio, Roma

Natale dimesso, quello di quest’anno, a causa della pandemia e delle limitazioni che terranno gli italiani in lockdown più o meno rigidi per tutta la durata delle festività, ma le città non rinunciano alle luci, agli alberi di natale e ai presepi in strade, piazze e centri storici.

Non è da meno naturalmente Roma, che lo scorso 8 dicembre ha lanciato l’iniziativa Luci di Natale 2020, con l’accensione dell’albero di Natale – oramai soprannominato Spelacchio a Piazza Venezia, quest’anno costato 10 volte di più di quello del primo anno di consiliatura della sindaca Raggi, per poi proseguire con luminarie, installazioni e videoproiezioni.

Le ultime, in ordine di tempo, sono le iniziative inaugurate lo scorso 18 dicembre, che comprendono i presepi a Piazza di Spagna e Piazza del Popolo, le videoproiezioni sui monumenti che tuttavia appaiono organizzate in maniera caotica, senza una linea culturale univoca.
A Piazza del Campidoglio, invece, viene proiettato lo spettacolo di video-mapping Visioni di Natale sulla facciata di Palazzo Senatorio, incentrato su una raccolta di affreschi e dipinti a tema Natività. Nulla a che vedere con esperienze simili, ma ben più strutturate, che si trovano ad esempio a Torino, da anni, o anche a Firenze.


Custodes, Livia Cannella, Porta del Popolo, Roma


Tra gli interventi che saranno fruibili fino al prossimo 6 gennaio è Custodes, a cura di Livia Cannella: Porta del Popolo fa da sfondo alle proiezioni di immagini di angeli custodi e protettori, traendo ispirazione dalle iconografie tratte dall’arte antica e barocca, con musiche sacre a fare da sottofondo. Un intervento di qualità affidato ad un’artista profondamente consapevole.

Diverso lo scenario a Piazza Navona (sempre fino al 6 gennaio) dove sono proposti i light show sulle fontane della piazza inclusa la straordinaria Fontana dei Quattro Fiumi di Gianlorenzo Bernini: dalle ore 17 alle 21 ogni venti minuti, viene proiettato un video-mapping tra forme, colori e luci.

Mentre la proiezione su Porta del Popolo utilizza la superficie storica in maniera sobria e attenta, il video mapping sulla Fontana del Bernini non lascia scampo. Non è praticamente possibile mai, dal crepuscolo in poi, vedere la fontana nella sua illuminazione artistica normale. Il 100% della serata è monopolizzata da proiezioni che, in questo caso, non sono concepite da un artista o coordinate da un curatore, ma semplicemente disegnate da una società tecnologica.

[Qui devo premettere che io, Fa Minore, non sono assolutamente d’accordo]

Il videomapping sulla Fontana dei quattro fiumi di Gianlorenzo Bernini, Roma.


Un risultato profondamente pacchiano che potete giudicare e confrontare guardando i due filmati.
Quando si tratta di interventi di così grande impatto e durata sullo spazio pubblico (e su monumenti celebri nel mondo), forse sarebbe utile muoversi diversamente: un concorso, una giuria di esperti, il seguimento e la supervisione dei musei della città, il coinvolgimento di grandi nomi del settore. Se proprio si vuole proiettare su Bernini è consigliabile essere all’altezza del Bernini…

[e chi mai potrebbe esserlo???]

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