Magda Szabó: censura e premi

(5 ottobre 1917 – 19 novembre 2007)

Scrittrice ungherese, probabilmente la più importante del paese, è autrice di romanzi, teatro, saggi, studi, diari e poesie.

testo tratto da Sacrificium Intellectus (tranne le citazioni)

Magda Szabó nasce a Debrecen (Ungheria) il 5 ottobre del 1917 in una famiglia di intellettuali appartenente al ceto borghese. Entrambi i genitori l’aiutano a in modo che possa esprimersi liberamente, la circondano di favole e fantasie, racconti e messe in scena domestiche. Il padre le insegna il latino e in giovanissima età Magda è già in grado di dialogare in quella lingua.
Terminati gli studi di ungherese e latino all’Università di Debrecen, nel 1940, inizia a insegnare; prima nella sua città natale e poi nel liceo femminile di Hódmezővásárhely, luogo nel quale ebbe modo di conoscere la povertà del mondo contadino ungherese. 

A partire dal 1945, lavora per il Ministero della Religione e dell’Educazione fino al suo licenziamento, nel 1949, in seguito all’insediamento del regime comunista e al contemporaneo avvento dello stato socialista.
Per il nuovo regime Magda avrebbe dovuto occuparsi maggiormente della vita dei contadini e degli operai, seguendo l’esempio di altri scrittori suoi compatrioti.
All’epoca componeva poesie e fece parte degli scrittori della Luna Nuova. Sempre nel 1949, vince il maggior riconoscimento letterario per le sue poesie, il premio Baumgarten, ma le viene subito ritirato per essere consegnato a un poeta più vicino al regime.
Da allora, Magda non scriverà mai più poesie.

Nel 1947 sposa lo scrittore Tibor Szobotka (1913-1982). È in questo periodo che scrive le sue prime raccolte di poemi Angelo” e “Verso l’uomo“, alle quali fa seguito, per i soliti motivi politici, un lungo silenzio letterario, silenzio che s’interrompe solo verso la fine degli anni cinquanta, quando inizia a raccogliere successi e a ricevere numerosi premi. 
Durante quel periodo durissimo, continua comunque a scrivere, insieme al marito (anch’egli licenziato dalla radio nella quale lavorava per ragioni politiche), conservando i suoi scritti nel cassetto della scrivania. Anzi, nei cassetti di altrui scrivanie, visto che la loro casa era soggetta a frequenti perquisizioni.

Magda Szabó: © Magda Szabó’s assign, Geza Tasi


Nel 1959, grazie al sostegno di Hermann Hesse, viene pubblicato in Germania “Affresco“, una delle sue opere miliari.
La Szabó non si limitò a scrivere romanzi, ma fu artista poliedrica e scrisse anche pezzi teatrali e sceneggiature per l’adattamento cinematografico delle proprie opere. Famosissima in Ungheria è la trasposizione cinematografica del romanzo “Abigail”.

Oggi, però, ho capito una cosa, che allora ancora ignoravo: una passione non si può esprimere pacatamente, disciplinatamente, morigeratamente, e nessuno può definirne la forma al posto di un altro.

da La porta

La sua vita personale fu segnata dalla perdita dei genitori e del marito, quest’ultimo deceduto nel 1983 dopo una lunga malattia. Magda e Tibor scelsero di non avere figli, non soltanto per consacrare la vita all’arte letteraria, ma anche perché non volevano crescerli nel regime socialista, rispetto al quale mantennero sempre una fiera autonomia di pensiero.
Il suo capolavoro La porta(1987) ottiene il Premio Betz Corporation (Stati Uniti) nel 1993 e il Prix Femina nel 2003 e, sempre nel 2003, le viene conferito il titolo di Membro dell’Accademia Scientifica Europea.
Il primo volume della sua autobiografia “Für Elise” (Per Elisa) appare in Ungheria nel 2002.

All’improvviso si accorsero che l’invecchiare aveva disgregato quel passato che negli anni dell’infanzia e della giovinezza consideravano così compatto e solido: il Tutto era caduto a pezzi e, anche se non mancava nulla, perché quei frammenti contenevano ogni cosa successa fino a quel giorno, niente era più come prima. Lo spazio era diviso in luoghi, il tempo in momenti, gli eventi in episodi, e gli abitanti di via Katalin avevano infine capito che nelle loro intere vite soltanto un paio di luoghi, un paio di momenti e alcuni episodi contavano davvero. Il resto era stato un semplice riempitivo nelle loro fragili esistenze, come i trucioli che si versano nelle casse prima di un lungo viaggio per impedire al contenuto di rompersi.
Ormai sapevano che la differenza tra i morti e i vivi è solo qualitativa, non conta granché, e sapevano anche che a ciascuno tocca un solo essere umano da invocare nell’istante della morte.


da Via Katalin

Ormai scrittrice di fama mondiale vince, nel 2005, il Premio Mondello.
Nel 2007, riceve un premio per il miglior romanzo europeo per Via Katalin“.
Muore quello stesso anno a Kerepes, cittadina vicina alla capitale Budapest.
La Szabó rimane una delle scrittrici ungheresi più tradotte al mondo; ciononostante, in Italia è ancora inspiegabilmente poco nota.


Bibliografia:
L’altra Ester (Az őz, 1959), trad. Lia Secci, Feltrinelli, 1964; trad. Bruno Ventavoli, L’altra Eszter, Einaudi, 2009 
Lolò, il principe delle fate (Tündér Lala, 1965), trad. Vera Gheno, Edizioni Anfora
La ballata di Iza (Pilátus, 1963), trad. Bruno Ventavoli, Einaudi, 2006 
Abigail (Abigél, 1970), trad. Vera Gheno, Edizioni Anfora, 2007 
La porta (Az ajtó, 1987), trad. Bruno Ventavoli, Einaudi, 2007 
Via Katalin (Katalin utca, 1969), trad. Bruno Ventavoli, Einaudi, 2008 
Il Momento (Creusais), 1990), trad. Vera Gheno, Edizioni Anfora, 2008 
Per Elisa (Für Elise, 2002), trad. Vera Gheno, Edizioni Anfora, 2010 
La Notte dell’Uccisione del Maiale (Disznótor, 1960), trad. Francesca Ciccariello, Edizioni Anfora, 2011 
Il vecchio pozzo (Ókút, 1970), trad. Bruno Ventavoli, Einaudi editore, 2011

Il testo (tranne le citazioni) e la prima foto sono tratti da Sacrificium Intellectus

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