Museo, partita di calcio o centro commerciale?

È un poco più sconcertante del solito, quest’anno, il comunicato del Ministero dei Beni Culturali di fine gennaio sui dati dei visitatori nei musei.

da un articolo di Federico Giannini
Finestre sull’Arte, 29 gennaio 2020

[…] quest’anno non è stato diffuso il totale dei visitatori, a differenza degli anni scorsi, e l’ufficio stampa del ministero s’è limitato a riportare, all’ultimo capoverso del comunicato, che “dopo anni di continua crescita a doppia cifra il numero dei visitatori dell’intero sistema museale nazionale si assesta intorno ai 55 milioni”, e a farci sapere che, ad aver conosciuto un incremento (del 2,4%), è stato il numero dei visitatori nei trenta luoghi della cultura più visitati.

Per ora, tuttavia, il punto non sono i dati: in assenza di numeri completi è impossibile commentare. È possibile però soffermarsi sul fraseggio da competizione sportiva adoperato per presentare i risultati dei musei. “Superstar”, “podio”, “scala quattro posizioni”, “salire di tre posizioni e piazzarsi al diciottesimo posto in classifica”, “ottima prestazione”: espressioni che paiono tratte da un articolo sulla seconda manche dello slalom speciale di Schladming, che però descrivono un’assurda contesa tra musei, dove ci sono istituti che s’installano su di un podio, altri che scalano o scendono classifiche, altri ancora che si sono comportati “bene in termini di crescita”. Come se si stesse parlando d’una squadra di calcio.

Lo stesso MiBACT sottolinea che “i musei battono la serie A”. Apprendiamo infatti che, durante alcune edizioni della domenica gratuita (edizioni, ovviamente, “da record”), la “presenza nei musei è stata superiore a quella di una giornata di campionato di calcio di serie A”. Dobbiamo dunque ufficialmente considerare i nostri musei come succedanei delle partite di calcio? Speriamo di no, perché se la domenica gratuita deve diventare l’alternativa al campionato di calcio, significa che abbiamo frainteso lo scopo del museo. Nel mondo reale, scriveva Tommaso Labranca nel suo Vraghinaroda, e proprio a proposito delle domeniche gratuite, “non si può passare da una settimana di posticipi calcistici a una mostra sull’avanguardia olandese di cui i tg hanno detto meraviglie del bookshop e nemmeno una di come si sia arrivati all’avanguardia olandese”.

Ora il MiBACT viene però a certificare che questo passaggio da calcio ad avanguardie olandesi si può compiere con nonchalance, dati alla mano. Quello che però forse non è chiaro a tanti è che ridurre il museo a un passatempo disimpegnato, a luogo dove provare impalpabili emozioni, a teatro di demenziali “passeggiate nella bellezza”, significa spingere affinché il museo stesso abdichi al suo ruolo e si riduca a semplice sito dove passare un po’ di tempo perché tanto è gratis, o perché “è meglio del centro commerciale”.
[…]

Articolo originale:
https://www.finestresullarte.info/1224n_siamo-arrivati-a-paragonare-il-museo-alle-partite-di-calcio.php

Immagine: turisti agli Uffizi. Dal progetto ‘Grand Tourismo’ (2018) di Giacomo Zaganelli.

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