Studi d’artista newyorkesi

Capitale dell’arte per eccellenza, New York è anche rifugio per molti artisti che vi hanno aperto il proprio studio. Marco Anelli ne ha fotografati alcuni riunendoli in un libro.

da un’intervista di Paola Maura
Artribune8 luglio 2020

Immagine: Marco Anelli, Artist Studios New York, Damiani, Bologna 2020.

Lo studio d’artista è un tema che mi ha sempre affascinato: desideravo da tempo documentare il luogo, o meglio il cantiere, dove l’arte prende forma e i suoi protagonisti, unendo in un progetto due temi della mia ricerca, l’architettura e l’essere umano, la sua capacità creativa e le sue emozioni.
[…] New York sta all’arte come Los Angeles sta al cinema, ospita una comunità di oltre 55mila artisti, e la città è parte essenziale di questo lavoro. In ogni quartiere, da SoHo con i suoi storici edifici industriali occupati dagli artisti negli Anni Sessanta, allo storico building della Bowery degli studi di Burroughs e John Giorno, ai capannoni industriali del Queens, a Brooklyn, la città ha offerto spazi straordinari alla creazione dell’arte.

Dana Schutz, Gowanus, Brooklyn, 2012.

Lo studio è uno spazio in costante divenire, può essere un luogo di ispirazione, meditazione, produzione, esposizione, ma solitamente non è accessibile al pubblico, perché è comunque uno spazio intimo, privato. Riuscire ad accedervi e a documentare con la macchina fotografica questi luoghi è stata la parte più difficile, ma anche la più interessante di questo progetto. La varietà degli studi è sorprendente: spazi talvolta essenziali, come la chaise longue di Rikrit Tiravanija nel suo appartamento dell’East Village, circondata da libri, musica e altri oggetti, luogo dove lui crea e concepisce le sue opere, o apparentemente domestici, come lo studio di Joan Jonas, o vere e proprie factory, come quella dove Urs Fischer lavora con un team di assistenti, o frutto di un progetto rigoroso, come nel caso di Alfredo Jaar, quasi una galleria affacciata sulla città, o ancora pieni di energia e caotici, completamente coperti di vernice, come lo studio di Joyce Pensato. Ugo Rondinone ha invece trasformato in studio una chiesa sconsacrata ad Harlem, un luogo unico.

Matthew Barney, Long Island City, Queens, 2012.

Il libro è il medium ideale di questa narrazione, desideravo comporre le immagini in un portfolio unico, senza separare nettamente gli artisti, ma accostandoli secondo un criterio talvolta formale, talvolta concettuale, in cui può succedere che immagini potenti lascino spazio ad altre meno forti, ma più efficaci nel racconto.
[…] vedere gli artisti, i loro studi e una bellissima New York, accompagnati dai testi di Chrissie Iles (curatore del Whitney Museum) e Sean Corcoran (curatore del Museum of the City of New York) e guidati in questa storia dell’arte contemporanea per immagini da Marco Anelli, è un po’ come esserci.

Ryan Sullivan, Long Island City, Queens, 2013.


Nota: le foto sono tutte di Marco Anelli, © 2019.


Il volume Artist Studios New York di Marco Anelli è il racconto per immagini di 43 artisti. È insieme anche il racconto di una comunità e di una città, New York, che è e resta capitale mondiale dell’arte contemporanea.
Marco Anelli, classe 1968, romano, dal 2010 vive a New York, dove ha realizzato circa 1500 ritratti nel suo progetto Portraits in the presence of Marina Abramović in occasione della performance dell’artista al MoMA e più recentemente il reportage sul cantiere dei musei Whitney e Magazzino Italian Art. In Artist Studios New York prosegue la sua ricerca sull’uomo e il suo ambiente: i ritratti rivelano il pensiero che anima lo spazio, gli oggetti rivelano tecniche e poeticheVolti, architetture e dettagli compongono un portrait complessivo e una narrazione sorprendente.

Marco Anelli – Artist Studios New York
Damiani Editore, Bologna 2020

Articolo e intervista originali e completi

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