Sviluppo globale sostenibile: l’Era della Città

Dicono che è gran dubbio sapere se ‘l mondo fu fatto di nulla o delle rovine d’altri mondi o del caos; ma par verisimile che sia fatto, anzi certo.

Tommaso Campanella, da La città del Sole

elaborazione di materiali diversi (*)
di FA minore

Immagine: Lyonel Feininger, Village, 1953

Il dibattito sulle (sulla…) città come centro di risorse o soluzioni ai problemi della sostenibilità globale è ancora in pieno fermento. Infatti, le aree urbane generano oltre il 75% del Pil e contribuiscono, a livello globale, per circa il 75% delle emissioni di carbonio per consumi energetici. Inoltre, ospitano la maggior parte della popolazione mondiale, se si considerano anche le periferie ‘disagiate’, dove abitano oltre 863 milioni di persone. Gli abitanti delle città produrranno oltre 2 milioni di tonnellate di rifiuti all’anno, che in gran parte finiranno negli oceani e in aree fuori dai confini delle città.
Le aree urbane offrono opportunità di innovazione, ma è difficile negare i problemi di sostenibilità creati da una crescente espansione della popolazione concentrata principalmente nelle città: entro il 2030, le ‘megalopoli’, ossia le città con 10 milioni di abitanti o anche di più, dalle 28 di oggi diventeranno 41.
Nel 2010, per la prima volta nella storia, la popolazione urbana ha superato quella delle aree rurali e si stima che entro il 2050 due terzi della popolazione mondiale abiterà nelle città.

Dal 2015, una serie di accordi internazionali hanno evidenziato l’importanza di sostenere lo sviluppo innovativo delle città per affrontarne i problemi e soddisfare gli obiettivi stabiliti dalla “2030 United Nations Sustainable Development Agenda”.


Il 25 settembre 2015 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato una risoluzione intitolata “Transforming our world: the 2030 Agenda for Sustainable Development”: un programma ambizioso che richiede ampia cooperazione e solidarietà a livello globale e che, tenendo conto di aspetti economici, sociali e ambientali, si prefigge il raggiungimento di 17 obiettivi di sviluppo sostenibile (tra i quali i diritti umani, l’uguaglianza di genere, la lotta alla povertà, alla fame e al degrado del pianeta attraverso consumi e produzioni sostenibili, lo studio dei cambiamenti climatici, il progresso economico, sociale e tecnologico nel rispetto dell’ambiente, la promozione della pace, dell’uguaglianza e dell’inclusione, la lotta alla violenza).

Il punto di partenza è che “non può esserci sviluppo sostenibile senza la pace, né la pace senza lo sviluppo sostenibile”.


Una svolta decisiva si è avuta nell’ottobre del 2016. In occasione della Conferenza delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Urbano Sostenibile (Habitat III) a Quito, Ecuador, cui hanno partecipato policy-makers, scienziati e rappresentanti della società civile di tutto il mondo, è stata presentata la New Urban Agenda che il 23 dicembre dello stesso anno ha ottenuto l’appoggio dell’Assemblea Generale UN.
L’Agenda rappresenta una visione condivisa sulle questioni legate all’urbanizzazione che, se ben articolata e ben gestita, può essere un potente strumento per lo sviluppo sostenibile di tutti i paesi, inclusi quelli in via di sviluppo.
In seguito all’approvazione dell’Agenda 2030 – sottoscritta da oltre 150 leader internazionali – e della Nuova Agenda Urbana di Quito, gli esperti hanno segnalato alcune criticità soprattutto nella comunicazione sulle politiche urbane e nella mancanza di chiarezza e di sostegno alle politiche da seguire per programmare e controllare le strategie urbane a livello locale e nazionale.
Da allora, molte voci si sono levate per esprimere preoccupazione sull’attuazione pratica degli obiettivi di sviluppo urbano nel contesto più generale degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG).
Nell’ambito di un rapporto all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite – presentato a settembre del 2017 da un “High-Level Panel” istituito dal Segretario Generale per la realizzazione della Nuova Agenda Urbana – diplomatici, accademici e rappresentanti del settore privato e della società civile hanno sottolineato i limiti riscontrati nella creazione delle competenze necessarie per il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità globale.
Tale preoccupazione è stata accolta alla riunione del Panel del 2018, che ha affrontato gli SDG e l’impegno richiesto a livello globale sulle questioni urbanistiche.In campo urbanistico, le interazioni tra scienza e politiche, studiosi e professionisti, hanno consentito un avanzamento in direzione di una maggiore integrazione.
Insieme alla questione climatica e della riduzione del rischio ambientale, il tema è stato affrontato anche in occasione degli accordi di Sendai e di Parigi e, nel 2018, alla conferenza di Edmonton “Cities IPCC” (Intergovernmental Panel on Climate Change), poi allo High-level Political Forum delle Nazioni Unite “Transformation towards sustainable and resilient societies” sugli SDG di New York e durante il G20 di Buenos Aires, dove è stata lanciato il programma “Urban20”.


Urban20 è un’iniziativa avviata nel 2017 per coordinare le attività dei sindaci delle principali città dei Paesi del G20 e altre (Beijing, Berlino, Buenos Aires, Chicago, Durban, Amburgo, Giacarta, Johannesburg, Londra, Los Angeles, Madrid, Melbourne, Città del Messico, Milano, Montreal, Mosca, New York, Rio de Janeiro, Roma, San Paolo, Seoul, Sydney, Tokyo e Tshwane) e anche per sviluppare una visione collettiva e proporre soluzioni inclusive su una serie di questioni socio-economiche, sul cambiamento climatico, il futuro del lavoro e l’integrazione sociale, cui possano contribuire le ‘città globali’ impegnate nello sviluppo economico sostenibile.
Il rafforzamento dei legami tra studiosi, professionisti e policy-makers del settore urbanistico sta quindi guadagnando terreno, non solo in dibattiti ed eventi specifici, ma anche a livello globale nella pianificazione di politiche multilaterali. In particolare, cresce l’interesse per l’identificazione dei tipi di scienze urbanistiche in grado di rispondere alle esigenze dei soggetti impegnati nello sviluppo sostenibile in diversi contesti – tra i quali il clima, la salute e le disuguaglianze – e ai diversi livelli di governance.

Come ha dichiarato il Vice-Segretario Generale delle Nazioni Unite Amina Mohammed, è il momento di riconoscere che “la risposta globale alle promesse di urbanizzazione non è stata adeguata”.


Un Expert Panel formato da 29 figure chiave della comunità accademica internazionale competenti in materia di politiche urbane globali ha curato il rapporto “Science and the Future of Cities“: la prima tappa per estendere il dibattito e promuovere l’impegno attivo sul ruolo che la ricerca accademica in campo urbanistico può svolgere nella progettazione, attuazione e valutazione delle strategie urbane sostenibili su larga scala.
Il Panel è un organismo indipendente creato in collaborazione con Nature Sustainability (*), la nuova rivista di “Nature Research” (e con il supporto dello University College London, della University of Melbourne, della Prince of Wales’s Charitable Foundation International Sustainability Unit e dell’International Science Council), e intende anche offrire uno spazio di riflessione in cui il mondo accademico, in senso lato, possa pensare al suo ruolo nel campo dell’urbanizzazione e della gestione della sostenibilità globale.

(*) La missione della rivista è quella di favorire il dialogo interdisciplinare sui temi della sostenibilità e avvicinare le attività di ricerca e quelle di attuazione pratica delle politiche urbane, incoraggiando i soggetti coinvolti a promuovere le necessarie riforme in una prospettiva di sostenibilità.


(*) Fonti:

– “Science and the Future of Cities, Report on the Global State of the Urban Science-Policy Interface
– “2030 United Nations Sustainable Development Agenda”
– “New Urban Agenda”, Conferenza delle Nazioni Unite sullo Sviluppo Urbano Sostenibile (Habitat III) – Quito, Ecuador, ottobre 2016
– “Cities and Climate Change Science Conference”, ‘Objectives’ and ‘Sustainability’, CitiesIPCC – Edmonton, Canada, marzo 2018
– “Ministerial declaration of the high-level segment of the 2018 session of the Economic and Social Council on the annual theme ‘From global to local: supporting sustainable and resilient societies in urban and rural communities’, High-level Political Forum (HLPF)
– “U20”, First Urban 20 Mayors Summit. A Dialogue between Global Cities and the G20 – Buenos Aires, ottobre 2018
– Nature Research, “Nature Sustainability”

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