Radio 3 per la Giornata dei Diritti Umani

«Siamo entusiasti di avere l’opportunità di presentare ancora una volta Voices. In questi tempi strani e complessi è più importante che mai mantenere vivi la musica e il messaggio della Dichiarazione Universale».

Max Richter, Voices.

In occasione della Giornata dei Diritti Umani, giovedì 10 dicembre, Rai Radio3 trasmetterà, insieme alla BBC e a trentasei radio del circuito EBU, l’innovativo progetto Voices del compositore Max Richter, ispirato alla Dichiarazione universale dei Diritti umani.

Dopo Sleep. Music for Quarantine, andato in onda su Radio3 e in tutto il circuito EBU la notte di Pasqua, come una sorta di preghiera laica durante la pandemia, Max Richter propone un nuovo progetto e lo fa insieme ai membri del suo ensemble di solisti di grande calibro come il soprano Grace Davidson, la violinista Viktoria Mullova e la narratrice Sheila Atim.

Richter e la sua partner creativa, Yulia Mahr, hanno invitato persone da tutto il mondo a far parte del progetto e a leggere alcuni brani della Dichiarazione universale dei Diritti umani.
Hanno ricevuto centinaia di contributi in oltre settanta lingue. Queste letture, le “voci” a cui si riferisce il titolo dell’opera, formano così un paesaggio sonoro attraversato dalla musica dell’ensemble.
Ad aprire Voices c’è la voce di Eleanor Roosevelt, che è stata la prima presidente della Commissione per i Diritti umani delle Nazioni Unite e che ha svolto un ruolo fondamentale nella stesura della Dichiarazione universale dei Diritti umani.


Sleep. Unifying nations in quarantine
La musica di Max Richter per unire il mondo in tempo di pandemia
12 e 13 aprile 2020

Nella notte del giorno di Pasqua, tra le 22 di domenica 12 aprile e le 6 della mattina di lunedì 13, Rai Radio3, come decine di altre radio in Europa, offrirà un ascolto musicale senza precedenti: Sleep, otto ore di musica, composta da Max Richter, in collaborazione con il neuroscienziato americano David Eagleman. Una proposta terapeutica per un rito europeo di condivisione musicale, che darà agli ascoltatori l’opportunità di sperimentare una dimensione sconosciuta del tempo.

Un’opera pensata come “Ninna nanna per un mondo frenetico” cinque anni fa, oggi ci appare capace di unire le persone in questi giorni di pandemia, come una preghiera laica, un momento di meditazione e di omaggio alle vittime, la ricerca di una pace interiore. Ciascuno vivrà questo spazio di ascolto secondo la sua sensibilità e i sentimenti con cui sta affrontando questo tempo malato.

Max Richter esegue un estratto da ‘Sleep’ con Louisa Fuller e Ian Burdge


La registrazione risale alla notte di sabato 26 settembre 2015, nella Reading Room della Welcome Collection di Londra, con Max Richter al pianoforte e all’elettronica, il soprano Grace Davidson e cinque suonatori d’archi. Il pubblico è stato incoraggiato a sdraiarsi sui letti e a dormire durante l’esibizione. Ed è questo chiediamo anche ai nostri ascoltatori, di ascoltare, insieme a noi, un brano terapeutico e una sfida ai tempi che stiamo vivendo. Una musica per dormirci dentro.

da Ray Play Radio

Fu trasmessa anche dalla BBC: l’opera musicale ininterrotta più lunga mai trasmessa dal vivo, e ancora detiene questo record.

I’ve always been interested in sleeping. In common with a lot of people who do creative work, I have an instinct that this state is where a lot of important things happen, both to do with my work, and also more generally. This is one reason why sleeping is one of my very favourite things to do.

I also feel that there is an intuitive connection between sleeping and music beyond this – and this connection is summed up by the tradition of the lullaby, which seems to be a universal in human culture. Sleeping and music seem to be related altered states in some way.

So many of us today are overwhelmed by a blizzard of information, and because of this our engagement with the things around us can end up one-dimensional. I hope this project can function as a holiday from our usual very busy data universe.

In focussing on a single, very large object like this, I’m hopeful we can engage with it more reflectively and deeply. Actually, in a way, this engagement, the experience of the listener, is the subject of the project. For me, this connects to the recent renewed interest in mindfulness techniques.

La storia di Sleep

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