Gli anni del Male

Roma. A WeGil la mostra  che ripercorre i cinque anni di vita del più importante fenomeno della satira italiana del dopoguerra.

“Il Male” è stato la quintessenza del giornale cartaceo: coloratissimo, smontabile e rimontabile a seconda degli usi che venivano suggeriti ai lettori e ai giornalai (il più famoso era la metamorfosi in un altro giornale di cui veniva falsificata la testata). Un giornale da esposizione, che i giornalai appendevano nelle edicole e che i lettori mettevano in mostra per far cadere gli amici nella trappola dell’evento falso architettato dalla redazione. Un giornale ideato e realizzato da uno straordinario gruppo di disegnatori, scrittori e grafici.
Disegnatori: Vincino, Angese, Alain Denis, Jacopo Fo, Cinzia Leone, Roberto Perini, Giuliano Rossetti, Enzo Sferra, Carlo Zaccagnini (Carlo Cagni).
Scrittori: Mario Canale, Piero Lo Sardo, Angelo Pasquini, Sergio Saviane, Alessandro Schwed (Jiga Melik), Vincenzo Sparagna.
I disegnatori di Cannibale, poi diventati collaboratori organici del Male: Tanino Liberatore, Massimo Mattioli, Andrea Pazienza, Filippo Scozzari, Stefano Tamburini.
Grafici: Marcello Borsetti, Giovanna Caronia, Francesca Costantini, Cinzia Leone, Francoise Perrot.
Specialista dei collage fotografici: Francesco Cascioli.
Fotografi: Sandro Giustibelli, Gianni Morbioli, Sandro Palombi.

Il MALE è stato anche lo specchio di un’epoca straordinaria per l’Italia, un’epoca di grande creatività ma allo stesso tempo di eventi terribili che hanno segnato il lavoro satirico del giornale: gli Anni di piombo tra le BR e l’omicidio Moro, il terrorismo nero, gli attentati, gli omicidi di stato, il delitto Pecorelli, la mafia, Andreotti, Sindona, Ambrosoli e la P2.

Il percorso della mostra inizia con le gigantografie dei “falsi” – veri antesignani delle attuali fake news. Riproducendo fedelmente la grafica dei più noti quotidiani dell’epoca, gli autori del MALE intervenivano sull’attualità politica e sociale, in un vertiginoso rovesciamento della realtà, con titoli altisonanti e testi provocatori. Quei falsi dissacranti, assieme a disegni per l’epoca altrettanto scandalosi, hanno reso famoso il giornale, ma hanno causato anche denunce e processi: il MALE è stato forse il periodico più denunciato e sequestrato dal dopoguerra.

La mostra racconta anche i famosi happening de Il MALE attraverso foto, video di repertorio e l’esposizione del “busto di Andreotti”, eseguito in marmo da un abile artigiano su disegno di Angese e di Vincino.
Alcune colossali caricature d’autore introducono a una lunga carrellata dei temi principali sui quali si è esercitata la satira corrosiva del MALE, dalla politica, alla religione, al sesso. In questa sezione è ospitata anche una ricca raccolta di disegni originali.
Infine, una riproduzione della redazione fa rivivere l’atmosfera viva del giornale, come se un’animata riunione fosse da poco terminata, tra macchine da scrivere, fogli accartocciati, pennarelli, portacenere colmi e pezzi di pizza, e l’ultimo ad uscire avesse appena spento la luce.


“Gli anni del MALE 1978-1982”

La mostra si svolge nello storico palazzo di Trastevere dell’ex GIL, riaperto grazie alla Regione Lazio il 7 dicembre 2017 e anche all’opportunità offerta da “Art Bonus” (*).
La gestione è stata affidata alla società regionale LAZIOcrea.

(*) il credito d’imposta per le erogazioni liberali in denaro a sostegno della cultura e dello spettacolo, a cui la Regione Lazio aderisce tramite la Campagna istituzionale “Art Bonus – Regione Lazio”, con lo scopo di recuperare alcuni beni del proprio Patrimonio, di cui l’immobile fa parte.

WEGIL, dove WE suggerisce implicitamente il concetto di “apertura”, si propone come un hub culturale a disposizione della città, uno spazio polivalente e creativo, un luogo privilegiato per mostre, spettacoli, eventi culturali.
WEGIL è oggi un punto di riferimento per le eccellenze del territorio, attraverso una sempre cospicua collaborazione con Associazioni, Terzo Settore, Università, Enti di Ricerca e imprese.

La mostra, promossa dalla Regione Lazio e organizzata da Manafilm srl in collaborazione con LAZIOcrea, a cura di Angelo Pasquini, Mario Canale, Giovanna Caronia e Carlo Zaccagnini in collaborazione con Vincino Gallo, sarà aperta al pubblico fino al 6 gennaio 2020.  
L’esposizione ha ottenuto il patrocinio della Federazione Nazionale della Stampa Italiana ed è stata realizzata in collaborazione con Rai Teche, Luce Cinecittà e Radio Radicale.

Per ulteriori info:  www.wegil.it

I commenti sono chiusi.

Create a website or blog at WordPress.com

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: