Gli Assiri all’ombra del Vesuvio

Sarà aperta al pubblico mercoledì 3 luglio la mostra “Gli Assiri all’ombra del Vesuvio”, in programma al MANN [Museo Archeologico Nazionale di Napoli, diretto da Paolo Giulierini] sino al prossimo 16 settembre.


L’esposizione, organizzata in collaborazione con l’Università “L’Orientale”, non soltanto sarà realizzata con reperti provenienti da istituzioni prestigiose tra cui il British Museum, l’Ashmolean Museum, i Musei Vaticani e i Musei Reali di Torino, ma prevederà anche la presentazione dei calchi, che appartengono alle collezioni del MANN e riproducono i rilievi originari rinvenuti a Ninive e Nimrud.
Peculiarità della mostra sarà l’allestimento di una ricca sezione tecnologica, volta ad approfondire contenuti scientifici ed a coinvolgere il visitatore in un suggestivo viaggio a ritroso nel tempo.


Gli Assiri erano una popolazione semita appartenente al gruppo degli Amorriti, che giunse nella Mesopotamia settentrionale verso il 2500 a.C..
Il loro nome deriva dalla loro città-Stato più importante: Assur. Essi godevano della fama di essere guerrieri feroci e sanguinari, e dopo innumerevoli battaglie riuscirono ad estendere il proprio dominio su tutto il territorio di Babilonia, sconfiggendo i Sumeri, i Caldei e gli Aramei, dei quali adottarono poi le civiltà, utilizzando come lingua ufficiale l’Aramaico.

L’impero Assiro (1115-606 a.C.) comprese nel periodo della sua massima espansione le coste del Mar Nero, la Siria, la Mesopotamia, la Media, la Fenicia, la Palestina e l’Egitto. La loro ultima capitale, Ninive, cadde nel 612 a.C. per mano della coalizione composta da Caldei e Medi, assieme a tutte le altre principali città: Assur, Kalkhu, Kharranu, Nimrud e Khorsabad.
Gli eserciti della coalizione distrussero i centri del potere assiro ma lasciarono integra la loro cultura e le loro divinità.
La storia del popolo Assiro si divide in tre periodi distinti: l’Antico Assiro (2500-1115 a.C.), durante il quale il principale centro di potere fu la città di Assur; il Medio Assiro (1115-721 a.C) segnò la nascita, l’espansione e la decadenza dell’Impero Assiro; infine il Neo Assiro (721-606 a.C.), che fu il periodo della rinascita sotto il regno dei Sargonidi nella nuova capitale Ninive. Intorno al 2500 a.C. essi edificarono le due roccaforti di Assur e Ninive, espandendosi nelle terre confinanti per circa due secoli. Successivamente gli Accadi, guidati dal loro re Sargon, riuscirono a sconfiggere l’esercito assiro ottenendo il controllo del territorio fino al 2100 a.C.. Seguì un secolo circa di dominazione da parte dei Sumeri, interrotta da una rivolta capeggiata dal re Assiro Puzur-Assur I°, che fu il primo re della sua dinastia che durerà dal 2000 a.C. fino al 1813 a.C., data di inizio del regno di Shamshi-Adad (1813-1781 a.C.).

La pressione esercitata dai Babilonesi di re Hammurabi ebbe il sopravvento nel 1764 a.C, mentre il popolo dei Mitanni influenzerà l’intera area dal 1605 al 1365 a.C..
Gli Assiri riprenderanno l’offensiva con l’avvento del feroce re Assurubalit I° (1365-1330 a.C.); egli ordinò terribili stragi e deportazioni in massa di popolazioni inermi, crudeli soluzioni che cambiarono il modo di fare la guerra, consolidando nel contempo le nuove ideologie sulla purezza della razza.
Il grande paradosso che distinse gli Assiri da altri popoli dell’epoca, fu che, se da una parte a svilupparono una strategia militare estremamente feroce, dall’altra curarono molto lo sviluppo della matematica, lo studio degli astri, le scienze, la letteratura e lo studio dei testi sacri. Gli Assiri vollero elevarsi a stirpe prioritaria, toccando i vertici estremi tra l’intelletto divino e la crudeltà del soldato perfetto.
Questi terribili guerrieri si spinsero verso meridione in direzione di Babilonia, guidati dai loro re Adad-Ninari I° (1307-1275 a.C.), Salmanassar (1274-1245 a.C.), Tukulti-Ninurta (1244-1208 a.C.), riuscendo a conquistarla e Tiglat-Pileser I° (1115-1074 a.C), assunse il titolo di primo imperatore assiro regnando sull’intera Mesopotamia e la Siria fine a raggiungere le coste del Mar Nero.

La sua morte segnò l’inizio della decadenza dell’Impero che si protrasse fino al periodo Neo Assiro, interrotta solo per poco tempo dal regno di re Assurnasirpal II (884-858 a.C.), che conquistò nuovi territori consolidando il vacillante Impero.
A lui fece seguito Salmanassar III (859-824 a.C.), che soffocò le rivolte scoppiate in Palestina e nei territori Fenici; il suo successore Adad-Ninari III (810-782 a.C.), conquistò Damasco e riprese l’assedio delle città Fenicie.
Il re Tiglat-Pileser III (744-727 a.C.) riconquistò in parte i territori perduti dai sovrani precedenti, riprendendo tutta la Siria e la Palestina.
Nel corso del periodo Neo Assiro, il re Sorgon II (721-705 a.C.) fu il primo re di una nuova dinastia detta dei Sargonidi, il cui figlio Sennacherib (680-669 a.C) pose fine alle continue rivolte in Palestina e nell’Elam, spostando la capitale dell’Impero Assiro nella città di Ninive.
Il re Asarhaddon (680-669 a.C.) riprese la penetrazione in Egitto; al momento della sua morte, la sua opera di conquista venne completata dal suo successore Assurbanipal (668-627 a.C.); questi sconfisse in seguito il fratello rivale, re di Babilonia, favorendo un nuovo periodo di splendore, seppur effimero dell’Impero Assiro.
Dopo la sua morte ebbe inizio la fase finale della decadenza del Regno, che si concluse con la sconfitta definitiva dell’esercito Assiro ad opera della coalizione formata dai Caldei e dei Medi.

Le loro monumentali città risentivano molto dell’influenza architettonica babilonese; veramente notevoli risultavano i giganteschi rilievi decorativi rappresentanti scene di caccia al leone o scene di guerra, nelle quali si tendeva ad esaltare la potenza dei guerrieri Assiri.
L’amministrazione e l’economia dello Stato si reggevano sui commerci e soprattutto sul saccheggio delle città sconfitte.
Ogni città dell’Impero Assiro possedeva un centro amministrativo-commerciale dipendente in modo diretto dal palazzo reale situato nella capitale; le merci più scambiate erano in buona parte costituite da piombo, stagno, rame, tessuti e pietre preziose; i pagamenti avvenivano per mezzo di piccoli lingotti d’oro o d’argento, oppure con un controvalore in rame o stagno.
Tra gli dei venerati dagli Assiri, il più adorato fu il dio Assur, protettore del popolo assiro; in seguito si svilupparono culti derivati da altri popoli, come quello della dea babilonese Ishtar, patrona dell’amore e della guerra, Anu, il dio del cielo, Adad, il dio dei fenomeni metereologici, Nabu, patrono degli scribi, Shamash, dio della giustizia, Sin, dea della luna e molti altri.

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