Et al.

Quello di oggi è un articolo speciale. Non parleremo di nessuna ricerca in particolare, ma degli Scienziatimatti che fanno il “lavoro sporco”!

da scienziatimatti.com
12 aprile 2020

Immagine: dal sito Scienziati Matti

Più o meno tutti avremo notato che per indicare un articolo di ricerca si tende a scrivere: Scienziatomatto et al. 2020.

Chi è Et al.?? 
Non è certo uno scienziato così bravo da finire su tutti i lavori scientifici del mondo. In realtà et al. viene dal latino “et alii” che significa “ed altri”. 
Et al. rappresenta la più grande verità dimenticata della scienza: ogni lavoro scientifico, grande o piccolo che sia, non viene fatto da una persona sola, ma da un gruppo di persone che collaborano tra di loro, ognuna apportando le sue specifiche competenze per raggiungere il risultato finale.

Una delle riviste scientifiche più famose che esistono, Nature, ha da poco compiuto 150 anni e per l’occasione ha dedicato un articolo all’analisi di come sta evolvendo la scienza. È nato così un Sistema Planetario in 3D che racchiude tutti gli articoli pubblicati su Nature che merita davvero di essere esplorato!! In più, dall’articolo è venuto fuori che: 

Si collabora sempre di più tra ambiti diversi (qui sul blog abbiamo parlato spesso di collaborazioni tra fisici e biologi!); oggi, un articolo di ricerca prende spunto in media da 6 discipline diverse e ne influenzerà altrettante. E questo vale per tutti i domini della scienza, dall’economia alla biologia, dall’ingegneria alla psicologia!

Le più grandi scoperte vengono sempre ispirate da ambiti diversi ed a loro volta serviranno da ispirazione per tanti altri campi di ricerca (per esempio la scoperta del buco nell’ozono ha ispirato tantissime discipline tra cui chimica, economia e scienze della terra).

In altre parole, l’interdisciplinarità, cioè la collaborazione tra settori diversi, sembra essere lo strumento più efficace per fare le scoperte più importanti.


Immagine dall’articolo di Gates, Ke, Varol, e Barabási (detto anche Gates et al. 2019)


Al tempo stesso, produciamo sempre più dati: un milione e mezzo di nuove ricerche all’anno per la precisione! 
Non c’è dunque nessuno che conosce ogni cosa ed è perciò assolutamente necessario collaborare con altre persone per essere davvero interdisciplinari e poter fare ricerche che contano.
Quindi la scienza è diventata un lavoro di squadra. E, per quanto possa sembrare strano, le squadre più forti sono quelle composte dalle persone più diverse tra loro!

Nonostante tutto ciò, noi tutti abbiamo da sempre il bisogno di identificare degli eroi e di premiarli. Ecco che per esempio il premio Nobel viene assegnato a una, due, o al massimo tre persone, anche se in realtà la ricerca che viene premiata è stata svolta da diverse centinaia di et al.
Nell’attesa che si manifestino nuove modalità per premiare i gruppi piuttosto che gli individui, noi vogliamo proclamare eroi della ricerca gli et al. di tutto il mondo!
Dulcis in fundo, et al. è latino, nonostante la scienza sia oggi dominata dall’inglese. Che questo serva a gettare un occhio dietro di noi per ricordarci che le nuove scoperte poggiano sulle basi di chi è venuto prima?Ci piace pensare che sia proprio così! 


Questo articolo si è ispirato a: 
https://www.nature.com/articles/d41586-019-03308-7

Ed ha preso varie informazioni da: 
https://science.sciencemag.org/content/359/6379/eaao0185.long

Qui il sistema planetario in 3D di tutti gli articoli pubblicati su Nature: https://www.nature.com/immersive/d41586-019-03165-4/index.html


Articolo originale:
https://scienziatimatti.com/2020/04/12/et-al/

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