Pessoa: ‘Mi sono’

di Fernando Pessoa

[…] Se voglio dire che esisto, dirò “sono io”. Se voglio dire che esisto come anima separata, dirò “Sono io”. Ma se volessi dire…

… che esisto come entità che si governa e si forma da sola, che esercita se stessa la funzione divina di crearsi, come userò il verbo essere se non trasformandoli immediatamente in transitivo? E allora, trionfalmente, antigrammaticalmente supremo, dirò “Mi sono”. Avrò espresso una filosofia in due brevi parole. Non è preferibile questo al non dire niente in quaranta frasi? Che altro si può volere dalla filosofia e dalla dizione?

Obbedisca alla grammatica chi non sa pensare quello che senta. Se ne serva chi sa comandare sulle sue espressioni. Si racconta che Sigismondo, re di Roma, avendo fatto un errore di grammatica in un discorso pubblico, rispose a chi glielo aveva fatto notare, “Sono re di Roma e al di sopra di ogni grammatica”. E la storia narra che da lì venne conosciuto come Sigismondo “super grammaticam”. Simbolo meraviglioso! Ogni uomo che sa dire quello che dice è, a modo suo, re di Roma. Il titolo non è male e l’anima è essersi.

da Il libro dell’inquietudine

Disegno e foto dello street artist Jef Aérosol, in Bairro Alto a Lisbona.

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