Cinque Terre: le colline dello Sciacchetrà

Il “Cinque Terre Sciacchetrà” è un vino DOC la cui produzione è consentita in alcuni comuni della provincia di La Spezia.

Foto: Maria Grazia Morsenti

A proposito del nome vi è qualche incertezza fra «Sciachetrà» e «Sciacchetrà»; il secondo termine è però quello trascritto nell’attuale disciplinare e nell’intestazione del «Consorzio dello Sciacchetrà».

Si tratta di un vino passito prodotto nelle Cinque Terre da uve che provengono dai celebri terrazzamenti. Oltre a vantare una storia millenaria e ad essere conosciuto e apprezzato in tutto il mondo, ottenendo la Denominazione di Origine Controllata, negli ultimi anni è stato riconosciuto come presidio Slow Food.

Il termine “Sciacchetrà” (o Sciachetrà), con cui è commercializzato e ormai ovunque conosciuto, è attestato soltanto verso la fine dell’Ottocento. Pare che uno dei primi a utilizzarlo sia stato il pittore macchiaiolo Telemaco Signorini, il quale, nel suo scritto di memorie Riomaggiore, ricordando le tante estati trascorse nel borgo delle Cinque Terre, afferma che «in settembre, dopo la vendemmia, si stendono le migliori uve al sole per ottenere lo sciaccatras».

Etimologia: il vocabolo deriva dal verbo «sciacàa» (schiacciare), utilizzato per indicare l’operazione di pigiatura dell’uva.

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