Lockdown finito? Non per Joel

Quando gli antropologi analizzeranno la valanga di dati prodotti dal lockdown, saranno in grado di osservare chiare tendenze di caos sociale, come ad esempio l’assalto ai rotoli di carta igienica.

da un articolo di Joel Golby
The Guardian, 1 luglio 2020

Immagine: Phil Noble/Reuters

[Altro che S. P. Q. R…. Sono (meravigliosamente) Pazzi Questi (del) Regno Unito…]

Adesso siamo in una fase diversa, di goffa speranza, una diffusa inclinazione verso l’idea di una nuova normalità, di giornate in spiaggia che possono aumentare con il brivido anarchico di fare i propri bisogni nel cartone dell’hamburger, ed è palpabile la sensazione che tutto questo possa finire, presto, e che si possa tornare alla vita di prima. In Inghilterra, per esempio, tra pochi giorni riapriranno i pub.

Io penso che però le cose non stiano così, per due ragioni.
Una, la scienza, che continua ad essere assolutamente cupa, e lo sembra un po’ meno solo perché non vengono più comunicati i bollettini quotidiani sul coronavirus.
L’altra, il fatto che… beh, la “normalità” è davvero il punto da cui ricominciare? Ricordo la vita prima del virus e ovviamente la desidero ardentemente – prendere l’autobus, mangiare al ristorante, abbracciare la famiglia – ma mi accorgo anche che per molti era già brutta prima che questo nuovo orrore arrivasse. Siamo onesti: quant’era bella la vita prima del lockdown? La mia andava bene, ma non era grandiosa. Voto: sei… sette meno?

Sono ottimista sui viaggi in autobus, perché quasi sempre ne prendevo uno che si fermava a metà percorso per caricare una cinquantina di chiassosi bambini che andavano a scuola e non riuscivo ad ascoltare la musica nelle cuffiette per il rumore che facevano strattonandosi.
Sono in pensiero anche sui ristoranti, dove magari per tre mercoledì consecutivi di spendere 26 sterline per un’enorme hamburger con patatine poco cotte.
Lo stesso dicasi per la mia famiglia, perché non siamo davvero così piacevoli, tutti insieme, ed sarebbe sciocco da parte mia fingere che non sia così.

Credo di avere il diritto di non voler tornare alla normalità, perché sono una delle sei persone nel Regno Unito che ancora partecipa a uno Zoom pub quiz ogni venerdì.
Durante le prime settimane di lockdown, amici che avevi dimenticato ti invitavano a partecipare, cinque o sei ogni giorno. Il gioco era sempre lo stesso: gli ospiti si vestivano con roba luccicanti e si mettevano il cappello. Poi ti facevano 10 domande di geografia che non sapevi e altre 20 tratte dai titoli principali di BBC News.

Lo Zoom quiz è la mia nuova normalità. Ho capito che sarebbe stata la chiave di volta per il resto della mia vita nel momento in cui l’ospite, Paul – uno dei miei più cari e vecchi amici che, dopo tanti anni avevo ritrovato – si avvicinava alla webcam e sussurrava: “Qual è il frutto che ho in mano ora?”
Poi altre domande simili: mostrava una cipolla e chiedeva quanto era grande, poi la misurava.
Qualcuno invece mostrava un toast e chiedeva di indovinarne il ripieno. O ancora, bisognava indovinare i cinque ingredienti di un Ferrero Rocher.

Invece che al pub, il venerdì sera alle 22.00 l’appuntamento si è spostato su Zoom, che ho dovuto installare.

Un paio di settimane fa abbiamo dovuto organizzare una riunione: avremmo continuato il gioco dopo la riapertura dei pub? Quasi tutti abbiamo detto di sì. Il primo weekend sarà sicuramente affollato come a Capodanno.

Ci vorrà molto tempo perché una pinta di birra bevuta in un pub dia di nuovo la sensazione di una birra in un pub. Nel frattempo sono riuscito a trovare un’alternativa che mi ha avvicinato ai miei vecchi amici, mi ha fatto ridere più di quanto potessi immaginare prima. Alle 22.00 del venerdì, saprete dove trovarmi: magari sarò lì a cercare disperatamente gli ingredienti di una salsiccia.

Joel Golby è l’autore di Brilliant, Brilliant, Brilliant Brilliant Brilliant

Traduzione libera e in estratto: Francesca Adrower

Articolo originale

I commenti sono chiusi.

Create a website or blog at WordPress.com

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: