L’Ombra di San Gimignano: straordinaria scoperta archeologica

Finalmente rivelata la scoperta della statua etrusca in bronzo del III secolo a.C.: è uno dei rinvenimenti più importanti degli ultimi anni.

da Finestre sull’Arte
29 novembre 2019

Immagine: Ombra di San Gimignano (prima metà del III secolo a.C.; bronzo, altezza 64,6 cm; San Gimignano, Museo Archeologico).


È una delle più importanti scoperte di archeologia etrusca degli ultimi anni: una meravigliosa e sorprendente statuetta votiva in bronzo rinvenuta nel 2010 nel territorio di San Gimignano (Siena) durante alcuni lavori di ristrutturazione di un edificio privato tra le colline che da San Gimignano scendono verso la Valdelsa. La statua è esposta per la prima volta al pubblico al Museo Archeologico di San Gimignano nell’ambito della mostra Hinthial. L’Ombra di San Gimignano. L’Offerente e i reperti rituali etruschi e romani (dal 30 novembre 2019 al 31 maggio 2020).

Ad accorgersi della sua presenza sono stati gli operai che stavano eseguendo i lavori. L’approfondimento immediato rivelò che lì si trovava una figura maschile in bronzo, che era stata deposta in posizione prona. I lavori hanno poi subito un’interruzione per dar modo alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo di avviare la campagna d’indagini cui è seguito uno scavo che ha fatto emergere una vasta area sacra etrusca all’aperto, in uso per almeno cinquecento anni dal III secolo avanti Cristo fino al II secolo dopo Cristo.

La statua giaceva sepolta vicino a un monolite in pietra squadrato che aveva ruolo di altare, sul quale venivano compiuti riti con offerte religiose alla divinità del luogo; sul monolite sono state trovate tracce di esposizione al fuoco. L’area sacra, attorno alla quale sono state scoperte anche monete, frammenti in ceramica, unguentari integri e frammenti di laterizi, era situata vicino a una sorgente: questo elemento potrebbe rimandare al culto per divinità legate all’acqua e alla terra. La statua ritrovata è quella di un offerente ed è del tipo dei bronzetti allungati di età ellenistica, simile alla celeberrima Ombra della sera di Volterra.

La scultura è stata riconosciuta come la più elegante nel nucleo di bronzi finora attestati. Esattamente come l’Ombra della sera, anche l’Ombra di San Gimignano appartiene infatti a una produzione seriale. Statue simili sono state ritrovate anche nel Lazio (Nemi), nelle Marche (Ancona) e nell’Etruria centro-settentrionale (Orvieto, Chiusi, Perugia, Vetulonia, Volterra e rispettivi territori). A differenza della maggior parte degli altri esemplari, tuttavia, l’Ombra di San Gimignano ha un’importanza peculiare per il fatto che conosciamo in dettaglio la provenienza da un contesto certo, per di più sacro. Inoltre, la statuetta senese spicca per la sua dimensione: un’altezza di 64,6 centimetri e un peso di 2200 grammi.

La statua rappresenta una figura maschile  che indossa una toga che arriva fino ai polpacci lasciando scoperti la spalla, il braccio destro e gran parte del torace, mentre ai piedi l’offerente indossa dei calzari con allacciatura alta. La mano destra tiene una patera ombelicata (che si ritrova in molte sculture etrusche, specialmente nella statuaria funebre), mentre la sinistra, che aderisce al corpo, fuoriesce dal manto col palmo rivolto all’esterno. Le gambe sono leggermente divaricate e suggeriscono un lieve movimento verso sinistra, mentre i tratti del volto, delineati con eccezionale naturalismo, sono ben marcati. Se dunque l’Ombra della Sera è raffigurata nuda (si tratta infatti di una figura infantile), l’Ombra di San Gimignano è vestita in quanto il personaggio rappresentato potrebbe essere un sacerdote.

L’artista che creò l’Ombra di San Gimignano probabilmente proveniva proprio dall’antica Volterra (Velathri in etrusco): il vicino santuario della Torraccia di Chiusi era del resto uno dei luoghi di confine del territorio volterrano. La forma della statua rimanda ai modelli che si diffusero a partire dal III secolo a.C. in Etruria centro-settentrionale, dove vi giunsero grazie alla circolazione all’interno delle botteghe locali di artigiani itineranti, provenienti soprattutto dall’area tiberina. La toga e i calzari (“calcei”) di tipo senatorio richiamano infatti la figura dell’Arringatore, che probabilmente era un grande bronzo votivo raffigurante un personaggio in atteggiamento di orante e il cui abbigliamento era quello tipico dei cortei di magistrati nell’Etruria del secondo venticinquennio del III secolo a.C. Anche questi elementi concorrono a datare l’Ombra di San Gimignano entro la metà del III secolo a.C.

Jacopo Tabolli, curatori della mostra con Enrico Maria Giuffrè, parla di un evento eccezionale, poiché “scoperte di questo tipo sono molto rare, anche se in realtà il nostro territorio è ricchissimo”. Quello che tuttavia Tabolli vuole sottolineare è un altro aspetto: “l’importante è ribadire come il controllo delle attività di scavo sia sempre repentino, perché la delicatezza di casi come questi sta nel fatto che la scoperta, molto spesso, non viene da una campagna di scavi preordinata, ma da lavori ordinari. Come nel caso di questa statua: viene aperta una conduttura, e spesso ci si imbatte in qualcosa del genere, e questo ci chiama alla responsabilità della tutela del nostro sottosuolo, da considerare come un patrimonio immenso”.

Articolo originale:
https://www.finestresullarte.info/1185n_ombra-di-san-gimignano-rivelata-scoperta-etrusca.php

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