Traduzione: la “regola del meno uno”

“… c’è traduzione solo quando c’è tradimento. E c’è tradimento perché c’è la necessità di fissare delle priorità.”

Brevi citazioni tratte da un’intervista di Andrea Monda a Valerio Magrelli.

Immagine: Andy Goldsworthy, Pebbles around a hole.

La traduzione, come ogni arte dell’ascolto (prendo questa definizione da Starobinski), consiste essenzialmente nell’individuare quello che secondo l’interprete è il centro nevralgico del testo, centro che può collocarsi in un livello o in un altro.

Non esiste la fedeltà a un testo: ogni volta che traduciamo, e parlo di poesia, dobbiamo decidere a quale delle non infinite ma innumerevoli funzioni del testo vogliamo essere fedeli.
Volendo fare una lista dei problemi sollevati dal testo, si vede che le voci sono otto, nove, dieci… il metro, la rima, il tipo di metro, il tipo di rima, la disposizione delle rime, i generi dei sostantivi, le figure retoriche, le figure che possiamo individuare…

Alla fine, si potrebbe arrivare a dare una definizione della traduzione come di qualcosa che, per definizione, può rispondere a tutti gli elementi presenti nell’originale tranne uno. Direi anzi che la definizione di traduzione che a me sembra più convincente potrebbe iscriversi nella «regola del meno uno». Insomma, siamo di fronte a una traduzione quando almeno un elemento del modello originario va perduto.


Valerio Magrelli (Roma, 10 gennaio 1957) è un poeta, scrittore, traduttore, critico letterario e accademico italiano.
Si è laureato in Filosofia all’Università di Roma – La Sapienza, per poi intraprendere la carriera universitaria: attualmente insegna Lingua e letteratura francese all’Università di Cassino.
È autore di molte traduzioni di autori francesi come Mallarmé, Valéry, Jarry, Char, Ponge.

Opere:
Ora serrata retinae (Feltrinelli, 1980, con prefazione di Enzo Siciliano).
Nature e venature (Mondadori, 1987)
Esercizi di tiptologia (Mondadori, 1992), raccolti insieme con Ora serrata retinae e Nature e venature nella collezione Poesie (1980-1992) e altre poesie (Einaudi, 1996).
Didascalie per la lettura di un giornale (Einaudi, 1999).
Nel condominio di carne (Einaudi, 2003).
Disturbi del sistema binario (Einaudi, 2006).
La vicevita. Treni e viaggi in treno (Laterza, 2009).
Addio al calcio. Novanta racconti da un minuto (Einaudi, 2010), in prosa poetica.
Il violino di Frankenstein: scritti per e sulla musica (Firenze, Le lettere, 2010).
Geologia di un padre (Einaudi, 2013). Premio Selezione Campiello.
Il sangue amaro (Einaudi, collezione di poesia, 2014).
Lo sciamano di famiglia. Omeopatia, pornografia, regia in 77 disegni di Fellini (Laterza, 2015).

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