Edoardo Tresoldi in Arabia Saudita

Dopo la spettacolare esperienza di due anni fa negli Emirati Arabi, l’artista torna in Medio Oriente con una nuova, colossale installazione per Riyadh, la capitale che punta tutto sull’arte.

di Claudia Giraud
Artribune, 9 dicembre 2019

Immagine: Edoardo Tresoldi, installazione per la Basilica paleocristiana di Siponto.
© Giacomo Pepe.

Torna come direttore artistico di Studio Studio Studio, una nuova realtà interdisciplinare da lui fondata che coinvolge musicisti, artisti, designer, architetti e cineasti, ogni volta diversi, per creare qualcosa di ibrido e contaminato dall’arte contemporanea e dalla società.

Diventato famoso per le sue architetture trasparenti in rete metallica, capaci di riprodurre antichi capolavori andati persi, come ad esempio la basilica paleocristiana presso il sito archeologico di Santa Maria di Siponto in Puglia, oggi ci sorprende con un’opera diversa.

Si tratta di Gharfa, un padiglione-scultura attraversabile fino al prossimo 21 dicembre che evoca le rovine locali e che raggiunge nella sua parte più alta i 26 metri con installazioni site-specific interdisciplinari che mettono in scena il rapporto intimo tra uomo, paesaggio e architettura.
L’opera sorge all’interno di Diriyah Oasis, un gigantesco parco giochi all’aperto, curato dallo studio di Dubai Designlab Experience a Diriyah, nella periferia della capitale saudita Riyadh, nei pressi di At-Turaif District, sito patrimonio UNESCO protagonista di un grande piano di sviluppo come la prossima apertura di musei e istituzioni culturali.

Gharfa (part.), Diriyah Oasis. © Roberto Conte


Per realizzarlo, Tresoldi ha infatti collaborato con il designer Alberonero, il musicista Max Magaldi e il garden designer Matteo Foschi, autori ciascuno di una peculiare parte del progetto, per raccontare spazi diversi di incontro, sosta e contemplazione all’interno del padiglione, fatto sempre di rete metallica, ma con l’aggiunta del sughero, materiale che evoca la pietra già sperimentata per il parco artistico Arte Sella.

Edoardo Tresoldi, Simbiosi, Parco Arte Sella. © Roberto Conte

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