Leonardo Gensini: Partiture

Nelle opere di questo compositore e artista raffinato, la tradizionale scrittura musicale su pentagramma, che pure resta leggibile, si fa disegno a matita su carta, pagine dense di segni non forzatamente interpretabili.

Le sue opere trovano impulso dalla pratica calligrafica della notazione musicale. Conscio che la bellezza può essere pericolosa se priva di leggi, Gensini scrive codici di comportamento sulle telette, con segno sottile e nitido in tracciati mistilinei e bidimensionali pari ad alcuni disegni di Paul Klee, creando un insieme di regole che determinano i campi d’azione.
La fitta trama di linee nere tirate a mano, distanti pochissimi millimetri l’una dall’altra, dispiegata in calligrafismo tecnico, indica i codici combinatori e la polifonia di ritmo e durata, diventando tessuto sonoro, mediando l’urgenza dell’idea attraverso la stesura.
Le sequenze musicali hanno voluto abbandonare la pratica della scrittura su carta pentagrammata e diventano pittografie strutturate in un progetto coerente guidato da un principio intellettuale che garantisce e custodisce l’intento concettuale.

Viviamo, sentiamo il suono e lo sguardo come un’unica cosa. Contenuto in questa realtà percettiva c’è un luogo che si chiama musica, dove si organizza il suono secondo delle regole. La si allontana dagli occhi, poiché arte astratta e se vuoi riportarla agli occhi, sei attratto in un confine tra segno visibile e suono. Incantesimo che si ritenta sempre, pur sapendo la differenza tra quei mondi lontani: la musica, la pittura. La pittografia. Non costringo la pittura ad essere scrittura musicale, disegno da suonare, o peggio il dipingere con vuote decorazioni di notazioni musicali. Mi interessa invece forzare all’ambiguità la scrittura, e oscillare tra riconoscibilità e trasfigurazione: transitabilità che dà al segno-suono il suo esito pittografico.


Leonardo Gensini, nato a Roma nel 1959, è compositore, musicista e artista. Ha studiato composizione con importanti maestri del Novecento, come Domenico Guaccero, Mauro Bortolotti, Franco Donatoni e Sylvano Bussotti, col quale nel 1985 collabora alla revisione dell’opera per orchestra Et Due Voci eseguita al teatro La Fenice di Venezia con la London Symphony Orchestra.
Docente di musica d’insieme e direttore di ensemble musicali per il Bussotti Opera Ballet e diverse istituzioni musicali italiane, nel 1993 fonda Prima Materia con Henry Brown, Silvana Brotzu, Deborah Parker, concentrandosi sulle multiformi identità dell’arte contemporanea.
Strettissimo è il rapporto che molte delle sue opere intrattengono con le arti visive (pittura, pittografia, incisione, video), compenetrandosi senza soluzione di continuità.
Dal 2008 fa parte della Rete Italiana Musicisti Organizzati R.IT.M.O. per la musica contemporanea.
La sua produzione comprende opere vocali, strumentali, elettroniche e elettroacustiche, lavori in cui convivono tecniche diverse: dalla serialità severa alla pittografia, dall’improvvisazione all’alea, dalle elaborazioni elettroniche all’assunzione di materie di ascendenza rock e jazz.
Rassegne di musica contemporanea in Italia e all’estero ospitano sue composizioni e le sue opere grafico-pittoriche sono esposte in diverse gallerie italiane.
Per scelta personale, Leonardo Gensini non pubblica sul web il suo lavoro.

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