Nicola and Bart

Il 23 agosto 1927 sono giustiziati sulla sedia elettrica a Charleston (USA) Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti. 

Here’s to you, Nicola and Bart
Rest forever here in our hearts
The last and final moment is yours
That agony is your triumph

Ormai la loro storia è diventata leggenda a tal punto da rendere impossibile risalire a quella vera e corretta. Per quanto mi riguarda, posso solo dire che un mio antenato, che viveva appunto a Boston, ha fatto parte del collegio della difesa, il che un po’ di orgoglio me lo dà…

Here’s to you” è stata composta nel 1971. La musica è di Ennio Morricone, mentre il testo è stato scritto da Joan Baez, riprendendo le parole finali di un discorso di Bartolomeo Vanzetti.
La canzone fu scritta come colonna sonora del film “Sacco e Vanzetti” di Giuliano Montaldo, con Gian Maria Volonté (Bartolomeo Vanzetti) e Riccardo Cucciolla (Nicola Sacco),  che raccontava la storia dei due anarchici italiani condannati a morte nel 1927 a Boston.

Il film, secondo la testimonianza del suo regista, ha sensibilmente contribuito alla riabilitazione storica e morale dei due negli Stati Uniti: quando – il 23 agosto 1977, 50° della loro esecuzione – il governatore del Massachusetts Michael Dukakis riconobbe ufficialmente, con una cerimonia pubblica, l’errore giudiziario e il dolo dei magistrati. Il regista fu «invitato alla riabilitazione per avervi contribuito».
Lo stesso regista spiegò di aver pensato di realizzare un film sui due anarchici italiani dopo aver visto («a Genova, in una fabbrica dell’Italsider») lo spettacolo teatrale Sacco e Vanzetti di Roli e Vincenzoni, allestito dalla compagnia Attori Associati con la regia di Giancarlo Sbragia.


Ancora Joan Baez, in una versione dal vivo, “rinfrescata” e più recente…

… e la versione per orchestra e coro di Ennio Morricone:

E qui i testi dell’intera Ballata di Sacco e Vanzetti, divisa in tre parti.

[1972]
Lyrics by Joan Baez, Nicola Sacco, Bartolommeo Vanzetti
Testi di Joan Baez, Nicola Sacco, Bartolommeo Vanzetti
Music by Ennio Morricone


Give to me your tired and your poor
Your huddled masses yearning to breathe free
The wretched refuse of your teeming shore
Send these, the homeless, tempest-tossed to me.

Blessed are the persecuted
And blessed are the pure in heart
Blessed are the merciful
And blessed are the ones who mourn

The step is hard that tears away the roots
And says goodbye to friends and family
The fathers and the mothers weep
The children cannot comprehend
But when there is a promised land
The brave will go and others follow
The beauty of the human spirit
Is the will to try our dreams
And so the masses teemed across the ocean
To a land of peace and hope
But no one heard a voice or saw a light
As they were tumbled onto shore
And none was welcomed by the echo of the phrase
“I lift my lamp beside the golden door.”

Blessed are the persecuted
And blessed are the pure in heart
Blessed are the merciful
And blessed are the ones who mourn


La Seconda parte della ballata è ispirata dalla lettera dal carcere di Vanzetti al padre.

Father, yes, I am a prisoner 
Fear not to relay my crime 
The crime is loving the forsaken 
Only silence is shame 

And now I’ll tell you what’s against us 
An art that’s lived for centuries 
Go through the years and you will find 
What’s blackened all of history 
Against us is the law 
With its immensity of strength and power 
Against us is the law! 
Police know how to make a man 
A guilty or an innocent 
Against us is the power of police! 
The shameless lies that men have told 
Will ever more be paid in gold 
Against us is the power of the gold! 
Against us is racial hatred 
And the simple fact that we are poor 

My father dear, I am a prisoner 
Don’t be ashamed to tell my crime 
The crime of love and brotherhood 
And only silence is shame 

With me I have my love, my innocence, 
The workers, and the poor 
For all of this I’m safe and strong 
And hope is mine 
Rebellion, revolution don’t need dollars 
They need this instead 
Imagination, suffering, light and love 
And care for every human being 
You never steal, you never kill 
You are a part of hope and life 
The revolution goes from man to man 
And heart to heart 
And I sense when I look at the stars 
That we are children of life 
Death is small.


La Terza parte è ispirata dalla stessa lettera dal carcere di Sacco al figlio Dante che già era stata messa in musica e cantata da Pete Seeger nel 1951.

My son, instead of crying be strong 
Be brave and comfort your mother 
Don’t cry for the tears are wasted 
Let not also the years be wasted 

Forgive me, son, for this unjust death 
Which takes your father from your side 
Forgive me all who are my friends 
I am with you, so do not cry 

If mother wants to be distracted 
From the sadness and the soulness 
You take her for a walk 
Along the quiet country 
And rest beneath the shade of trees 
Where here and there you gather flowers 
Beside the music and the water 
Is the peacefulness of nature 
She will enjoy it very much 
And surely you’ll enjoy it too 
But son, you must remember 
Do not use it all yourself 
But down yourself one little step 
To help the weak ones by your side 

Forgive me, son, for this unjust death 
Which takes your father from your side 
Forgive me all who are my friends 
I am with you, so do not cry 

The weaker ones that cry for help 
The persecuted and the victim 
They are your friends 
And comrades in the fight 
And yes, they sometimes fall 
Just like your father 
Yes, your father and Bartolo 
They have fallen 
And yesterday they fought and fell 
But in the quest for joy and freedom 
And in the struggle of this life you’ll find 
That there is love and sometimes more 
Yes, in the struggle you will find 
That you can love and be loved also 

Forgive me all who are my friends 
I am with you 
I beg of you, do not cry


Nota: non mi fido delle traduzioni che si trovano in rete, e comunque le dovrei controllare minuziosamente, né ritengo deontologicamente corretto tradurre testi di tipo poetico.


Sacco e Vanzetti, una sporca faccenda nell’America della pena capitale

brani tratti da un articolo di Andrea Camilleri
Repubblica Online, 24 agosto 2007

[…]
Il secolo passato sembra come una valigia troppo piccola per contenere tutto quello che è successo: è troppo piena di vestiti vecchi, e ce ne sono alcuni che ci impediscono di chiuderla e metterla via in soffitta una volta per tutte. Uno di questi è il caso di Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti. Nel secolo trascorso, milioni di uomini e donne sono morti in guerre, epidemie, genocidi e persecuzioni, e purtroppo la loro memoria corre serissimo rischio di scomparire.Nel caso di Sacco e Vanzetti, sembrò subito chiaro a molti, in Europa e negli Stati Uniti, che il loro arresto, nel 1920 – inizialmente per possesso di armi e materiale sovversivo, poi con l’accusa di duplice omicidio commesso nel corso di una rapina nel Massachusetts – i tre processi che seguirono e le successive condanne a morte erano pensati per dare, attraverso di loro, un esempio. E questo nonostante la completa mancanza di prove a loro carico, e a dispetto della testimonianza a loro favore di un uomo che aveva preso parte alla rapina e che disse di non aver mai visto i due italiani.
La percezione era che entrambi fossero le vittime di un’ondata repressiva che stava investendo l’America di Woodrow Wilson.
In Italia, comitati e organizzazioni contrari alla sentenza spuntarono come funghi non appena essa fu annunciata.
Quando la sentenza fu eseguita, nel 1927, il fascismo era al potere in Italia da quasi cinque anni… Eppure, quando Sacco e Vanzetti furono giustiziati, il più grande quotidiano italiano, il Corriere della sera, non esitò a dedicare alla notizia un titolo a sei colonne. In bella evidenza tra occhielli e sottotitoli campeggiava un’affermazione: “Erano innocenti“.

Nel 1977 fu dato grande risalto alla notizia che Michael Dukakis, all’epoca governatore del Massachusetts, aveva riconosciuto ufficialmente l’errore giudiziario e aveva riabilitato la memoria di Sacco e Vanzetti.

In Italia, la loro storia diventò il soggetto di uno spettacolo teatrale, che ebbe grande successo, prima del film (1971) di Giuliano Montaldo. Anche l’album di Woody GuthrieBallads of Sacco and Vanzetti, del 1960, ebbe un grande successo in Italia.
E nel 2005, la Rai ha prodotto un lungo programma sui due italiani giustiziati. (Stranamente, per qualche ragione, la Rai non ha mai trasmesso, nonostante ne abbia acquisito i diritti molto tempo fa, The Sacco-Vanzetti Story, un film per la televisione girato nel 1960 da Sydney Lumet.)

[…]
Una faccenda sporca davvero se gli italiani, solitamente indulgenti verso la terra che ha accolto così tanti loro concittadini bisognosi che partivano emigranti, ci si soffermano ancora, dopo tutti questi anni. Il dibattito, a quanto sembra, è tuttora in corso. Un segnale, forse, che la ferita non si è ancora cicatrizzata. E che ancora, per quanto ci sforziamo, non riusciamo a chiudere quella valigia.

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