Sfida al Barocco

La Sfida è quella lanciata dagli artisti che, in nome della modernità, si misurano con le grandi opere dell’Antichità, dei maestri del Rinascimento e della prima metà del Seicento.

da Finestre sull’Arte
1 luglio 2020

Giovanni Paolo Pannini, Roma Antica, 1767.
New York, The Metropolitan Museum of Art.

Dal carattere assolutamente inedito, la mostra ospita 200 opere con prestiti dai più grandi musei italiani e internazionali e la collaborazione speciale del Museo del Louvre; si configura come la conclusione di un lungo processo di studi e ricerche, volute e sostenute dalla Fondazione 1563 negli ultimi anni, che ha visto coinvolti numerosi studiosi e ricercatori di università e musei italiani e stranieri.
Il progetto scientifico e la cura dell’esposizione sono stati affidati alla prof.ssa Michela di Macco (Università di Roma La Sapienza) e al prof. Giuseppe Dardanello (Università degli Studi di Torino), affiancati da un Comitato Scientifico internazionale.

Uno straordinario viaggio nell’Europa delle arti tra fine Seicento e metà Settecento. Un percorso artistico incentrato sul confronto diretto tra Roma e Parigi, i due poli di riferimento culturale dell’intera Europa, con i quali Torino intesse in quegli anni un fitto dialogo di idee e di scambio di artisti e di opere. La cronologia individuata – dal 1680 al 1750 – circoscrive un ampio periodo solitamente ‘compresso’ tra gli ambiti storiografici tradizionalmente associati alle etichette di Barocco e di Neoclassicismo, qui invece messo a fuoco come una stagione epocale di rinnovamento delle arti.

La Sfida è quella lanciata dagli artisti in nome della modernità: misurandosi con le grandi opere dell’Antichità, dei maestri del Rinascimento e della prima metà del Seicento, gli artisti di questo periodo esplorano le potenzialità dell’osservazione del vero e del naturale e una nuova poetica di sentimenti, sperimentando rinnovati linguaggi di espressione dal tono più intimo, delicato ed accostante, lontano dalla drammaticità e dagli eccessi del Barocco e, allo stesso tempo, si propongono come nuovi canoni di riferimento.  

In mostra sono presentati i capolavori creati nelle tre città:

– quando Roma riafferma il ruolo di depositaria della grandezza dell’Antichità e delle invenzioni dei grandi maestri moderni;

– quando Parigi sceglie come nuovi riferimenti per la rappresentazione del quotidiano i maestri fiamminghi e olandesi;

– quando Torino, grazie all’intelligenza creativa dell’architetto di Corte Filippo Juvarra, si conferma come un laboratorio della città moderna presentando una straordinaria galleria dei pittori contemporanei delle Scuole d’Italia allestiti nelle chiese e nelle residenze della corte.

Attraverso percorsi paralleli che incrociano la pluralità delle scelte, sono quindi messe a confronto, in un ordinamento critico mai presentato prima, le opere di artisti fondamentali nella ricerca figurativa di quegli anni: da Maratti a Trevisani a Conca a Giaquinto a Subleyras, a Panini e Batoni, ai pittori della modernità parigina, come Boucher e Chardin, agli scultori come Cametti, Legros, Bouchardon, Ladatte e Collino,  ai maestri dell’ornato e delle arti preziose, agli esponenti di maggior rilievo delle scuole romana, napoletana e veneziana voluti a Torino da Filippo Juvarra.

Le favole antiche nei grandi quadri di storia, i racconti sacri nelle pale d’altare, la seduzione e la grazia nelle sculture e nei dipinti, la raffinatezza preziosa di arredi e ornamenti, i modelli di architettura e lo spettacolare Bucintoro dei Savoia in chiusura della mostra, vi accompagnano lungo questo appassionante e sorprendente percorso alla ricerca della modernità, nella maestosa cornice della Citroniera Juvarriana.


“Sfida al Barocco. Roma, Torino, Parigi 1680-1750”, fino al 20 settembre: la mostra è progettata e promossa dalla Fondazione 1563 per l’Arte e la Cultura, grazie al sostegno della Compagnia di San Paolo, e organizzata dal Consorzio delle Residenze Reali Sabaude – Reggia di Venaria. Partner Intesa Sanpaolo.


INFORMAZIONI
Sede della mostra:

Citroniera Juvarriana – Reggia di Venaria

Orari d’ingresso:
Fino al 4 luglio
Lunedì: giorno di chiusura 
Martedì – Venerdì: 14.30 – 18.30
Sabato, domenica e festivi: 10.30 – 18.30​
Un turno d’ingresso ogni mezz’ora: 50 persone

Dal 4 luglio al 16 agosto
Lunedì: giorno di chiusura (tranne eventuali giorni Festivi)​
Martedì – Venerdì: 15.00 – 22.00
Sabato: 10.30 – 22.00
Domenica: 10.30 – 18.30

Gruppi: anche dal martedì al venerdì dalle ore 9.30 alle 13.00, con la Reggia chiusa al pubblico, accesso di un gruppo ogni ora, mentre in orario di apertura è possibile riservare l’accesso di un gruppo ogni mezz’ora.

Per gli orari dal 18 agosto consultare il sito www.lavenaria.it


La mostra è inclusa nel biglietto Tutto in una Reggia che prevede l’ingresso al Piano Nobile della Reggia ed ai Giardini (20 euro intero, 16 euro ridotto)
Il biglietto è acquistabile solo on line sul sito www.lavenaria.it

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