Il percorso di Michele Sambin

Regista, musicista e pittore, conduce una ricerca sul rapporto tra immagine e suono. Fin dai primi anni 70 si interessa all’incrocio tra le varie arti: cinema, musica, video, pittura. In seguito utilizzerà il teatro come luogo di sintesi. 

dal sito michelesambin.com

[spunto: 53rob, Tracce di Jazz, 1 dicembre 2020]

Immagini: Michele Sambin, copertine per Enzo Carpentieri, batterista.


In una prima fase, contraddistinta dalla esplorazione del mezzo cinematografico (1968-1975), realizza alcuni film sperimentali con i quali partecipa a incontri internazionali tra i quali: Film Studio, Roma; Knokke Heist, Belgio; Le Rochelle e Beaubourg, Francia.
Diplomatosi in musica elettronica, a Venezia nel 1975, affianca alla ricerca con il computer le prime esperienze con il videotape, che diviene ben presto lo strumento principale delle sue opere.
Con il video realizza performance e installazioni producendo numerosi art tape nei quali si indagano le potenzialità espressive del mezzo televisivo. Sue opere sono state presentate a Bologna, Galleria d’Arte Moderna per la “Settimana Internazionale della Performance” Autoritratto per quattro camere, (1977); a Ferrara, Palazzo dei Diamanti; a Venezia, la “Biennale Arte per Artisti e Videotape” Looking for listening, (1978); e inoltre a Vancouver, Ginevra, Motovum. Sempre nel 1978 è presente a Milano, Palazzo Reale con la performance Il tempo consuma nell’ambito della manifestazione “Camere incantate”.

bio 1

Nel 1980 con Pierangela Allegro e Laurent Dupont fonda TAM Teatromusica e ne diventa direttore artistico. Per Tam cura regie, scene e musiche, sempre attento agli stimoli provenienti dalle nuove tecnologie, ma anche fortemente legato alle suggestioni della tradizione. Le sue realizzazioni sceniche trovano spazio sia in campo teatrale che musicale cercando, nell’incontro tra i differenti ambiti, nuove ipotesi di composizione scenica, attraverso una personale forma di “teatro totale”.
In ambito internazionale i suoi lavori con il TAM sono stati presentati a Bourges, Le Printemp; Granada, “Festival Internazionale di Teatro”; Vienna, “Wiener Fest Wochen”; Hannover, “Klang & Korper”; Parigi, “Festival d’Automne”; Zagabria, “Festival Eurocatz”; Gerusalemme, “Festival Teatro Italiano” e inoltre a Tunisi, Copenaghen, Budapest, Cracovia, Varsavia…
Tra le produzioni in ambito di teatro musicale, ricordiamo la messa in scena di Repertoire di Mauricio Kagel (1981) Children’s Corner di Claude Debussy per il Teatro alla Scala (1986) Ages di Bruno Maderna per la Rai di Milano (1989). Nel 1994 cura il progetto artistico Meditazioni i cui protagonisti sono i detenuti del carcere di Padova. Prosegue nelle produzioni di teatro e musica creando Roesso mondo Più de la vita e Là on son stato io mè dedicati al dialogo con Ruzante.

bio 2

Crea nel 2003 l’ensemble Tam /Oikos /East Rodeo con cui prosegue la ricerca sul rapporto immagine suono applicato alla scena teatrale. Dal 2005 mette in atto una originale forma per illuminare la sua scena teatrale attraverso il dispositivo della pittura digitale, che utilizza nei suoi più recenti spettacoli: Da solo a molti, Controvento e Tutto è Vivo! deForma.

[…]
Il suo lavoro è riconosciuto inoltre in ambito critico, relativamente alla video arte ed è documentato, tra l’altro, nelle seguenti pubblicazioni: Una generazione intermedia (2007) a cura di Riccardo Caldura; Le arti multimediali digitali (Garzanti, 2005) a cura di Annamaria Monteverdi; Videotapes del Cavallino (2004) a cura di Dino Marangon.
Invideo di Milano dedica a Sambin una retrospettiva dal titolo Il tempo consuma che ha avuto luogo allo spazio Oberdan (2003).

Nel 2008, per Electa esce il volume La pittura nel Veneto il 900 secondo a cura di Nico Stringa. L’opera di Sambin è presente nel volume con una ampio intervento critico a cura di Riccardo Caldura (pagg.442- 444) dal titolo oltre la pittura: performance happenings videoarte. Dal 2005 è docente, presso l’Università di Padova Facoltà di Lettere e Filosofia nel corso studio in Scienze dello Spettacolo e produzione multimediale, con l’insegnamento di Storia della Videoarte, per studenti di specialistica.
Dal 2008 al 2010 è impegnato nella realizzazione di Archivio Tam. Il progetto si è occupato di portare alla luce l’intero patrimonio contenuto nell’archivio storico di Tam Teatromusica, informatizzarlo e raccoglierlo in supporto DVD. L’opera completa è stata presentata al pubblico nel maggio 2010 in occasione della mostra Megaloop per i trent’anni di attività Tam. Per la monografia Megaloop l’arte scenica di Tam Teatromusica a cura di Fernando Marchiori ed. Titivillus (2010), realizza la documentazione iconografica e il DVD allegato. Il volume raccoglie vari saggi critici sul percorso di Sambin e il Tam in ambito teatrale e multimediale.


1980/2010 percorso espositivo e performance 
Centro culturale Altinate
Padova 8 maggio 6 giugno 2010
a cura di Riccardo Caldura con Pierangela Allegro e Michele Sambin

Megaloop nasce con l’intenzione di riallestire la scena dando nuova vita ad alcune tra le opere più significative di un vasto repertorio. Non una sintesi del percorso compiuto, quanto piuttosto un’opera ancora.
L’allestimento espositivo è un itinerario tra gli eventi scenici creati da Michele Sambin & Tam Teatromusica, lungo un arco che va dal 1980 al 2010. Si snoda attraverso una sequenza di sale, in cui trovano posto le opere riallestite grazie agli oggetti scenici e scenografici, le partiture e i disegni, le immagini fisse (fotografie) e quelle in movimento (videoproiezioni).

L’anello – come dispositivo tecnico, criterio compositivo, orizzonte poetico – indica un modo di lavorare il tempo nelle opere del Tam.
Il tempo quale dimensione del portare a compimento,possibilità di accadimento di un’esperienza, di una storia, di una vita.
Ma quello del Tam è anche una sorta di megaloop che unisce e mette in circolo trent’anni di ricerche e pratiche della scena.
La singola opera nella sua struttura interdisciplinare, le relazioni tra opere e stagioni diverse, l’insieme complessivo della vasta produzione si configurano infatti in continui – segreti o manifesti – movimenti circolari.

Fernando Marchiori, MEGALOOP L’arte scenica di Tam Teatromusica



Michele Sambin, In una notte senza luna

«questa performance è un distillato del mio percorso, – dichiara l’artista –che nasce dalla pittura e la musica passando per il teatro, mantenendo fede alla mia originaria ricerca di dialogo tra visivo e sonoro. Ora ritorno alle origini, dove il segno pittorico si incontra nel segno sonoro per dar vita alla performance»

Michela Sambin, “In una notte senza luna”, in Lecce Cultura, Arte tra gli ulivi con Michele Sambin settembre 2018.

Parco degli Ulivi Secolari, in Contrada San Nicola a Palmariggi, presentazione del lavoro scenico, pittorico e musicale dell’artista Michele Sambin dal titolo “In una notte senza luna”. 

I commenti sono chiusi.

Create a website or blog at WordPress.com

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: