Papero, dove sei?

Tempo (parecchio) fa, qualcuno mi raccontò una specie di barzelletta, in cui un contadino aveva perso un papero…

e lo andava cercando ovunque, disperatamente: “Papero, dove sei?”, ripeteva in continuazione.
Alla fine lo ritrova perché il papero risponde “Qua”.
Niente di che, un po’ come quella sulle formiche nello zucchero che fanno la settimana bianca.

Ma, in famiglia, è entrata nel lessico. Quando qualcuno non trova qualcun altro (difficile, data l’esiguità dei mq), inizia a chiedere “Papero, dove sei?”. Vabbè.
La cosa buffa è che nel bel mezzo di un paio di notti fa ho chiesto a voce alta a mio marito “Papero, dove sei?”, svegliandolo, ovviamente.

Il giorno dopo gli ho chiesto se me lo ero sognata o l’avevo detto veramente. L’avevo detto (!) e pare che subito dopo io abbia aggiunto “Roba da matti!”.

Autocritica?

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