La cancelliera Merkel ad Auschwitz

Il ricordo dei crimini nazisti resta “inscindibile” dalla Germania. Una visita storica e un discorso forte.

da un articolo di Le Point, 6 dicembre 2019
Fonte: AFP

Dopo Helmut Schmidt nel 1977 e Helmut Kohl nel 1989 e nel 1995, ecco che di nuovo un Capo di Governo tedesco si è recato in visita ad Auschwitz: un gesto significativo in un momento in cui l’antisemitismo in Europa sta riprendendo vigore e la scomparsa dei testimoni complica la trasmissione della memoria.

«Ricordarsi dei crimini, fare il nome dei loro autori e rendere un degno omaggio alle vittime è una responsabilità che non viene mai meno. Non è negoziabile. Ed è inseparabile dal nostro paese. La consapevolezza di questa responsabilità è parte della nostra identità nazionale», ha dichiarato la Merkel con voce alterata, dopo aver ascoltato la testimonianza di un sopravvissuto che arrivò ad Auschwitz quando aveva 12 anni
La cancelliera, nata nove anni dopo la Seconda guerra mondiale, ha riconosciuto che non è stato «affatto facile» presentarsi in un luogo in cui i crimini dei tedeschi sono andati oltre ogni immaginazione.


… non si tratta di singoli uomini che, su fondamenti umani, sono stati brutalmente uccisi da altri singoli uomini, ma è stato organizzato un tentativo di estirpare dal mondo il concetto stesso di uomo.

Hannah Arendt, da Carteggio (1926-1969). Filosofia e politica, di Hannah Arendt e Karl Jaspers.


La cancelliera è stata accompagnata, durante la visita, dal Primo Ministro polacco Mateusz Morawiecki e da un sopravvissuto del campo, l’ottantasettenne Stanislaw Bartnikowski, nonché da una rappresentanza della comunità ebraica.

Il campo si trova attualmente in territorio polacco, ma era in una regione «annessa al Reich nell’ottobre del 1939, amministrata dai tedeschi».
«È importante dare un nome chiaro ai criminali. Noi, i tedeschi, lo dobbiamo alle vittime e a noi stessi». Ha spiegato di provare «vergogna profonda» per i crimini nazisti, ma ha aggiunto che «il silenzio non deve essere l’unica risposta». «Il luogo stesso ci costringe a mantenere in vita la memoria» e, di fronte all’aumento di atti di antisemitismo, «bisogna manifestare il nostro disaccordo», ha esortato.

Ha reso omaggio alle persone uccise ad Auschwitz tra il 1940 e il 1945 (1.100.000, di cui 1 milione di ebrei), insistendo sul fatto che ciascuna di loro aveva «un nome, una dignità inalterabile, un’origine, una storia».
«Mi inchino profondamente» davanti a tutti loro, ha concluso, non senza mettere in guardia contro «l’aumento del razzismo e la diffusione dell’odio», così come contro l’antisemitismo che minaccia le comunità ebraiche in Germania, in Europa e in tutto il mondo.

Alla vigilia del viaggio, Angela Merkel ha annunciato lo stanziamento di 60 milioni di euro a favore della Fondazione Auschwitz-Birkenau per la manutenzione del sito.
La visita avviene poco prima delle commemorazioni del 75° anniversario della liberazione di Auschwitz da parte dell’Armata Russa, il 27 gennaio del 1945, data stabilita 23 anni fa.
Dopo aver osservato un minuto di silenzio davanti al Muro della Morte, dove furono fucilate migliaia di prigionieri, si è recata al campo di Birkenau, a 3 chilometri di distanza dal campo principale, dove venivano “selezionati” i deportati appena scesi dai vagoni bestiame.

Angela Merkel, nel corso dei 14 anni in cui è stata al potere, ha compiuto diversi gesti forti visitando Ravensbrück, Dachau, Buchenwald, e il Memoriale dell’Olocausto di Yad Vashem a Gerusalemme. Soprattutto, nel 2008, fu il primo Capo di Governo tedesco a pronunciare un discorso alla Knesset, il parlamento israeliano.

Articolo originale:
https://www.lepoint.fr/europe/angela-merkel-a-auschwitz-pour-lutter-contre-l-antisemitisme-06-12-2019-2351706_2626.php

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