Pasolini: “E lo accettano adesso che non c’è più”

Enzo Biagi: Lei ha detto che invecchiando si diventa allegri, perché?
Pasolini: Perché si ha meno futuro quindi meno speranze e questo è una grande gioia.

Quando scriveva, per Pier Paolo era sempre una grande sofferenza. All’ultimo però aveva un po’ di filosofia, aveva capito che era inutile, ormai. Io Pier Paolo, che lo conoscevo da tanti anni, non l’ho mai visto così felice e che amava la vita come l’amava prima di morire. Il contrario del fatto che tutti ‘sti uccellacci che gli girano intorno, tutti ‘sti becchini, che dicono che lui voleva morire. Non è vero per niente. Assolutamente. Mo’ ne stiamo a parla’ da amici, ma la gente che viene da me e me domanda, che so, se Pier Paolo era cattolico, era cristiano, era marxista, ma che pretendono? Che con due stronzate che dico io, devi capi’ Pasolini? Loro pretendono di capi’ Pasolini così, da due stronzate che posso dirgli io, e questo è un fatto disonesto, perché lui aveva detto tutto e scritto tutto. E lo accettano adesso che non c’è più, prima che era vivo non lo accettavano, e non si domandano che avrebbe detto Pasolini adesso.

Sergio Citti, in Franca Faldini-Goffredo Fofi: Il Cinema italiano d’oggi 1970-1984

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