I nobili della pergamena

Quando il 4 maggio 1945 gli alleati raggiunsero il rifugio di montagna di Hitler, nelle Alpi Bavaresi, nel contesto di una generale devastazione trovarono opere d’arte di grande valore.

The Economist, Books and Arts
17 settembre 2016

Successivamente, le truppe americane allestirono un’esposizione improvvisata intitolata: “The Hermann Goering Art Collection: Through Courtesy of the 101st Airborne Division”.
Tra opere di Rembrandt e Renoir, in pochi si accorsero di due piccoli oggetti poco appariscenti.
Si trattava di due manoscritti medievali, uno dei quali era il famosissicad2e6mo “Libro d’ore”, composto per la Regina francese Giovanna di Navarra, venduto all’asta nel 1919 a Londra da Sotheby’s a un prezzo esorbitante.

Toccare un manoscritto è come toccare un altro mondo.
Metà di questi lavori furono scritti tra il VI e l’XI secolo. Si tratta di parole, ma molto più preziose delle frasi che le contengono. Permettono di osservare momenti precisi nel tempo, come fiori messi a seccare tra le pagine.
In un manoscritto del IX secolo, c’è il disegno dei pianeti nelle orbite, eseguito con una tale precisione che gli astronomi affermano che tali configurazioni accadono solo una volta ogni 17 mila miliardi di anni e ritengono che questo manoscritto risalga al marzo dell’anno 816.

Testo segnalato: Meetings with Remarkable Manuscripts. By Christopher de Hamel. Allen Lane; 632 pages; £30.

Traduzione in estratto

Articolo originale

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