La ‘fine’ di Gatsby

L’indimenticabile finale de “Il grande Gatsby”, scritto a mano dall’autore Francis Scott Fitzgerald accanto al suo ritratto.

da Culturificio

Gatsby believed in the green light, the orgiastic future that year by year recedes before us. It eluded us then, but that’s no matter – tomorrow we will run faster, stretch out our arms farther… And one fine morning –
So we beat on, boats against the current, borne back ceaselessly in to the past.


Gatsby credeva nella luce verde, nel futuro orgastico che anno dopo anno si ritira davanti a noi. Allora ci è sfuggito, ma non importa: domani correremo più forte, allungheremo le braccia ancora di più… E un bel mattino…
Così navighiamo di bolina, barche contro la corrente, riportati senza posa nel passato.


Curiosità

In alcune edizioni del romanzo – ad esempio in quella di Feltrinelli e tradotta da Franca Cavagnoli – è presente la parola “orgastico” (“credeva in un futuro orgastico”), in altre la traduzione è “orgiastico” (ad esempio in quella di Fernanda Pivano).
Cavagnoli, tuttavia, ricorda come Fitzgerald fosse molto pressante nei confronti dell’editor affinché vigilasse che nelle varie bozze non ricomparisse, per via di qualche correttore troppo zelante, una i di troppo (“Fitzgerald […] insistè sull’uso dell’aggettivo ‘orgastico’, perché il tipo di estasi descritto era appunto attinente all’orgasmo”).
La questione non è sottile, i due termini hanno significati diversi.
In ogni caso la valenza generale è: “un futuro che provoca un’eccitazione sfrenata”.

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