Sempre assorto

di Camillo Sbarbaro

Sempre assorto in me stesso e nel mio mondo
come in sonno tra gli uomini mi muovo. 
Di chi m’urta col braccio non m’accorgo, 
e se ogni cosa guardo acutamente 
quasi sempre non vedo ciò che guardo. 
Stizza mi prende contro chi mi toglie 
a me stesso. Ogni voce m’importuna. 
Amo solo la voce delle cose. 

M’irrita tutto ciò che è necessario 
e consueto, tutto ciò che è vita, 
com’irrita il fuscello la lumaca 
e com’essa in me stesso mi ritiro. 

Ché la vita che basta agli altri uomini 
non basterebbe a me. 
E veramente 
se un altro mondo non avessi, mio, 
nel quale dalla vita rifugiarmi, 
se oltre me miserie e le tristezze 
e le necessità e le consuetudini 
a me stesso non rimanessi io stesso, 
oh come non esistere vorrei! 
Ma un’impressione strana m’accompagna 
sempre in ogni mio passo e mi conforta: 
mi pare di passar come per caso 
da questo mondo…

Immagine: Dennis Stock

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