Dove e a chi. Sylvia Plath

[…]
Fammi essere forte, forte di sonno e di intelligenza e forte di ossa e fibra;
fammi imparare, attraverso questa disperazione, a distribuirmi: a sapere dove e a chi dare. 

A riempire i brevi momenti e le chiacchiere casuali di quell’infuso speciale di devozione e amore che sono le nostre epifanie. 
A non essere amara. 
Risparmiamelo il finale, quel finale acido citrico aspro che scorre nelle vene delle donne in gamba e sole.
[…]


Sylvia Plath, Diari

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